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Archives for Miscellanea

Regno Unito: legge inglese e “smart contracts”

La Law Commission del Regno Unito sta conducendo una revisione per assicurare che il quadro giuridico e normativo inglese faciliti l’utilizzo degli “smart contracts”.

La ricerca iniziale è iniziata e la revione durera’ dai 9 ai 18 mesi.  Sara’ condotta contestualmente alla revisione della legge sulle firme elettroniche, altro aspetto della digitalizzazione dei contratti.

Questo fa parte di una iniziativa per assicurare che i tribunali e la legge inglese rimangano una scelta competitiva per le società, in particolare nel contesto Brexit.

Come spiegato nel resoconto annuale della Law Commission: “Lo scopo di questo progetto è quello di assicurare una certezza normativa e una certa flessibilità, in modo che la legge possa essere applicata in un contesto globale e digitale e per evidenziare eventuali argomenti privi di chiarezza o certezza”

Che cos’e’ uno “smart contract”

Gli “smart contracts” prevedono la codifica di disposizioni contrattuali o di funzioni in blockchain. In sostanza, uno smart contract consiste in un pezzo di codice informatico capace di monitorare, concludere e dare esecuzione ad un contratto.

A tal proposito, con riferimento a tale tipologia di contratti, è stato spesso affermato che:

  1. Non sono molto “smart”: di fatto, nonostante il termine, non c’è nessuna “intelligenza” o processo decisionale autonomo coinvolto, solo una semplice sequenza di causa effetto in base alla quale “se un evento A accade, allora un evento B lo segue”. Gli “smart contracts” offrono prestazioni automatizzate piuttosto che intelligenza.
  2. Non sono contratti autonomi: tipicamente uno “smart contract” prende degli elementi specifici di un contratto e ne prevede l’auto-esecuzione. Disposizioni piu’ ampie, che potrebbero includere clausole standard e qualsiasi elemento soggettivo, potrebbero non essere adatte alla rigida codifica dei blockchain. Quindi, generalmente, uno smart contract può esistere in presenza di un quadro contrattuale che stabilisca la piena relazione tra le parti.

La revisione

La Law Commission e’ un organo pubblico indipendente incaricato di revisionare la legge di Inghilterra e del Galles.  I suoi report in genere riesaminano lo status quo giuridico per l’argomento in questione, proponendo modifiche nei casi in cui vengono individuate lacune o problemi.

Tale organo non può creare nuove leggi ma la sua influenza è significativa, in quanto più di di 2/3 delle sue raccomandazioni sono state accettate in tutto o in parte.

La Law Commission ha osservato come gli “smart contracts” offrano il potenziale  per incrementare l’efficienza nelle societa’, aumentando la certezza e fiducia grazie alla tecnologia dei “blockchain”.

Ha inoltre sottolineato alcuni dei problemi legali che potrebbero verificarsi in seguito all’utilizzo degli “smart contracts”:

  • L’immutabilita’ dei dati trascritti sui blockchain è spesso pubblicizzata come un beneficio in questo nuovo modo di trascrivere e condividere i dati. Ma, in un contesto contrattuale, questo puo’ creare potenziali problemi come ad esempio la correzione dei termini contrattuali, sia da parte dei tribunali che delle parti.
  • L’immutabilita’ delle disposizioni crea inoltre difficolta’ dove, ad esempio, una disposizione contrattuale è ritenuta “nulla dall’inizio”, il che significa che i diritti e gli obblighi dovrebbero essere considerati come se non fossero mai esistiti.
  • L’immutabilita’ crea difficolta’ con la legge sulla protezione dei dati – per esempio il Regolamento sulla protezione generale dei dati prevede il diritto di richiedere, in determinate circostanze, la cancellazione o correzione dei dati.
  • L’interazione tra gli “smart contracts” e i termini che sono implicitamente inseriti nei contratti per legge dev’essere tenuta in considerazione. In sostanza, in che modo gli “smart contracts” prenderanno in considerazione disposizioni che non sono espressamente previste dal contratto ma che per legge devono essere previste?

I contratti in questione hanno senza dubbio il vantaggio di garantire alcuni benefici ed efficienza alle imprese e ai contratti con i consumatori. Tuttavia, in quanto basati su tecnologia blockchain, prima di farne utilizzo dovrebbe sempre e comunque essere valutato se il loro utilizzo e’ appropriato e vantaggioso nel singolo caso di specie.

 

 

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Regno Unito: aggiornamento sul diritto di concedere in locazione

Recentemente sono state introdotte delle sanzioni penali per quei proprietari che non hanno completato i controlli relativi al diritto di concedere in locazione il proprio immobile.

Nel febbraio del 2016 il Governo ha posto in capo ai proprietari di immobili residenziali l’obbligo di verificare che tutti gli inquilini adulti che occupano la proprietà abbiano il diritto di vivere nel Regno Unito.

Nei due anni successivi all’introduzione di tale requisito, il Ministero dell’Interno ha multato piu` di 400 proprietari di immobili che o non hanno eseguito i giusti controlli o che hanno permesso agli inquilini di vivere nella loro proprietà pur sapendo che questi ultimi non avevano il permesso di vivere nel Regno Unito. L’importo della multa è stato in media di oltre £ 650 per proprietario.

Tuttavia, i controlli relativi al diritto di locazione sono stati impugnati davanti al Tribunale. Il ricorso è stato proposto dopo che l’Associazione dei proprietari di immobili residenziali ha scoperto che i proprietari sono ora restii ad affittare gli immobili a chi non possiede un Passaporto britannico. Di conseguenza, si teme che tale normativa in questione stia creando delle discriminazioni nei confronti di quei potenziali inquilini che hanno diritto a vivere nel Regno Unito ma che non sono cittadini britannici. Questa è una possibile violazione della Convenzione europea sui diritti umani.

Coloro che possiedono un immobile nel Regno Unito hanno il principale interesse di evitare le sanzioni penali derivanti dalla violazione della legge. Tuttavia, come conseguenza, molti proprietari tendono a non affittare i loro immobili a persone che, pur non avendo la cittadinanza inglese, hanno il diritto di vivere nel Regno Unito.

Ciò è dovuto soprattutto al fatto tali possibili locatori non si sentono in grado di verificare con certezza la validità dei documenti forniti loro dagli inquilini diversi da un passaporto britannico e vi e’ inoltre il timore di incorrere in pesanti multe.

Tuttavia, essere troppo selettivi nei confronti di coloro che possono affittare un immobile potrebbe comportare una richiesta di risarcimento danni per discriminazione nei confronti del proprietario dell’immobile. Pertanto, i proprietari sono a rischio anche nel caso in cui scelgano di adottare un approccio più cauto sulla scelta degli inquilini.

Se il ricorso in tribunale verrà accolto, il Ministero dell’interno dovrà riconsiderare lo schema in questione. Va raggiunto un punto di equilibrio tra la scelta di punire coloro che eludono deliberatamente la legge, senza però scoraggiare i proprietari di immobili dall’affittare a coloro che sono residenti legittimi ma non cittadini del Regno Unito.

Nel frattempo, il consiglio principale che viene dato a tutti i proprietari di immobili è quello di avere una chiara idea su quali documenti sono stati verificati e quando è avvenuto il controllo. I proprietari dovrebbero assicurarsi di aver visionato gli originali dei documenti di coloro a cui vogliono concedere in affitto l’immobile e in caso di dubbio, possono utilizzare il servizio di verifica del Ministero dell’Interno prima di consentire agli inquilini di trasferirsi.

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Regno Unito: mutamento della destinazione d’uso degli edifici

A partire dal 6 aprile del 2018, gli edifici ad uso agricolo situati in Inghilterra possono essere adibiti ad uso residenziale fino ad un massimo di cinque abitazioni grazie ad alcune concessioni note come “Permitted development rights – PD rights”. Tali concessioni sono comunque subordinate all’espletamento dei lavori necessari a convertire l’edificio e renderlo adatto al nuovo uso.

Tali concessioni consentono di modificare la destinazione d’uso di determinati edifici senza il bisogno di ottenere preventivamente l’autorizzazione dall’Autorità di pianificazione locale.

Il governo ha annunciato tale novità come parte del programma finalizzato alla costruzione di un maggior numero di immobili residenziali in Inghilterra ed ha spiegato che il nuovo progetto consentirà alle comunità rurali di avere maggiore flessibilità nel valutare come utilizzare gli edifici esistenti.

Nonostante l’intenzione principale sia quella di promuovere la flessibilità, sono anche previste alcune restrizioni che dovranno essere verificate di volta in volta dai costruttori. Tali concessioni, ad esempio, non potranno essere utilizzate per gli edifici siti nei vari Parchi Nazionali, aree protette, zone di elevato valore paesaggistico o luoghi di particolare interesse scientifico. Inoltre, tali concessioni non potranno essere utilizzate per eseguire lavori su edifici storici o siti in luoghi in cui si trovano monumenti storici.

Nei casi in cui invece tali concessioni trovino applicazione, sono comunque previste altre restrizioni da prendere in considerazione, tra cui:

  • L’edificio deve essere stato utilizzato esclusivamente a fini agricoli per un determinato periodo di tempo prima che la destinazione d’uso venga mutata in residenziale;
  • Le concessioni prevedono una distinzione tra “case di grandi dimensioni” (di dimensioni tra i 100 e i 465 metri quadrati) e “case di piccole dimensioni” (100 metri quadri o meno);
  • Delle cinque abitazioni oggetto di concessione, tre possono essere abitazioni di grandi dimensioni;
  • Andranno tenuti in considerazione precedenti eventuali modifiche effettuate ai sensi delle predette concessioni al fine di convertire edifici ad uso agricolo in edifici ad uso residenziale;
  • Se e’ in vigore un rapporto locativo avente ad oggetto un edificio ad uso agricolo, il consenso alla trasformazione dello stesso deve essere prestato sia da proprietario che conduttore (non e’ infatti possibile risolvere il contratto di locazione di un immobile ad uso agricolo al solo fine di eseguire lavori di trasformazione dell’edificio, a meno che non vi sia un accordo scritto in cui viene specificato che il fondo agricolo non e’ piu’ utilizzato a fini agricoli o che e’ trascorso almeno un anno dalla fine della locazione);
  • Le dimensioni esterne della nuova costruzione non possono superare le dimensioni esterne dell’edificio agricolo esistente.

