barber-1453064

Una parrucchiera, un gestore di fondi ed una manciata di altri cittadini hanno intentato una causa nanti la Suprema Corte del Regno Unito. I ricorrenti chiedono alla Suprema Corte di stabilire che l’attivazione della procedura di cui all’art. 50 del Trattato di Lisbona spetta al Parlamento e non al Governo: in mancanza di voto favorevole del Parlamento alla ratifica dei risultati del Referendum il Governo non puo’ attivare la procedura di uscita dall’Unione Europea.

Il caso è di importanza capitale in quanto regola un percorso legale che potrebbe consentire alla Camera dei Comuni di ignorare il risultato del referendum per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Questo sarà uno dei più importanti casi di legge costituzionale che sia mai stato deciso. La Gran Bretagna, a differenza di molti altri Stati, non ha una costituzione scritta, ci si basa su di un cumulo di leggi, costumi e decisioni giudiziarie che risalgono a secoli addietro.

La corte prende questo contenzioso molto seriamente e si muoverà rapidamente, questo è quanto ha affermato un giudice nel corso dell’udienza preliminare del 19 luglio scorso.

Il giudice ha aggiunto che la questione è “di tale rilevanza costituzionale”, da imporre alla Corte Suprema di agire e decidere rapidamente.

Il primo ministro Theresa May è sotto pressione: gli si chiede di procedere con una attivazione della procedura di cui all’ articolo 50 senza mettere la ratifica dei risultati del Referendum ai voti della Camera dei Comuni. Questo in quanto oltre il 70% dei parlamentari è dichiaratamente contrario al Brexit.

Tra l’altro un giudice dell’Alta Corte può imprigionare un ministro per non aver obbedito alla legge o alla decisione della Corte.

Se i deputati votano contro la ratifica dei risultati del Referendum il caso potrebbe essere impugnato per giungere sino alla Corte di Giustizia Europea.

Le scommesse sono aperte!