A partire da oggi, venerdì 7 novembre 2018, il rilascio del visto per investitori di tipo Tier 1 sarà sospeso. Questo significa che non potranno essere presentate ulteriori richieste per ottenerlo fino a quando non verra pubblicato un nuovo avviso. La sospensione di quest’ultimo è avvenuta senza preavviso e rappresenta uno shock per molte persone che erano in procinto di presentare la relativa domanda.

Per avere diritto ad ottenere un visto per Investitore di tipo Tier 1, è necessario avere almeno 2 milioni di sterline pronti da investire nel Regno Unito.

A differenza di altri rilasci di visto nel Regno Unito, come Investitore di primo livello, non è necessario soddisfare i requisiti di lingua inglese, dimostrare il possesso di un reddito o fornire prove sulla pianificazione aziendale nel Regno Unito.

Il percorso può anche portare ad una soluzione accelerata dopo due anni se si investono 10 milioni di Sterline, o dopo 3 anni se si investono 5 milioni di Sterline.

Per queste ragioni, il Tier 1 è spesso definito “Visto d’oro”.

Anche se il visto per Investitori di tipo Tier 1 è stato inizialmente introdotto per attirare investimenti nel Regno Unito, il Governo ha indicato che la sospensione del visto per investitore di primo livello può comportare il rischio che venga utilizzato come meccanismo per il riciclaggio di denaro.

Caroline Nokes, il Ministro per l’immigrazione, ha dichiarato che “Il Regno Unito sarà sempre aperto ad investitori legittimi e genuini impegnati a sostenere l’economia inglese e le imprese a crescere. Tuttavia, sono stata chiara che non tollereremo le persone che non rispettano le regole e cercano di abusare del sistema, ecco perché sto portando avanti queste nuove misure che garantiranno che solo gli investitori reali, che intendono sostenere le imprese del Regno Unito, possano beneficiare del nostro sistema di immigrazione. “

Nuove regole saranno introdotte nel 2019 per gli investitori che vogliono trasferirsi nel Regno Unito.

Le nuove regole per gli investitori di livello 1 potrebbero comportare un maggiore controllo in termini di requisiti probatori, regole più restrittive sul tipo di investimenti ammissibili e, alla luce delle preoccupazioni sul riciclaggio di denaro, maggiore attenzione alla fonte dei fondi.