I costruttori devono inoltre tenere in considerazione il fatto che i lavori di costruzione devono essere ragionevolmente necessari. I lavori che rientrano nella concessione sono: demolizione parziale dell’edificio esistente, installazione o sostituzione di finestre, porte, tetto, muri esterni, acqua, drenaggio, elettricità, gas e altri servizi.

Le concessioni in questione richiedono comunque al costruttore di presentare preventiva domanda all’Autorità locale per capire se i lavori di ristrutturazione dell’immobile richiedano il rilascio di una preventiva autorizzazione o meno. Un’autorizzazione preventiva potrebbe essere necessaria quando sul luogo in cui si trova l’immobile ci sono dei sistemi di trasporto o vi sono limiti per quanto riguarda la soglia di rumore o rischi di contaminazione o inondazione.

Ogni preventiva approvazione rilasciata dall’Autorità preposta deve essere data per iscritto. L’approvazione può inoltre prevedere delle condizioni che devono essere rispettate e che l’edificio debba essere completo entro tre anni dalla data in cui è stata rilasciata l’autorizzazione stessa.

Se invece l’approvazione non è necessaria, il costruttore deve comunque aspettare che ciò venga espressamente confermato per iscritto prima di iniziare i lavori di conversione. Tuttavia, se questi non riceve tale conferma entro i 56 giorni successivi alla richiesta, i lavori possono essere iniziati liberamente.

Ovviamente, prima di intraprendere qualsiasi tipo di lavoro, è necessario accertarsi che la richiesta sia stata presentata nel modo corretto e quindi eventuali ritardi nella risposta non siano dovuti ad errori nella presentazione della domanda.

Tali modifiche fanno parte di un piu’ ampio progetto del governo finalizzato a incrementare la costruzione di nuove abitazioni in Inghilterra.

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Il Regno Unito esternalizza il processo di rilascio dei visti

La distribuzione mensile dei certificati di sponsorship rientranti nella categoria Tier 2 è stata superata per la sesta volta ed il Governo inglese ha comunicato l’esternalizzazione del procedimento per le domande di rilascio del visto a soggetti terzi.

Le richieste di assegnazione dei certificati di sponsporship Tier 2 è stata infatti superata ogni mese a partire da dicembre 2017 e le domande presentate a partire dal 5 maggio 2018 in poi sono state respinte nel caso in cui i richiedenti dovevano essere pagati meno di 55.000 Sterline (equivalente a circa 73,600 Dollari), a meno che non si trattasse di offerte di lavoro per dottorati di ricerca, relative a quella categoria di professioni in carenza di personale o nel caso di soggetti con priorità.

I richiedenti le cui domande sono state respinte saranno in grado di ripresentare la domanda per un certificato di sponsor il mese successivo a condizione che l’offerta del loro potenziale datore di lavoro sia ancora valida. Non vi è alcun diritto di appello in seguito al rifiuto del visto ed è probabile che il numero di domande venga superato nuovamente il mese successivo a causa dell’elevato numero di richieste presentate.

Il 14 maggio il Governo del Regno Unito ha lanciato il nuovo servizio “Find a Job”. Questo sostituirà l’attuale Universal Job Match (UJM), servizio che viene utilizzato dagli sponsor dei visti rientranti nella categoria Tier 2 che hanno il compito di supportare le richieste per il rilascio di tale categoria di visti. Il nuovo servizio mira ad offrire un processo più semplice ed efficiente per effettuare il login ed accedere alle informazioni.

Il database esistente di tutti gli sponsor registrati in UJM verrà automaticamente spostato al nuovo sistema in modo tale da permettere agli sponsor di pubblicare i posti di lavori una volta verificati i dati e la password dell’account.

Le aziende sono in grado di accedere al loro attuale account UJM fino al 17 giugno 2018. Eventuali annunci pubblicitari esistenti o informazioni non verranno spostati nel nuovo servizio.  Pertanto tutte le aziende dovranno salvare tutte le informazioni che desiderano mantenere dall’account di UJM prima del 17 giugno 2018 e UJM notificherà le aziende come salvare le informazioni attualmente presenti sul sito.

L’Home Office ha confermato che le inserzioni pubblicate su tutte e due i siti potranno essere utilizzate per le indagini sul mercato del lavoro del Regno Unito.

A partire dal mese di ottobre 2018, la procedura per richiedere un visto di studio o un permesso di lavoro, o ancora la domanda per ottenere la residenza permanente o cittadinanza del Regno Unito sarà affidata ad un soggetto terzo, Sopra Steria.

Lo scopo è quello di semplificare l’applicazione della presentazione delle domande permettendo ai richiedenti di caricare i documenti richiesti online prima del loro appuntamento biometrico.

I candidati potranno poi prenotare un appuntamento per fornire i loro dati biometrici e la documentazione originale in oltre 60 sedi in tutto il Regno Unito. I documenti originali verranno successivamente restituiti e l’Home Office procederà con la verifica della richiesta.

Non ci sarà più la possibilità di prenotare appuntamenti presso il premium service centre dell’Home Office di Croydon o presso altre sedi del Regno Unito. Tuttavia, alcuni soggetti considerati “vulnerabili” e i richiedenti asilo potranno comunque rivolgersi a questi centri.

 

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Non – doms: ultimi aggiornamenti

Nel discorso sul bilancio del luglio 2015, l’allora cancelliere George Osborne aveva annunciato una serie di modifiche fiscali aventi ad oggetto i soggetti che non sono domiciliati nel Regno Unito, tra cui l’abolizione dello status di non-domiciliato permanente. I tre anni successivi a quell’annuncio sono stati piuttosto incerti per tutti i soggetti qualificati come “non-doms”.

Dopo questo lungo e confuso periodo di tempo, tuttavia, tutte le modifiche annunciate da George Osborne sono ora entrate in vigore. Risulta pertanto necessario ricapitolare la situazione sul punto per capire esattamente cos’è cambiato.

Di seguito vengono elencate le modifiche che sono state introdotte con il Finance (N.2) Act del 2017. L’ultima modifica è stata approvata a novembre 2017, ma è stata retrodatata al 6 aprile 2017. Molte delle modifiche interessano solo i cosiddetti UK resident foreign domiciliaries (RNDs), e cioè coloro che hanno la residenza nel Regno Unito ma sono domiciliati all’estero, mentre altre modifiche in tema di imposta sulle successioni sono importanti anche per i soggetti non residenti.

  • Sono state create nuove norme in tema di deemed domicile con riferimento alla disciplina dell’imposta sui redditi, dell’imposta sulle plusvalenze e dell’imposta sulle successioni. I soggetti domiciliati e nati al di fuori del Regno Unito sono ora soggetti alla cosiddetta “15 out of 20 tax years rule”, secondo la quale tali soggetti vengono considerati come domiciliati nel Regno Unito a partire dall’inizio del sedicesimo anno fiscale di residenza continuativa nel Regno Unito. A partire da tale data, tali soggetti non potranno piu’ utilizzare il sistema fiscale di remittance basis. È inoltre prevista una regola specifica per coloro che hanno domicilio all’estero ma sono nati nel Regno Unito ed erano qui domiciliati al momento della nascita: tali soggetti vengono considerati domiciliati nel Regno Unito in ogni anno fiscale in cui hanno la residenza nel Regno Unito e, pertanto, gli stessi non possono utilizzare il regime di remittance basis.

 

  • Con riferimento a quei soggetti che sono domiciliati al di fuori del Regno Unito e non vengono qualificati come “deemed domiciled” il campo di applicazione dell’imposta di successione è stato ampliato al fine di ricomprendere anche quEi beni non siti in UK che hanno però qualche connessione con un immobile sito nel Regno Unito. Le modifiche in questione possono pertanto influire sull’imposta di successione applicata alle azioni non UK di società che detengono immobili siti nel Regno Unito. Le modifiche di cui sopra, tuttavia, hanno ulteriori implicazioni: in base alle nuove norme, ad esempio, anche i conti correnti non UK o gli investimenti effettuati al di fuori del Regno Unito verranno soggetti ad imposta di successione quando è stata costituita una garanzia per un prestito connesso ad un immobile sito in UK.

 

  • È previsto un notevole sgravio fiscale definito “rebasing relief” per coloro che sono residenti in UK ma domiciliati all’estero (RNDs) che in data 6 aprile 2017 hanno acquisito lo status di “deemed domiciled” ai fini dell’imposta sui redditi e dell’imposta sulle plusvalenze in base all’applicazione della regola “15 out of 20 tax years” (anche se gli stessi venivano comunque considerati domiciliati nel Regno Unito ai fini dell’imposta di successione) e che hanno già versato l’imposta per l’adesione al regime di remittance basis per almeno un anno fiscale. Tale sgravio fiscale può essere utilizzato con riferimento a molti beni non UK e ha l’effetto di eliminare l’imposta che sarebbe altrimenti dovuta sull’aumento di valore del bene nell’intervallo di tempo tra la data dell’acquisto e il 5 aprile del 2017.

 

  • È previsto uno sgravio fiscale, disponibile per un’ampia categoria di soggetti residenti in UK ma non domiciliati nel paese, che consente di separare il capitale, i redditi e/o le plusvalenze di un conto corrente non UK al fine di semplificare i trasferimenti di denaro esenti da imposta o a bassa tassazione. L’agevolazione si applica a determinati trasferimenti effettuati tra il 6 aprile del 2017 e il 5 aprile del 2019. Può essere inoltre combinato con lo sgravio del “rebasing relief”: ad esempio, un bene non UK può essere venduto, realizzando in tal modo un profitto esente da imposta, e questo capitale può essere separato (tramite un apposito trasferimento dal conto in cui è stato versato il ricavato della vendita) dalle altre somme imponibili utilizzare per l’acquisto del bene. Al fine di utilizzare entrambe le agevolazioni in questo modo, la vendita in questione e il successivo trasferimento devono avvenire entro il 6 aprile del 2019.

