foto india mauritius

India e Mauritius hanno firmato un Protocollo per limitare l’abuso dell’accordo contro la doppia imposizione in vigore tra le due parti.

Il protocollo è stato firmato il 10 maggio 2016 nelle Mauritius. Esso attribuisce all’India  il diritto di tassare le plusvalenze derivanti dall’alienazione di azioni acquistate a partire dal 1 Aprile 2017 in una società indiana, con effetto a partire dall’esercizio finanziario 2017/18. Il protocollo prevede che, in relazione alle plusvalenze relative al periodo di transizione dal 1° aprile 2017 al 31 marzo 2019, l’aliquota sarà limitata al 50 per cento del tasso di imposta interno indiano.

Il protocollo prevede una nuova clausola di limitazione dei benefici in base alla quale l’aliquota ridotta durante il periodo di transizione non sara’ applicata se il residente delle Mauritius non riesce a soddisfare i criteri previsti dal  “main purpose” test e dal “bona fide business” test.

In base al protocollo, gli interessi accumulati in India da banche residenti delle Mauritius saranno oggetto di una ritenuta alla fonte in India al tasso del 7,5 per cento nei confronti di crediti o prestiti concessi dopo il 31 Marzo 2017.
Infine, il protocollo aggiorna l’ articolo 26 del trattato fiscale, sullo scambio di informazioni per fornire assistenza nella riscossione delle imposte.

Il Comitato Centrale delle Imposte Dirette ha detto in una dichiarazione: “Il protocollo affrontera’ le questioni esistenti da lungo tempo aventi ad oggetto l’ abuso del trattato, intende prevenire la doppia imposizione, razionalizzare il flusso di investimenti e stimolare il flusso di scambio di informazioni tra l’India e le Mauritius”.
E ha aggiunto che: ” tale protocollo migliorera’ la trasparenza in materia fiscale e contribuirà a frenare l’evasione e l’elusione fiscale. Allo stesso tempo, gli investimenti esistenti, vale a dire gli investimenti effettuati prima del 1 aprile 2017, sono coperti da una clausola di salvaguardia e non saranno soggetti ad imposta sulle plusvalenze in India”.