A partire dal 6 aprile del 2018, gli edifici ad uso agricolo situati in Inghilterra possono essere adibiti ad uso residenziale fino ad un massimo di cinque abitazioni grazie ad alcune concessioni note come “Permitted development rights – PD rights”. Tali concessioni sono comunque subordinate all’espletamento dei lavori necessari a convertire l’edificio e renderlo adatto al nuovo uso.

Tali concessioni consentono di modificare la destinazione d’uso di determinati edifici senza il bisogno di ottenere preventivamente l’autorizzazione dall’Autorità di pianificazione locale.

Il governo ha annunciato tale novità come parte del programma finalizzato alla costruzione di un maggior numero di immobili residenziali in Inghilterra ed ha spiegato che il nuovo progetto consentirà alle comunità rurali di avere maggiore flessibilità nel valutare come utilizzare gli edifici esistenti.

Nonostante l’intenzione principale sia quella di promuovere la flessibilità, sono anche previste alcune restrizioni che dovranno essere verificate di volta in volta dai costruttori. Tali concessioni, ad esempio, non potranno essere utilizzate per gli edifici siti nei vari Parchi Nazionali, aree protette, zone di elevato valore paesaggistico o luoghi di particolare interesse scientifico. Inoltre, tali concessioni non potranno essere utilizzate per eseguire lavori su edifici storici o siti in luoghi in cui si trovano monumenti storici.

Nei casi in cui invece tali concessioni trovino applicazione, sono comunque previste altre restrizioni da prendere in considerazione, tra cui:

  • L’edificio deve essere stato utilizzato esclusivamente a fini agricoli per un determinato periodo di tempo prima che la destinazione d’uso venga mutata in residenziale;
  • Le concessioni prevedono una distinzione tra “case di grandi dimensioni” (di dimensioni tra i 100 e i 465 metri quadrati) e “case di piccole dimensioni” (100 metri quadri o meno);
  • Delle cinque abitazioni oggetto di concessione, tre possono essere abitazioni di grandi dimensioni;
  • Andranno tenuti in considerazione precedenti eventuali modifiche effettuate ai sensi delle predette concessioni al fine di convertire edifici ad uso agricolo in edifici ad uso residenziale;
  • Se e’ in vigore un rapporto locativo avente ad oggetto un edificio ad uso agricolo, il consenso alla trasformazione dello stesso deve essere prestato sia da proprietario che conduttore (non e’ infatti possibile risolvere il contratto di locazione di un immobile ad uso agricolo al solo fine di eseguire lavori di trasformazione dell’edificio, a meno che non vi sia un accordo scritto in cui viene specificato che il fondo agricolo non e’ piu’ utilizzato a fini agricoli o che e’ trascorso almeno un anno dalla fine della locazione);
  • Le dimensioni esterne della nuova costruzione non possono superare le dimensioni esterne dell’edificio agricolo esistente.

I costruttori devono inoltre tenere in considerazione il fatto che i lavori di costruzione devono essere ragionevolmente necessari. I lavori che rientrano nella concessione sono: demolizione parziale dell’edificio esistente, installazione o sostituzione di finestre, porte, tetto, muri esterni, acqua, drenaggio, elettricità, gas e altri servizi.

Le concessioni in questione richiedono comunque al costruttore di presentare preventiva domanda all’Autorità locale per capire se i lavori di ristrutturazione dell’immobile richiedano il rilascio di una preventiva autorizzazione o meno. Un’autorizzazione preventiva potrebbe essere necessaria quando sul luogo in cui si trova l’immobile ci sono dei sistemi di trasporto o vi sono limiti per quanto riguarda la soglia di rumore o rischi di contaminazione o inondazione.

Ogni preventiva approvazione rilasciata dall’Autorità preposta deve essere data per iscritto. L’approvazione può inoltre prevedere delle condizioni che devono essere rispettate e che l’edificio debba essere completo entro tre anni dalla data in cui è stata rilasciata l’autorizzazione stessa.

Se invece l’approvazione non è necessaria, il costruttore deve comunque aspettare che ciò venga espressamente confermato per iscritto prima di iniziare i lavori di conversione. Tuttavia, se questi non riceve tale conferma entro i 56 giorni successivi alla richiesta, i lavori possono essere iniziati liberamente.

Ovviamente, prima di intraprendere qualsiasi tipo di lavoro, è necessario accertarsi che la richiesta sia stata presentata nel modo corretto e quindi eventuali ritardi nella risposta non siano dovuti ad errori nella presentazione della domanda.

Tali modifiche fanno parte di un piu’ ampio progetto del governo finalizzato a incrementare la costruzione di nuove abitazioni in Inghilterra.