 

  • La disciplina dei cosiddetti non-resident trusts è stata profondamente modificata. La modifica piu’ importante riguarda senza dubbio l’istituzione di un nuovo concetto, il cosiddetto “protected settlement”. Il trust istituito da un soggetto domiciliato all’estero che si qualifica come protected settlement comporta che lo stesso non è trasparente con riferimento ai redditi e utili esteri. Ciò significa che queste entrate non vengono considerate del soggetto che ha istituito il trust ai fini dell’imposta nel Regno Unito, anche quando il soggetto è residente in UK ed e’ beneficiario del trust medesimo. La stessa disciplina si applica anche nei casi in cui il soggetto che ha istituito il trust acquisisce lo status di deemed domiciled in base alla regola “15 out of 20 tax years” a condizione che non siano state effettuate determinate transazioni che possano “macchiare” il trust. In sostanza, ciò accade quando il soggetto che ha costituito il trust, una volta acquisito lo status di deemed domiciled nel Regno Unito, conferisce nel trust un immobile o altro bene, oppure quando questo conferimento viene effettuato da un altro trust di cui il soggetto in questione è a sua volta settlor o, ancora, da un trust di cui questi e’ beneficiario. Inoltre, e’ essenziale che i trustees di quei trusts che sono stati costituiti da soggetti residenti non domiciliati nel Regno Unito e che successivamente sono divenuti deemed domiciled nel Regno Unito evitino di porre in essere specifiche transazioni (definite in inglese “tainting transactions”). Transazioni di questo tipo, infatti, determineranno una modifica al trust, nel senso che lo stesso diventera’ trasparente e perdera’ quei vantaggi fiscali (con riferimento a imposta sui redditi e imposta sulle plusvalenze) derivanti dal fatto che il trust fosse qualificato come “non residente”.

 

  • Altra importante modifica relativa ai trust non residenti riguarda la valutazione, a fini fiscali, dei benefici ricevuti dagli stessi. Sono state inserite infatti nuove regole con riferimento al trattamento fiscale dei prestiti senza interessi, di quei prestiti dove gli interessi maturano ma vengono capitalizzati invece di essere pagati.

 

  • Ai sensi della legge precedente, era possibile “ripulire” gli utili di un trust non residente mediante la distribuzione degli stessi ai beneficiari non residenti, consentendo in tal modo successive distribuzioni ai beneficiari residenti in UK senza che tali beneficiari venissero tassati su tali utili. Tuttavia, secondo quanto stabilito in linea di principio dalla nuova normativa, non è piu’ possibile effettuare tali operazioni, tranne in casi specifici.

 

  • Secondo la precedente normativa, inoltre, era anche possibile effettuare una distribuzione di utili di un trust non residente a un beneficiario che non era soggetto a imposta UK su tali utili (in quanto non residente o perché’ aveva optato per il regime di remittance basis) e tale beneficiario poteva a sua volta effettuare una donazione ad una persona residente nel Regno Unito senza che il donatario venisse a sua volta tassato per l’importo ricevuto. Tale operazione è ora praticamente impossibile, a meno che non vi sia un intervallo di tempo di almeno tre anni tra la distribuzione degli utili del trust al beneficiario e la successiva donazione effettuata da quest’ultimo. In assenza di tale condizione, il donatario verrà ora considerato, ai fini dell’imposta UK, come se lo stesso avesse ricevuto i soldi direttamente dal trust sotto forma di distribuzione.

 

Queste modifiche riflettono un chiaro irrigidimento della disciplina fiscale relativa ai soggetti domiciliati al di fuori del Regno Unito e alle strutture costituite da questi ultimi.

 

 

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Regno Unito e Blockchain Land Registry: svolta per Inghilterra e Galles?

Il 5 aprile 2018 è stato inserito nel registro catastale il primo contratto di mutuo ipotecario digitale.

Tale novità fa parte dell’iniziativa di HM Land Registry volta a eliminare la necessità di reperire dei testimoni che presenzino alla firma di un contratto di mutuo, sia al fine di risparmiare del tempo, sia per garantire più sicurezza alle parti. Tuttavia, si tratta di un piccolo passo avanti rispetto ad altri paesi.

I paesi più all’avanguardia stanno infatti già investendo in nuove tecnologie per reinventare il modo in cui vengono registrate la proprietà e le transazioni immobiliari. Nel febbraio 2016, il gruppo Bitfury ha avviato un progetto di registrazione dei titoli di proprietà fondiaria con la National Agency of Public Registry della Repubblica di Georgia che è ancora in fase di sviluppo. Anche la Russia dovrebbe a breve testare un registro fondiario basato sulla Blockchain, ed una relazione sul tema è prevista per settembre.

Blockchain è un database che non viene gestito da una singola entità come un governo, ma viene gestito collettivamente da un numero di utenti e tutte le modifiche vengono crittografate in modo tale da non poter essere alterate o eliminate senza lasciare traccia dello stato precedente. Pertanto, viene mantenuto un registro permanente e sicuro, che non può essere manipolato.

L’utilità di tale registro per paesi che lottano costantemente con la corruzione è del tutto chiara ed evidente. Paesi come Inghilterra e Galles, inoltre, potrebbero trarre beneficio da una documentazione accurata e completa per migliorare l’efficienza e la fiducia nel settore.

Il capo di BitFury, Valery Vavilov, sostiene che la Blockchain possa diventare la base per costruire un sistema affidabile, trasparente e facilmente verificabile. Questo formato si presta quindi alle transazioni immobiliari, in quanto un bene immobile è in genere il bene più importante nel patrimonio di un individuo. Il rischio maggiore per i creditori è la frode; la frode ipotecaria, in particolare, viene stimata a circa un miliardo di sterline l’anno. Oltre alla perdita economica causata dalle frodi stesse, viene anche speso un ammontare di tempo considerevole per verificare la vera proprietà di un immobile nel tentativo di prevenire le frodi.

Un registro catastale basato su Blockchain potrebbe fornire un’utile soluzione al problema. Il sistema richiederebbe ai proprietari di inserire determinati dettagli che verrebbero archiviati sulla Blockchain e impedirebbero vendite o transazioni fraudolente.

Da un punto di vista legale, l’uso di un Registro Fondiario basato su Blockchain aumenterebbe la certezza sulla proprietà immobiliare e sul titolo. Sarebbe utile per le transazioni e le controversie relative alla proprietà, così come per l’utilizzo dei beni immobili come garanzia. Tale nuova tipologia di registro consentirebbe inoltre di accelerare la fase successiva alla conclusione delle transazioni immobiliari, in quanto le modifiche al registro sarebbero automatiche.

Il Registro Fondiario di HM sembra aperto all’esplorazione di soluzioni tecnologiche: in un articolo pubblicato nel dicembre 2017, infatti, sono state svelate una “trasformazione digitale” del Registro Fondiario HM e il suo progetto “Digital Street“.

Un ulteriore articolo uscito nel febbraio di quest’anno ha elencato i tre concetti essenziali del progetto: il “Digital Mortgage“, che sostituirà il mutuo ipotecario cartaceo e digitalizzerà il processo di rifinanziamento dei mutui, il “Find Property Information“, che intende migliorare il formato delle informazioni sulla proprietà digitale, e le modifiche alle loro regole per consentire lo sviluppo di un conveyancing (trasferimento immobiliare) completamente digitale. Sebbene non siano assolutamente rivoluzionarie, tali proposte offrono la possibilità di un migliore utilizzo della tecnologia nel settore immobiliare.

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Brexit: disposizioni in materia di proprietà intellettuale

In preparazione della Brexit, in data 28 febbraio 2018 la Commissione europea ha pubblicato una bozza di Accordo di recesso, la quale stabilisce gli accordi per l’uscita del Regno Unito e dell’Irlanda del Nord dall’Unione Europea. Il titolo IV dell’Accordo in questione, negli artt. da 50 a 57, prevede una protezione continua della proprietà intellettuale nel Regno Unito anche dopo la Brexit.

Le disposizioni in materia di proprietà intellettuale intendono preservare gli interessi del settore, mantenendo le posizioni legali ottenute da diritti registrati o garantiti dall’Unione Europea. I possessori di marchi, disegni e modelli comunitari e di varietà di piante comunitarie, registrati o garantiti prima della fine del cosiddetto transmission period (31 dicembre 2020), diventeranno titolari di un corrispondente diritto di proprietà intellettuale registrato e applicabile nel Regno Unito. Tale diritto sarà ottenuto automaticamente senza necessità di riesame. La continua protezione dei diritti europei di proprietà intellettuale nel Regno Unito ed il mantenimento della priorità di tali diritti era e rimane una importante richiesta della comunità della proprietà intellettuale europea. Un automatismo che prevede che i possessori dei diritti europei di proprietà intellettuale ottengano uguale protezione sulla base di un diritto nazionale del Regno Unito garantirebbe i diritti già acquisiti ed eviterebbe numerosi costi.

La posizione della Commissione Europea è chiara: garantire una robusta protezione per le proprietà intellettuali europee nel Regno Unito dopo la Brexit. Inoltre, la bozza di accordo assicura anche che i marchi che hanno una reputazione nell’Unione Europea godranno di diritti equivalenti nel Regno Unito e quest’ultimo garantirà le registrazioni internazionali indicate dall’Unione Europea.  Per i modelli registrati e le varietà di piante, il termine di protezione sarà almeno uguale al periodo rimanente di protezione sotto la normativa europea e i modelli europei non registrati godranno della protezione come un diritto di proprietà intellettuale esecutivo nel Regno Unito. La bozza di accordo inoltre fornisce una protezione continua dei database nel Regno Unito.

La bozza deve essere ancora discussa con il Consiglio Europeo e il gruppo direttivo Brexit del Parlamento europeo prima della trasmissione al Regno Unito. Sebbene non sia stato disciplinato ogni aspetto nel dettaglio, le disposizioni suggerite sulla proprietà intellettuale sono un solido punto di partenza per ulteriori discussioni e negoziazioni.

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Regno Unito: Autorità bancaria europea e autenticazione del cliente

L’Autorità Bancaria Europea (EBA) ha pubblicato il responso della Commissione in risposta alla sua richiesta del gennaio 2018 in merito alle norme tecniche di regolamentazione della procedura di autenticazione del cliente e in materia di comune e sicura comunicazione prevista dalla Second Payment Services Directive (PSD2).

Nella sua lettera, la Commissione afferma che le modifiche effettuate alle norme tecniche di regolamentazione tengono conto delle preoccupazioni espresse ufficialmente dall’Autorità bancaria europea e dai funzionari dallo Stato Membro nell’incontro di luglio 2017.

La Commissione considera tali modifiche in linea con l’opinione dell’Autorità bancaria europea.

