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La Svizzera ha informato l’Italia della sua intenzione di firmare l’accordo bilaterale sulla tassazione transfrontaliera dei pendolari.

Didier Burkhalter, il capo del dipartimento svizzero degli affari interni, ha centrato il punto durante un incontro con il ministro degli esteri italiano Paolo Gentiloni.

Si e’ discusso della politica svizzera in Europa, degli ultimi sviluppi della politica europea in tema di migrazione e della sicurezza europea.

L’accordo e’ stato siglato a dicembre 2015. Sulla base di quanto disposto dall’accordo i cosi’ detti Frontier worker (lavoratori di confine), che sono  tutti quei contribuenti che vivono nel raggio di 20 km dal confine e che, in linea di principio, ritornano quotidianamente nel loro stato di residenza.

Gli impiegati pagheranno fino al 70% delle imposte sul reddito da lavoro dipendente nello stato in cui svolgono la loro prestazione lavorativa. Lo stato di residenza continuera’ a prelevare le imposte sul reddito personale , ma evitera’ la doppia tassazione.

Gli scambi commerciali tra Svizzera e Italia sono stati valutati 31 bilioni, nel 2015. L’Italia e’ il terzo partner commerciale della Svizzera. Circa 70.000 contribuenti  italiani, sono lavoratori transfrontalieri e vanno al lavoro in Svizera ogni giorno, e 50.000 cittadini svizzeri vivono in Italia.

Al fine di evitare la doppia imposizione sarà effettuato uno scambio di informazioni in formato elettronico relativo ai redditi da lavoro dipendente dei lavoratori frontalieri; inoltre l’accordo sarà sottoposto a riesame ogni cinque anni.