“I cambiamenti introdotti dalla Commissione sono stati spiegati in numerose occasioni, sia in occasione dei convegni dell’Autorità bancaria europea in materia di pagamenti, che in occasione delle conversazioni bilaterali con la Segreteria della stessa Autorità bancaria”: questo quanto comunicato nella lettera della Commissione.

La comunicazione aggiunge che non è possibile per l’Autorità bancaria o per la Commissione anticipare tutti i possibili problemi con l’applicazione di interfacce di programmazione delle applicazioni e specificare nelle norme tecniche come questi devono essere affrontati.

La Commissione e l’Autorità bancaria europea dovranno quindi cercare di sviluppare interfacce di programmazione delle applicazioni che funzionino per tutti – banche, terze parti e utilizzatori dei servizi di pagamento.

“Il miglior modo in cui possiamo aiutare i supervisori nazionali è supportare questo lavoro da parte dei partecipanti al mercato, assicurandoci che questi identifichino e risolvano i problemi ad uno stato iniziale, risparmiando così alle Autorità nazionali competenti il difficile compito di investigare i problemi nelle interfacce di programmazione delle applicazioni”.

La Commissione inoltre ritiene che le Autorità nazionali competenti fronteggeranno il carico di lavoro relativo alla valutazione di sistemi o processi di pagamento e saranno in grado di garantire livelli di sicurezza equivalenti a quelli raggiunti utilizzando la cosiddetta “strong customer authentication (SCA)”.

Per finire, la Commissione ha evidenziato che le “differenze principali con l’Autorità bancaria europea riguardo alle norme tecniche di regolamentazione riguardavano i processi, non gli obiettivi a lungo termine da raggiungere, ossia un ambiente bancario aperto su tutta l’Unione Europea basato su interfacce altamente standardizzate per fornitori terzi”.

 

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Regno Unito: Construction Industry Scheme

La normativa inglese CIS (Construction Industry Scheme) si applica a qualsiasi azienda o prestatore di lavoro (anche persona fisica), che svolge la propria attività in cantieri di costruzione di qualsiasi tipo nel Regno Unito.

La normativa si applica sia ai residenti UK, sia a società o persone fisiche non residenti.

La normativa CIS copre la maggior parte lavori di costruzione di edifici.

Le operazioni di costruzione che sono disciplinate dal CIS coprono quasi tutti i lavori svolti su:

  • Edifici o strutture permanenti o temporanee;
  • Lavori di ingegneria civile o installazione;
  • Preparazione del sito;
  • Alterazioni;
  • Smontaggio;
  • Costruzione;
  • Riparazioni;
  • Decorazione;
  • Demolizione;

Non è necessario registrarsi nel caso in cui si svolgano lavori quali:

  • Rilevamento misurazioni;
  • Noleggio ponteggi (senza lavoro);
  • Posatura Moquette;
  • Fornitura di materiali;
  • Lavori svolti nei cantieri ma che chiaramente non hanno natura edile come ad esempio la gestione di un servizio mensa, la fornitura di servizi medici o di sicurezza in loco presso un cantiere edile.

La normativa CIS richiede che il committente e che il prestatore del servizio/subappaltatore si registrino presso l’Ufficio Imposte e ottengano un numero di codice individuale identificativo CIS.

Nel caso di società estera, senza stabile organizzazione nel Regno Unito, non bisogna richiedere iscrizione VAT (IVA) per iscriversi al CIS.

Una volta registrato il subappaltatore L’HMRC inizierà un processo di verifica dei dati forniti ed assegnerà il tasso corretto di detrazione che verranno applicati ai loro pagamenti da parte dell’appaltatore.

Le tre fasi principali del processo sono:

  1. 1 Il committente contatta l’HMRC e comunica i dati del suo subappaltatore;
  2. 2 L’HMRC si accerta che il subappaltatore sia registrato al CIS;
  3. 3 L’HMRC comunica all’appaltatore il tasso della ritenuta da applicare:
  • Nessuna deduzione;
  • Tasso standard al 20%;
  • Tasso del 30% nel caso in cui il subappaltatore non sia iscritto al CIS o per qualsiasi motivo non sia stato possibile verificare i suoi dati.

Ogni mese, l’appaltatore dovrà mandare all’HMRC una dichiarazione indicando tutti i pagamenti effettuati ai subappaltatori. Questo indipendentemente dal fatto che i subappaltatori siano stati:

  • pagati al lordo;
  • pagati al netto della detrazione standard al 20%;
  • pagati al netto della detrazione del 30%.

Rendimenti mensili dovranno pervenire entro 14 giorni dalla fine del
mese tasse servono.

La detrazione deve essere applicata solo sui pagamenti che non rappresentano il rimborso dei costi del materiale sostenuti dal subappaltatore.

L’appaltatore può chiedere al subappaltatore la documentazione giustificativa del costo dei materiali.

Se il subappaltatore prende in affitto dei macchinari, al fine di effettuare tali lavori di costruzione, il costo dell’affitto del macchinario ed eventuali costi di consumo connessi come ad esempio il carburante necessario per il suo funzionamento possono essere trattati come materiali ai fini del calcolo dell’importo su cui applicare l’imposta da trattenere.

Il Costruction Industry Scheme si applica a:

  • Qualsiasi appaltatore non residente che paga subappaltatori per lavori di costruzione effettuati nel Regno Unito;
  • Eventuali subappaltatori non residenti che vengono pagati per lavori di costruzione effettuati nel Regno Unito.

Non c’è quindi alcuna differenza tra appaltatori e subappaltatori UK o non residenti.

Se l’azienda appaltatrice o subappaltatrice è residente in un paese che ha un accordo contro le doppie imposizioni con il Regno Unito sarà possibile richiedere l’esenzione dalle imposte UK. Questo solo nel caso in cui i profitti realizzati nel Regno Unito non siano attribuibili ad una stabile organizzazione UK.

Se l’HMRC riconosce che la società estera è esente da tassazione nel Regno Unito per effetto del trattato contro le doppie imposizioni fiscali, le imposte trattenute potranno essere chieste a rimborso.

La normativa CIS e’ stata introdotta in quanto l’HMRC aveva riscontrato che presso numerosi cantieri, operavano ditte straniere che venivano pagati per il servizio reso, ma poi “sparivano” senza rispettare eventuali obblighi che potevano avere in termini di presentazione di bilanci, presentazione di resoconti, presentazione di dichiarazioni dei redditi, versamenti di imposte sui redditi, versamenti di imposte e contributi sugli stipendi dei propri dipendenti etc.

La normativa CIS è quindi stata introdotta da alcuni anni nel Regno Unito specificamente per lavori svolti presso cantieri siti su suolo inglese.

STABILE ORGANIZZAZIONE

Ai sensi dell’art 5 paragrafo 3 del modello OCSE di Convenzioni contro le doppie imposizioni, un cantiere di costruzione, montaggio o installazione è considerato stabile organizzazione se il cantiere, il progetto o l’attività hanno una durata superiore a 12 mesi.

Sempre secondo il Commentario all’art. 5 del modello OCSE, il cantiere si considera iniziato nel momento in cui l’esecutore inizia materialmente la propria attività, anche se avente carattere meramente preparatorio, e si considera concluso a lavori effettivamente e definitamente completati.

Il cantiere si considera, inoltre, attivo (ai fini del calcolo del periodo di permanenza) anche nei periodi di interruzione dei lavori e nel caso in cui l’impresa si avvalga di subappaltatori, nel computo dei 12 mesi deve essere ricompreso anche il periodo impiegato dal subappaltatore per lo svolgimento dei propri lavori.

Qualora l’attività sia strutturata per mezzo di una pluralità di cantieri tra loro funzionalmente collegati dal punto di vista commerciale e geografico, ai fini del calcolo del periodo minimo, essi devono essere comunque considerati come un unico cantiere. Se non vi è una connessione funzionale, occorre valutare la durata di ciascun cantiere.

Possiamo concludere quindi che la condizione essenziale, affinché un cantiere di costruzione o di montaggio venga considerato stabile organizzazione, è che la sua durata oltrepassi i dodici mesi; ove tale condizione non si verifichi, il cantiere di per sé non realizza l’ipotesi della stabile organizzazione.

Se ci sono gli estremi per una stabile organizzazione in un altro paese, allora la stabile organizzazione dovrà iscriversi presso la camera di commercio di questo paese e pagare le tasse come se fosse un’entità indipendente in quest’altro paese.

Per poter costituire una sede secondaria in un altro paese dell’Unione Europea, le imprese devono:

  • Ottenere le autorizzazioni necessarie;
  • Possedere tutti i requisiti previsti dalla legge;
  • Verificare i requisiti fiscali.

In tutti i paesi dell’Unione Europea le succursali devono essere iscritte nel registro delle imprese e adempiere alle necessarie formalità in materia di imposte, IVA e previdenza sociale, scontando altresì le tasse nel paese ove ha sede l’effettiva amministrazione societaria.

Le filiali devono inoltre seguire tutte le procedure prescritte per la costituzione di una società nel paese ospitante.

I responsabili di uffici e agenzie devono ottenere un’autorizzazione, iscriversi alla camera di commercio o ad altri organismi analoghi e verificare quali siano i loro obblighi fiscali e previdenziali nel paese ospitante.

La stabile organizzazione costituisce, ai fini delle imposte dirette, il presupposto necessario affinché uno Stato possa assoggettare a imposizione il reddito di impresa prodotto da un soggetto non residente.

PERSONALE DIPENDENTE / SUBCONTRACTOR

La società contractor può scegliere se far eseguire i lavori in appalto mediante l’assunzione di personale dipendente (in loco o in trasferta) oppure ingaggiare soggetti autonomi o altre società per lo svolgimento parziale o totale dei lavori (subappalto).

Nel caso una società estera, appaltatrice di lavori commissionati in UK, decida di utilizzare del personale dipendente bisognerà valutare se più opportuno assumere in loco o mandare in trasferta dipendenti già assunti nello stato estero.

Se l’assunzione avverrà in loco la società estera dovrà registrarsi presso Companies House e l’HMRC creando di fatto una stabile organizzazione. I contratti di assunzione seguiranno la normativa UK.

Qualora la società estera preferisca trasferire personale già presente in azienda dovrà rifarsi alla normativa prevista dal paese di provenienza per i lavoratori in trasferta del settore in cui opera e verificare che le assicurazioni infortunistiche prevedano esplicitamente copertura all’estero.

La società appaltatrice può decidere di avvalersi di subappaltatori per eseguire i lavori.

In questo ultimo caso la società appaltatrice dovrà verificare con HM Revenue and Customs (HMRC) che la società subappaltatrice sia registrata con il Construction Industry Scheme (CIS) e quale tasso di detrazione utilizzare o se, al contrario, sia possibile pagarla senza effettuare detrazioni.

Quando si paga un subappaltatore, la società appaltatrice opera una trattenuta sui loro pagamenti.

I tassi delle trattenute sono:

  • 20% per subappaltatori registrati al CIS
  • 30% per subappaltatori non registrati al CIS
  • 0% se il subappaltatore e’ stato autorizzato dal CIS a ricevere pagamenti al lordo della trattenuta.

Tali trattenute andranno versate all’HMRC dalla società appaltatrice e verranno considerati come acconti sulle imposte dovute.

Ovviamente la scelta tra operare come impresa estera o costituire una Limited nel Regno Unito deve essere valutata alla luce della effettiva complessità/dimensione del business che si intende svolgere sul territorio.

Riteniamo opportuna l’apertura di una società Limited di giurisdizione Inglese, entità separata dall’Italiana S.r.l., poiché’ la gestione della società UK è più semplice di quella di una stabile organizzazione la quale ultima comporta connessioni dirette con la gestione della società italiana.

Marina d’Angerio
Dottore Commercialista
ICAEW Chartered Accountant

marina.dangerio@ascheri.co.uk

 

 

 

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Regno Unito: tassazione del trattamento di fine rapporto

Il governo inglese prevede di introdurre una serie di riforme aventi ad oggetto il regime fiscale del trattamento di fine rapporto, nonche’ prevede di introdurre una serie di norme volte a chiarire e rafforzare il regime di tassazione dei pagamenti delle indennità di mancato preavviso (Payments in Lieu of Notice – PILON).

Situazione attuale

In alcuni casi l’indennità sostitutiva del preavviso è già soggetta all’imposta sul reddito e ai Contributi di assicurazione Nazionale (NIC), ad esempio nel caso in cui ci sia una clausola contrattuale in materia.

Tuttavia, in altri casi, tali indennità vengono trattate come “danni” e attualmente rientrano nella disciplina prevista dalla sezione 401 della Legge del 2003 (ITEPA 2003) relativa all’imposta sul reddito (guadagni e pensioni). Ciò significa che i primi £30.000 di tali pagamenti sono esenti da imposte e obblighi contributivi.

Cosa sta cambiando

In base a quanto previsto dalle nuove norme, tutte le indennità di mancato preavviso saranno  soggette ad imposta e obblighi contributivi, indipendentemente dalle circostanze del singolo caso concreto.

Tale importo imponibile viene indicato nella normativa come “post-employment notice pay” (PENP), e consisterà nella somma che il dipendente avrebbe ricevuto se fosse stato rispettato l’intero periodo di preavviso. Ad esempio, in termini semplici:

  • Un dipendente riceve una retribuzione base di £2000 al mese;
  • Ha un periodo di preavviso di 3 mesi;
  • Lavora solo per un mese del suo periodo di preavviso;
  • Riceve un’indennità di £8000;
  • £4000 del trattamento di fine rapporto andrebbero trattati come PENP.

Tuttavia, se parte del trattamento di fine rapporto consiste in un’indennità di licenziamento (SRP), quest’ultima dovrebbe essere considerata separatamente poiché passibile di esenzione fiscale (quindi, nell’esempio precedente, se nel trattamento di fine rapporto fosse prevista anche un’indennità di licenziamento di £5000, solo £3000 potranno essere qualificati come PENP).

Le riforme entreranno in vigore a partire dal 6 aprile 2018.

A partire dal 6 aprile 2018 pertanto, i datori di lavoro dovranno controllare che i trattamenti di fine rapporto siano gestiti in modo conforme alle nuove regole.

 

 

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Regno Unito: tassazione degli immobili detenuti da soggetti non residenti

In occasione del bilancio d’autunno del 2017 è stata annunciata l’intenzione di tassare tutti i guadagni realizzati da soggetti non residenti derivanti da immobili situati nel Regno Unito. L’intenzione principale è quella di disincentivare l’acquisto e la detenzione di immobili tramite strutture offshore. La proposta è stata quella di introdurre tali norme a partire da aprile 2019 su tutti i guadagni realizzati a partire da tale data.

L’annuncio è stato seguito da un documento di consultazione che ha evidenziato le proposte nel dettaglio. Il periodo di consultazione si è da poco concluso e l’impatto delle modifiche sarà notevole.

In sostanza, l’intenzione del governo è quella di tassare tutti i guadagni derivanti da beni immobili siti nel Regno Unito indipendentemente dalla residenza del soggetto che detiene l’immobile.

In base a quanto previsto dalla legge attuale, un soggetto non residente non è soggetto ad imposta UK sulle plusvalenze sui redditi derivanti dalle proprietà site in UK, a meno che non si tratti di un immobile residenziale a cui viene applicato un regime particolare. Pertanto, mentre i redditi derivanti da immobili UK sono solitamente soggetti a tassazione nel Regno Unito, il regime fiscale vantaggioso previsto oggi per i non residenti ha fatto sì che il Regno Unito diventasse luogo di investimento privilegiato per i soggetti non residenti.

In base a quanto previsto dalle proposte in questione, i fondi di investimento attualmente esenti da imposta in quanto non residenti fiscali in UK saranno invece soggetti a tassazione. L’HMRC ha comunicato che i veicoli di investimento collettivo che attualmente godono di agevolazioni fiscali, continueranno a godere di tali benefici.

Per quanto riguarda gli investitori, tali modifiche avranno un notevole impatto. Le nuove norme hanno ad oggetto i guadagni derivanti dalla vendita indiretta di immobili commerciali e residenziali nel caso in cui l’immobile è detenuto da un’entità il cui valore patrimoniale lordo è costituito per il 75% dall’immobile UK. Le nuove norme troveranno applicazione solo nel caso in cui il soggetto non residente detiene almeno un interesse del 25% nell’entità in questione.

La consultazione si è conclusa il 16 febbraio e si prevede che il progetto di legge avente ad oggetto tali riforme verrà pubblicato in occasione della legge finanziaria del 2019 e avrà effetto a partire da aprile 2019.

 

 

 

 

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Regno Unito: procedura per richiedere la registrazione di un brevetto

Per essere brevettabile, un’invenzione deve essere nuova, avere un contenuto inventivo ed essere capace di applicazione industriale.

Sono escluse dalla brevettabilità:

  • le scoperte, teorie scientifiche o metodi matematici;
  • le opere letterarie, drammatiche, musicali o artistiche (coperte da copyright);
  • gli schemi, regole o metodi per eseguire attivita’ intellettuali, giocare o fare affari;
  • i programmi per computer in quanto tali;
  • la presentazione di informazioni;
  • i metodi di trattamento o metodi di diagnosi praticati su esseri umani o animali;
  • la scoperta di una sequenza genica, a meno che non venga rivelata l’applicazione industriale della scoperta;
  • l’uso di embrioni umani a fini industriali o commerciali; e
  • le varietà animali o vegetali, o qualsiasi processo essenzialmente biologico per la loro produzione

Secondo la legge sui brevetti del Regno Unito, i programmi per computer in quanto tali sono espressamente esclusi dalla brevettabilità. Tuttavia, i programmi per computer possono essere brevettabili se l’invenzione comporta un contributo tecnico al di fuori degli argomenti esclusi.

Per quanto riguarda le invenzioni aventi ad oggetto i metodi commerciali, questi ultimi sono espressamente esclusi dalla brevettabilità. Tuttavia, come i programmi per computer, tali metodi possono essere brevettati se l’invenzione riguarda un contributo tecnico al di fuori di quelli esclusi.

Per quanto attiene la brevettabilità delle invenzioni relative alle cellule staminali, in termini generali l’uso di embrioni umani a fini industriali o commerciali è escluso dalla brevettabilità. Ciò per quanto riguarda ogni cellula staminale derivata da embrione umano che è in grado “di dare il via al processo di sviluppo di un essere umano”. Dall’altro lato, le cellule staminali derivanti da partenogenesi possono essere brevettabili dal momento che le prove scientifiche attuali suggeriscono che queste non possono svilupparsi in un embrione in assenza di DNA paterno.

Restrizioni su altre tipologie di invenzioni

Le invenzioni il cui sfruttamento commerciale sarebbe contrario all’ordine pubblico o alla moralità sono escluse dalla brevettabilità, come per esempio i processi per la clonazione di esseri umani o per modificare l’identità genetica di animali che potrebbero causare loro sofferenza senza alcun sostanziale beneficio medico.

Procedure di opposizione ai brevetti

Non esiste alcuna procedura di opposizione post-concessione disponibile nei confronti dei brevetti del Regno Unito (nonostante le provocatorie osservazioni di terzi, la brevettabilità può essere depositata presso l’IP Office del Regno Unito dopo la pubblicazione della domanda e prima della concessione). Tuttavia, la validità dei brevetti europei (che possono essere designati nel Regno Unito) può essere impugnata in procedimenti di opposizione presso l’Ufficio europeo dei brevetti entro nove mesi dalla concessione.

Altri modi per impugnare un brevetto fuori dai tribunali

È possibile richiedere un parere all’IP Office del Regno Unito sulla validità o sulla violazione di un brevetto con una procedura scritta. Il parere non è vincolante e l’IP Office del Regno Unito non può concedere risarcimenti o revocare un brevetto che considera non valido. La validità di un brevetto può essere impugnata in procedimenti di revoca dinanzi all’Ufficio IP del Regno Unito o in procedimenti giudiziari.

Le decisioni dello UK IP Office che respingono la concessione di un brevetto possono essere impugnate davanti al Tribunale dei Brevetti.

Tempistiche e costi per ottenere un brevetto

Di norma, sono necessari da tre a quattro anni per ottenere la concessione di un brevetto britannico. Tuttavia, è possibile accorciare alcune delle fasi della procedura per la concessione di brevetto richiedendo un procedimento accelerato. Il costo per depositare un brevetto nel Regno Unito (comprese le tasse per l’agente di brevetto) va da £ 3.000 a £ 6.000, a seconda della complessità. Per i creatori di brevetti che vogliono che le loro domande siano accettate velocemente, l’IP Office del Regno Unito prevede una serie di disposizioni disponibili.

Procedura in caso di violazioni in materia di brevetti

Il Tribunale dei brevetti o l’IP Enterprise Court riceve i reclami sulla violazione dei brevetti. L’IP Enterprise Court mette a disposizione un procedimento semplificato ed economicamente più vantaggioso per trattare i reclami di minor valore e meno complessi rispetto a quelli che competono al Tribunale dei brevetti.

Solitamente è previsto un limite di £500.000 per i danni e un limite di £50.000 sui costi legali che la parte vittoriosa puo’ richiedere. I reclami superiori al valore di £500.000 o quelli che richiedono prove complesse sono normalmente di competenza del Tribunale dei Brevetti.

Dopo aver presentato e pubblicato il modulo di richiesta, vengono notificati i dettagli del reclamo e della violazione. Il convenuto può presentare con la sua difesa una domanda riconvenzionale di revoca. Nel procedimento dinnanzi al Tribunale dei Brevetti, questi documenti contengono asserzioni e brevi fatti invocati a sostegno.

Una volta che il reclamo è stato presentato, è previsto che le parti partecipino a una conferenza sulla gestione del caso, dove il tribunale dara’ una serie di indicazioni sullo svolgimento del processo.

Tali indicazioni generalmente prevedono:

  • una fase informativa (solitamente nella misura strettamente necessaria a trattare il caso in modo corretto e proporzionato);
  • degli esperimenti (se appropriati);
  • uno scambio di fatti e prove da parte di esperti, sotto forma di dichiarazioni giurate; e
  • lo scambio di dichiarazioni di tra le parti, illustrando le loro rispettive posizioni sull’argomento in discussione.

Dinnanzi alla IP Enterprise Court, invece, la disponibilità e la capacità di fare affidamento su prove sperimentali e su esperti e fatti testimoni dell’esame incrociato è più limitato.

I tribunali Britannici adottano un approccio dinamico alla gestione dei casi ed è difficile che i procedimenti vengano ritardati senza una buona ragione. Le parti possono fare osservazioni in merito alle indicazioni e alle tempistiche durante la conferenza sulla gestione dei casi (o domande in seguito), ma a meno che non ci siano circostanze eccezionali, è improbabile che il tribunale si discosti dalla pratica normale.

Le procedure di revoca possono essere presentate dinanzi alla IP Enterprise Court o al Tribunale dei Brevetti in qualsiasi momento e da chiunque.

L’IP Enterprise Court e il Tribunale dei Brevetti sono supervisionati da giudici specializzati in materia di brevetti che hanno un alto livello di competenza tecnica.

Le cause sono decise da un giudice e non da una giuria e i casi possono essere impugnati dinanzi alla Corte d’Appello.

Gli esperti svolgono un ruolo significativo nei procedimenti dinnanzi al Tribunale dei Brevetti. Le parti nominano normalmente uno o due esperti indipendenti ciascuno, i quali hanno il compito di fornire prove scritte al tribunale. Spesso, la maggior parte delle prove in tale tipologia di processi è sotto forma di pareri di esperti.

Le ingiunzioni preliminari sono a discrezione del tribunale, che prende in considerazione una serie di fattori, tra i quali:

  • la serietà del caso e
  • la possibilità che la scelta di concedere o rifiutare un’ingiunzione possa causare danni irrimediabili ad una parte.

Laddove vi siano procedure sia di infrazione che di revoca in relazione allo stesso brevetto, queste verranno generalmente trattate dal Tribunale nello stesso procedimento.

I tribunali solitamente prendono in considerazione anche le decisioni di altre giurisdizioni, in particolare laddove collegate a principi giuridici simili.

Generalmente, al termine del processo, la parte soccombente deve pagare alla parte vittoriosa una parte significativa dei costi.

La parte vittoriosa, solitamente, ottiene risarcimento dei danni, un ordine di distruzione o consegna delle merci contraffatte e una dichiarazione di validità e contraffazione del brevetto.

Tempistiche e costi

Il Tribunale dei Brevetti cerca di portare rapidamente le cause a giudizio – laddove è possibile, entro 12 mesi dal momento della presentazione del reclamo. Il progetto pilota Shorter Trials Scheme si applica anche al Tribunale dei Brevetti. L’obiettivo di tale progetto è quello di portare i casi in giudizio entro 10 mesi, con emissione della sentenza entro le sei settimane successive.

La parte che propone giudizio davanti al Tribunale dei Brevetti puo’ aspettarsi di pagare almeno £ 500.000, e spesso di più in caso di cause complesse. Le singole azioni di brevetto che implicano problemi di violazione e revoca di solito superano £ 1 milione in spese legali. Una parte significativa di queste tasse può essere recuperata in caso di esito positivo.

Contro le sentenze dell’IP Enterprise Court e del Tribunale dei Brevetti puo’ essere presentato ricorso su questioni di diritto. Il permesso di presentare ricorso deve essere richiesto al giudice di primo grado o al tribunale a cui è rivolto l’appello.

Opzioni alternative

Le parti sono generalmente libere (e per la verità incoraggiate) a cercare mezzi alternativi di risoluzione delle controversie, come la mediazione o l’arbitrato. Nel Regno Unito, esiste una legislazione che formalizza la procedura e l’applicabilità delle procedure di arbitrato. Tuttavia, la risoluzione alternativa delle controversie potrebbe non essere adatta laddove potrebbero presentarsi questioni sostanziali relative alla legge sui brevetti.

 

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Regno Unito: possibili trend e modifiche nel settore “build-to-rent”

Alla fine del mese di gennaio sono stati evidenziati quelli che potrebbero essere i possibili trend e le possibili modifiche al settore “build-to-rent” (B2R) nel corso del 2018.

Al momento si stima che ogni anno vengano costruite circa 15.000 costruzioni modulari. Il Governo intende migliorare l’accesso ai finanziamenti per i costruttori di questa tipologia di immobili; l’intento è quello di aumentare la produzione a 100.000 nuove case entro il 2020. Ci sono già stati i primi investimenti esteri e numerosi altri sono previsti per il 2018, in particolare da Germania e Scandinavia.

Secondo le stime, la costruzione di abitazioni modulari riduce del 60% le tempistiche necessarie alla costruzione dell’immobile e per questo ed altri motivi è evidente come tale tipologia di costruzioni stia diventando sempre più attraente nel settore immobiliare.

Detto ciò, gli attuali livelli di produzione di tale tipologia di abitazioni sono ancora relativamente bassi, soprattutto rispetto alla domanda e alle promesse iniziali.

È molto probabile tuttavia che nel corso del 2018 la costruzione aumenti ma, in ogni caso, ci vorranno più di 12 mesi per vedere un sostanziale incremento dell’offerta di questo tipo di costruzioni.

Nel corso del 2018 e’ previsto un notevole sviluppo del settore build-to-rent e la nascita di nuovi brand per la fornitura di alloggi nel predetto settore. In particolare, il Regno Unito è attualmente il paese leader nel settore PropTech (la Real Estate Technology o Property Technology è una nuova tipologia di mercato formata da aziende che utilizzano la tecnologia per rendere le transazioni nel mercato immobiliare più rapide ed efficienti). In particolare, nell’ultimo periodo hanno preso sempre più piede nomi quali Rightmove, Zoopla e Purplebricks.

L’incredibile sviluppo del mercato degli affitti privati e lo spostamento dell’attenzione sui consumatori rende necessario un maggiore utilizzo della tecnologia. La Property Technology può essere ampiamente utilizzata nel settore build-to-rent e tutti i dati raccolti possono servire a valutare le esigenze locali, attrarre nuovi affittuari e migliorare la generale gestione degli immobili.

Forbes ha stilato una lista delle societa’ emergenti in questo settore per il 2018. Una di queste è Clixifix, fondata a Spennymoor nel 2012 con l’intento di migliorare l’efficienza per i costruttori del settore immobiliare tramite l’attenzione al cliente e l’individuazione di difetti nelle nuove proprietà immobiliari. Tramite il sistema ideato dall’azienda, è possibile assegnare vari compiti, i clienti possono comunicare su un portale online e i costruttori possono dare aggiornamenti istantanei. È evidente, quindi, come lo scopo principale del settore PropTech sia proprio quello di sostenere i costruttori nel nuovo mercato immobiliare.

Nel corso del 2018 si prevede che vari leader del mercato immobiliare investiranno in start-up nel settore PropTech.

Alla fine del 2017 è stata pubblicata una relazione intermedia per rivedere i regolamenti dopo il disastro Grenfell. Nella predetta relazione è stato evidenziato che i regolamenti e le linee guida del settore delle costruzioni sono troppo complesse e poco chiare. Pertanto, sono state auspicate modifiche e riforme dei regolamenti edilizi e delle norme sulla sicurezza antincendio.

Il miglioramento delle normative in materia di sicurezza potrebbe determinare un sostanziale aumento dei costi ma, se l’intenzione è davvero quella di discostarsi dal comune mercato immobiliare e spostare l’attenzione sul consumatore, la sicurezza degli inquilini dovrebbe essere di primaria importanza.

Nel corso del 2018 potrebbe inoltre verificarsi un sostanziale aumento degli affitti triennali, che andrebbe a vantaggio non solo dei proprietari immobiliari ma anche degli affittuari stessi, garantendo a questi ultimi maggiore sicurezza.

 

 

 

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Regno Unito: Annunciati importanti cambiamenti fiscali nel settore immobiliare per gli investitori esteri

Il 22 novembre il cancelliere inglese, Phillip Hammond, ha annunciato cambiamenti radicali nel mercato immobiliare del Regno Unito per il Bilancio 2017. Il Governo ha annunciato l’intenzione di estendere l’ambito di applicazione dell’imposta inglese in modo che le cessioni di tutte le proprieta’ residenziali e commerciali nel Regno Unito da parte di societa’ non residenti, persone fisiche, JPUTs (Jersey Property Unit Trusts) ed atri soggetti, siano assoggettate ad imposta nel Regno Unito a partire da aprile 2019. In aggiunta, il Bilancio propone di estendere l’imposta inglese alle plusvalenze derivate ai soggetti non residenti dalle cessioni di società, JPUTs e altri veicoli, compresi i REITs (fondi di investimento immobiliare), il cui valore deriva per il 75% da proprietà site nel Regno Unito. Le societa’ saranno soggette all’imposta sul reddito e gli altri  soggetti non residenti saranno soggetti all’imposta sulle plusvalenze.

A differenza di molte giurisdizioni, ad oggi, le plusvalenze realizzate dai soggetti non residenti da vendite dirette di immobili nel Regno Unito detenuti come investimento, e di societa’, JPTUs ed altri veicoli che detengono tali beni immobili, non sono soggette a tassazione inglese, salvo determinate circostanze.

Secondo il Bilancio, il valore di tali beni sarà aggiornato ad Aprile 2019, cosicché soltanto le plusvalenze realizzate dopo tale data saranno soggette a tassazione secondo le nuove regole.

Un numero limitato di investitori non residenti, quali i fondi pensione e i fondi sovrani, saranno esenti da tasse sulle loro cessioni. Non ci sara’ alcuna esenzione per le societa’ possedute per la maggior parte da soggetti non residenti.

Sarà prevista una esenzione per ogni soggetto non residente che ha posseduto (assieme ad altri soggetti correlati) meno del 25% di interesse nel veicolo nei cinque anni precedenti alla cessione. La definizione di parti correlate (“related parties”) è di fondamentale importanza. Per esempio, è ancora da decidere se gli investitori di una associazione o coloro che hanno stipulato un accordo di joint venture a condizioni di mercato potranno essere considerati “correlati” ai fini dell’esenzione dalla nuova imposta sulla base del fatto che gli stessi possiedono meno del 25% nel veicolo offshore. Tuttavia, il documento di consultazione suggerisce che probabilmente anche questi ultimi rientreranno nella definizione di “related parties”, a meno che non vi siano delle pressioni in senso contrario.

Saranno introdotte delle norme anti–elusione, incluse disposizioni efficaci a partire dal 22 novembre 2017, volte ad impedire ai soggetti non residenti l’utilizzo di veicoli in giurisdizioni che offrono tutela contrattuale contro le nuove regole su cessioni indirette di proprieta’ inglesi.

In aggiunta alle proposte menzionate, il Governo ha confermato che estendera’ l’imposta sui redditi inglese alle societa’ non residenti con riferimento ai redditi derivanti dalla locazione di immobili nel Regno Unito con le limitazioni associate alle detrazioni fiscali per interessi e perdite. Tuttavia, questo non si verificherà prima di aprile 2020, invece che Aprile 2018 come precedentemente anticipato.

 

 

 

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Regno Unito: principali fonti di finanziamento immobiliare

Le principali fonti di finanziamento immobiliare sono le banche del Regno Unito e quelle estere, i fondi di debito, le assicurazioni e fondi pensione. Non vi sono restrizioni quanto ai soggetti che possono concedere finanziamento.

Strutture più comunemente utilizzate per garantire il finanziamento immobiliare

Le garanzie che un prestatore riceve dal soggetto che ha ricevuto il prestito variano in base all’entità del prestito medesimo e alla struttura della transazione. Solitamente, il credito del prestatore è garantito da una garanzia generale e specifica su tutti i beni del debitore e sulle sue imprese.

In tali garanzie rientrano:

  • Ipoteca sull’immobile;
  • Cessione di ogni documento importante relativo all’immobile, ai redditi da locazione e ai proventi di eventuali indennizzi assicurativi relativi allo stesso;
  • Una garanzia fissa sul denaro detenuto nel conto corrente dove viene versato l’affitto;
  • Una garanzia generale su tutti i beni e le imprese del soggetto che ha ricevuto il prestito.

Se il soggetto che riceve il prestito è una societa’ veicolo (special purpose vehicle), in tal caso la societa’ capogruppo prevede una garanzia sull’intero capitale azionario della societa’ che ha ottenuto il prestito in modo tale da facilitare la vendita delle azioni anziché la vendita del bene stesso.

Accordi generalmente inseriti in un contratto di finanziamento

Gli accordi principali solitamente sono:

  • Fornitura di determinate informazioni in ambito finanziario e informazioni relative alle locazioni e ai conduttori dell’immobile;
  • Accordi di tipo finanziario per monitorare gli interessi, cash-flow cover e indici di leva;
  • Accordi volti a garantire che il soggetto che ha richiesto il prestito rimanga una societa’ veicolo a basso rischio di fallimento (bankruptcy-remote special purpose vehicle), tra cui clausole di negative pledge finalizzate a proibire al debitore di concedere garanzie sui beni garantiti, divieti di assunzione di ulteriore indebitamento nonché il divieto per il debitore di disporre dei suoi beni;
  • Accordi sull’immobile aventi ad oggetto:
  1. Utilizzo e mantenimento dell’immobile;
  2. Contratti di affitto;
  3. Rispetto dei regolamenti ambientali;
  4. Gestione dell’immobile;
  5. Assicurazione;
  6. Sviluppo della proprietà e richieste relative alla pianificazione, nonché
  7. Gestione dell’immobile da parte di un agente (incasso degli affitti incluso).

Opponibilità dei diritti di garanzia in caso di inadempienza

Le opzioni dipendono dalla natura del bene garantito e dei relativi diritti. La legge e i principi di diritto comune disciplinano la possibilità del titolare del diritto di garanzia di far valere quest’ultimo in assenza di ulteriori previsioni.

Nonostante sia verificata una situazione di inadempimento, potrebbe tuttavia non essere possibile far valere un diritto di garanzia se, ad esempio, vi è un accordo di standstill o una moratoria.

A condizione che non vi siano restrizioni in tal senso, il primo passo è quello di richiedere il pagamento di quanto dovuto: generalmente, infatti, tale richiesta costituisce prerequisito del verificarsi di una situazione di inadempimento.

I mezzi per fare valere un diritto di garanzia comprendono:

  • La vendita del bene;
  • La nomina di un curatore;
  • La presa in possesso del bene (un creditore ipotecario raramente entra in possesso del bene) e
  • Il pignoramento (procedura raramente utilizzata in quanto lunga, costosa e poco flessibile).

Lasso di tempo generalmente necessario per far valere un diritto di garanzia

Le tempistiche variano in modo considerevole in base al tipo di proprietà garantita e il metodo adottato per farla valere.

 

 

 

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Le start-up in UK

StartupBusIl Regno Unito cerca di attrarre e trattenere “yollies” (giovani innovatori) all’interno delle sue coste, offrendo una serie di incentivi che vanno da borse di studio a incentivazione fiscale. L’innovazione sembra essere in prima linea tra le idee imprenditoriali, e il governo britannico vuole assistere la  fase iniziale di sviluppo, quando la società è più vulnerabile. Ci sono tre istituzioni governative che stanno guidando l’innovazione, vale a dire la strategia scheda tecnologica (“TSB”), agenzie per lo sviluppo affari regionali come l’Agenzia Northwest Regional Development (“NWDA”) o Invest Northern Ireland (“INI”), e Sua Maestà Revenue and Customs (“HMRC”).

TSB è l’agenzia di innovazione che offre sostegno e finanziamenti per aiutare le aziende nei primi stadi che sviluppano di nuovi prodotti e servizi, al fine di avvicinarle per essere commercializzati nel Regno Unito. TSB fornisce finanziamenti attraverso concorsi e borse di studio. Le agenzie per lo sviluppo di affari regionali come INI o il NWDA mirano a far crescere l’economia locale attraverso la promozione della concorrenza internazionale e di attrarre nuovi investimenti per la loro regione. L’HMRC che è l’autorità fiscale del Regno Unito, è il primo responsabile per fare in modo che “il denaro è disponibile per finanziare i servizi pubblici del Regno Unito e per aiutare le famiglie e gli individui con il sostegno finanziario mirato”.

Riportiamo tre tipi di finanziamenti offerti da parte delle istituzioni del Regno Unito alle piccole e medie imprese (“PMI”) che sono attualmente nella loro fase di Start-Up, lo Smart Grants, i Regionale Grants e R&D Tax Credit

Lo Smart Grants per la ricerca e la tecnologia è uno strumento di finanziamento della TSB per sostenere gli investimenti delle PMI ‘di ricerca e sviluppo. Ci sono tre livelli di finanziamento potenziale che permetterà alle aziende di ottenere un finanziamento parziale per esplorare il potenziale di mercato per la tecnologia, per lo sviluppo di prototipi funzionali ed il terzo per convalidare la tecnologia, la raffinatezza e la sperimentazione di progettazione.

Queste sovvenzioni possono colmare il divario di finanziamento durante la fase seed o fase iniziale senza diluizione di capitale. Premi fino a £ 250k possono essere apportate a sostegno dello sviluppo del prototipo. Essi costituiscono degli aiuti di Stato, ma non sono considerati come indennità de minimis delle imprese e, quindi, possono beneficiare di R & S dei crediti d’imposta. Non hanno argomenti definiti  come nel  SBRI, e hanno una regolare linea temporale di presentazione (ogni due mesi vi è un invito aperto a presentare proposte di intelligente in grado di coprire una vasta gamma di argomenti).

Essi sono molto competitivi e vengono presentate molte domande. Per ottenere la concessione l’azienda deve dimostrare che la tecnologia produce una soluzione altamente innovativa che non si limita a portare a miglioramenti incrementali. Sono sovvenzioni Smart Work in virtù del principio di finanziamento, significa che coprono solo una percentuale della spesa totale del progetto, e quindi non può essere l’unico metodo di finanziamento del progetto. Inoltre, i soldi della concessione vengono rimborsati solo dopo che sono stati spesi, e non possono servire come liquidità della società. Questo può complicare il processo di gestione dei flussi di cassa.

Il Regional Grants sono delle Agenzie per lo sviluppo di affari regionali come Invest Northern Ireland o Northwest Regional Development Agency forniscono una serie di opzioni di finanziamento per le aziende con operazioni basate nella regione. Ci sono finanziamenti per lo sviluppo delle capacità, occupazione, innovazione e R & S. È necessaria una business case da presentare che viene valutato.

I contributi regionali di R & S sono in genere meno competitivi rispetto agli Smart Grants, ma è più facile aggiudicarseli.

La concessione di sovvenzioni regionali può impedire alla società di ottenere altre sovvenzioni, (o viceversa) per la stessa tecnologia in quanto alla società è vietato di utilizzare due diverse fonti di sovvenzione per fare un lavoro sostanzialmente equivalente. Questo significa che le aziende non possono utilizzare i fondi regionali per soddisfare le esigenze di finanziamento iniziale. R & S crediti d’imposta possono essere colpiti se il contributo regionale assegnato per il supporto R & S e il denaro offerti sono considerati come aiuti di Stato. Le aziende devono anche essere basati nella regione al fine di poter ottenere il beneficio. Come gli Smart Grants, i contributi regionali seguono il principio di corrispondenza e in quanto tale non finanziano completamente i progetti. Il contributo regionale in denaro è anche in genere rimborsato dopo che è stato speso e non può essere considerato come liquidità a disposizione della società.

R&D Tax Credit sono i crediti d’imposta sotto forma di detrazioni fiscali per le spese di qualificazione aziendali che sono destinate a incoraggiare gli investimenti in R & S. Le PMI possono detrarre 225% dei costi di R & S ammissibili dal reddito imponibile.

R & S i crediti d’imposta sono i crediti generosi. Inoltre, i produttori di perdita può consegnare le perdite per un credito d’imposta da pagare.

Se si riceve aiuti di Stato sotto forma di una sovvenzione o di più sovvenzioni, la società potrebbe non essere in grado di rivendicare il credito d’imposta per la R & S, se non diversamente specificato. Tuttavia, per i programmi di sovvenzione TSB Smart Grants e SBRI contratti PMI si possono  pretendere sgravi fiscali di R & S al tasso inferiore del 130%.

Ci sono una serie di altri incentivi che sono in corso di approvazione che potrebbe ulteriormente sostenere l’innovazione e la localizzazione di alte PMI di crescita nel Regno Unito.

Oltre ai finanziamenti, ci sono una serie di attività rivolte alle aziende nella loro fare di Start-Up, come gli acceleratori d’impresa che sono degli incubatori che selezionano le idee più brillanti, dandogli la possibilità di lavorare in un ambiente al contatto con Venture Capital e fondi di Private Equity. Inoltre vengono organizzati degli eventi internazionali dove ogni impresa può fare un proprio Pitch e presentare la propria idea alle istituzioni imprese ed al mondi finanziario.

Segnaliamo il prossimo evento rivolto alle Start-Up  Unbound London 2015, che si terrà a Londra il 30 Novembre e il 1 Dicembre c/o  Vinopolis, Bank End, United Kingdom.

L’evento vedrà la presenza di oltre 2500 imprenditori, finanziatori, corporate & brand executives, media influencers (circa 50 testate giornalistiche e bloggers) provenienti da Stati Uniti, Italia, Israele, Spagna, Hong kong, Singapore, Germania, Irlanda ecc.

Uno dei temi principali per questa edizione sarà impatto dell’innovazione nel retail e la presentazione degli ultimi trend in settori come AdTech & Media, Healthcare, Cybersecurity, FinTech.

L’ICE – Agenzia insieme alla Camera di Commercio Italiana a Londra e in collaborazione con l’associazione Italia Startup, sta organizzando la partecipazione di una collettiva di Start-up innovative Italiane a questa manifestazione internazionale UnBound Digital che ogni anno si tiene a San Francisco, Singapore e Londra, e che rappresenta una delle piú prestigiose convention del settore digitale.

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Le start-up in UK

StartupBusIl Regno Unito cerca di attrarre e trattenere “yollies” (giovani innovatori) all’interno delle sue coste, offrendo una serie di incentivi che vanno da borse di studio a incentivazione fiscale. L’innovazione sembra essere in prima linea tra le idee imprenditoriali, e il governo britannico vuole assistere la  fase iniziale di sviluppo, quando la società è più vulnerabile. Ci sono tre istituzioni governative che stanno guidando l’innovazione, vale a dire la strategia scheda tecnologica (“TSB”), agenzie per lo sviluppo affari regionali come l’Agenzia Northwest Regional Development (“NWDA”) o Invest Northern Ireland (“INI”), e Sua Maestà Revenue and Customs (“HMRC”).

TSB è l’agenzia di innovazione che offre sostegno e finanziamenti per aiutare le aziende nei primi stadi che sviluppano di nuovi prodotti e servizi, al fine di avvicinarle per essere commercializzati nel Regno Unito. TSB fornisce finanziamenti attraverso concorsi e borse di studio. Le agenzie per lo sviluppo di affari regionali come INI o il NWDA mirano a far crescere l’economia locale attraverso la promozione della concorrenza internazionale e di attrarre nuovi investimenti per la loro regione. L’HMRC che è l’autorità fiscale del Regno Unito, è il primo responsabile per fare in modo che “il denaro è disponibile per finanziare i servizi pubblici del Regno Unito e per aiutare le famiglie e gli individui con il sostegno finanziario mirato”.

Riportiamo tre tipi di finanziamenti offerti da parte delle istituzioni del Regno Unito alle piccole e medie imprese (“PMI”) che sono attualmente nella loro fase di Start-Up, lo Smart Grants, i Regionale Grants e R&D Tax Credit

Lo Smart Grants per la ricerca e la tecnologia è uno strumento di finanziamento della TSB per sostenere gli investimenti delle PMI ‘di ricerca e sviluppo. Ci sono tre livelli di finanziamento potenziale che permetterà alle aziende di ottenere un finanziamento parziale per esplorare il potenziale di mercato per la tecnologia, per lo sviluppo di prototipi funzionali ed il terzo per convalidare la tecnologia, la raffinatezza e la sperimentazione di progettazione.

Queste sovvenzioni possono colmare il divario di finanziamento durante la fase seed o fase iniziale senza diluizione di capitale. Premi fino a £ 250k possono essere apportate a sostegno dello sviluppo del prototipo. Essi costituiscono degli aiuti di Stato, ma non sono considerati come indennità de minimis delle imprese e, quindi, possono beneficiare di R & S dei crediti d’imposta. Non hanno argomenti definiti  come nel  SBRI, e hanno una regolare linea temporale di presentazione (ogni due mesi vi è un invito aperto a presentare proposte di intelligente in grado di coprire una vasta gamma di argomenti).

Essi sono molto competitivi e vengono presentate molte domande. Per ottenere la concessione l’azienda deve dimostrare che la tecnologia produce una soluzione altamente innovativa che non si limita a portare a miglioramenti incrementali. Sono sovvenzioni Smart Work in virtù del principio di finanziamento, significa che coprono solo una percentuale della spesa totale del progetto, e quindi non può essere l’unico metodo di finanziamento del progetto. Inoltre, i soldi della concessione vengono rimborsati solo dopo che sono stati spesi, e non possono servire come liquidità della società. Questo può complicare il processo di gestione dei flussi di cassa.

Il Regional Grants sono delle Agenzie per lo sviluppo di affari regionali come Invest Northern Ireland o Northwest Regional Development Agency forniscono una serie di opzioni di finanziamento per le aziende con operazioni basate nella regione. Ci sono finanziamenti per lo sviluppo delle capacità, occupazione, innovazione e R & S. È necessaria una business case da presentare che viene valutato.

I contributi regionali di R & S sono in genere meno competitivi rispetto agli Smart Grants, ma è più facile aggiudicarseli.

La concessione di sovvenzioni regionali può impedire alla società di ottenere altre sovvenzioni, (o viceversa) per la stessa tecnologia in quanto alla società è vietato di utilizzare due diverse fonti di sovvenzione per fare un lavoro sostanzialmente equivalente. Questo significa che le aziende non possono utilizzare i fondi regionali per soddisfare le esigenze di finanziamento iniziale. R & S crediti d’imposta possono essere colpiti se il contributo regionale assegnato per il supporto R & S e il denaro offerti sono considerati come aiuti di Stato. Le aziende devono anche essere basati nella regione al fine di poter ottenere il beneficio. Come gli Smart Grants, i contributi regionali seguono il principio di corrispondenza e in quanto tale non finanziano completamente i progetti. Il contributo regionale in denaro è anche in genere rimborsato dopo che è stato speso e non può essere considerato come liquidità a disposizione della società.

R&D Tax Credit sono i crediti d’imposta sotto forma di detrazioni fiscali per le spese di qualificazione aziendali che sono destinate a incoraggiare gli investimenti in R & S. Le PMI possono detrarre 225% dei costi di R & S ammissibili dal reddito imponibile.

R & S i crediti d’imposta sono i crediti generosi. Inoltre, i produttori di perdita può consegnare le perdite per un credito d’imposta da pagare.

Se si riceve aiuti di Stato sotto forma di una sovvenzione o di più sovvenzioni, la società potrebbe non essere in grado di rivendicare il credito d’imposta per la R & S, se non diversamente specificato. Tuttavia, per i programmi di sovvenzione TSB Smart Grants e SBRI contratti PMI si possono  pretendere sgravi fiscali di R & S al tasso inferiore del 130%.

Ci sono una serie di altri incentivi che sono in corso di approvazione che potrebbe ulteriormente sostenere l’innovazione e la localizzazione di alte PMI di crescita nel Regno Unito.

Oltre ai finanziamenti, ci sono una serie di attività rivolte alle aziende nella loro fare di Start-Up, come gli acceleratori d’impresa che sono degli incubatori che selezionano le idee più brillanti, dandogli la possibilità di lavorare in un ambiente al contatto con Venture Capital e fondi di Private Equity. Inoltre vengono organizzati degli eventi internazionali dove ogni impresa può fare un proprio Pitch e presentare la propria idea alle istituzioni imprese ed al mondi finanziario.

Segnaliamo il prossimo evento rivolto alle Start-Up  Unbound London 2015, che si terrà a Londra il 30 Novembre e il 1 Dicembre c/o  Vinopolis, Bank End, United Kingdom.

L’evento vedrà la presenza di oltre 2500 imprenditori, finanziatori, corporate & brand executives, media influencers (circa 50 testate giornalistiche e bloggers) provenienti da Stati Uniti, Italia, Israele, Spagna, Hong kong, Singapore, Germania, Irlanda ecc.

Uno dei temi principali per questa edizione sarà impatto dell’innovazione nel retail e la presentazione degli ultimi trend in settori come AdTech & Media, Healthcare, Cybersecurity, FinTech.

L’ICE – Agenzia insieme alla Camera di Commercio Italiana a Londra e in collaborazione con l’associazione Italia Startup, sta organizzando la partecipazione di una collettiva di Start-up innovative Italiane a questa manifestazione internazionale UnBound Digital che ogni anno si tiene a San Francisco, Singapore e Londra, e che rappresenta una delle piú prestigiose convention del settore digitale.

Maurizio Verona

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