A settembre, il Migration Advisory Committee (MAC) ha pubblicato il suo tanto atteso rapporto circa i sistemi di immigrazione post-Brexit. Nonostante l’immigrazione sia stato uno dei temi piu` importanti del referendum tenutosi nel giugno del 2016, il rapporto era stato commissionato dal Governo soltanto nel luglio del 2017 ed è stato il primo rapporto ufficiale a mostrare l’impatto che la libera circolazione ha nel Regno Unito.

Il rapporto sembra riferirsi ai cittadini europei che entreranno nel Regno Unito a seguito della Brexit. Lo status dei cittadini europei che invece si trovano già nel Regno Unito al momento della Brexit è stato discusso precedentemente.

Cosa afferma il rapporto?

Il rapporto afferma in modo esplicito che il tema dell’immigrazione rimane un punto centrale dei negoziati e che quindi questi sono semplici suggerimenti che ci aspettiamo verranno presi in considerazione dal Governo britannico come parte della contrattazione che continuerà con l’UE in relazione ad un futuro accordo commerciale. Pertanto, non sorprende il fatto che il rapporto si concluda affermando che i cittadini europei post Brexit non riceveranno alcun trattamento preferenziale.  

Riguardo agli aspetti più specifici, il rapporto conclude affermando che la strada migliore da seguire è quella di fare in modo che i cittadini europei post Brexit siano trattati esattamente come i cittadini attualmente non comunitari, ma allo stesso tempo di apportare alcune fondamentali modifiche al sistema vigente. Molti di questi cambiamenti sono stati a lungo richiesti, come ad esempio la rimozione del limite inefficace e arbitrario previsto per il numero di lavoratori altamente qualificati e la rimozione del Resident Labour Market Test (pubblicizzando un lavoro) come mezzo appropriato per dimostrare la posizione deve essere occupata da un cittadino non britannico/europeo. Tuttavia, sono state fatte altre importanti raccomandazioni, come ad esempio:

  • Abbassare il livello di competenza richiesto per poter beneficiare di un permesso di lavoro (fino al livello 3 RQF dal livello attuale 6);
  • Lo stipendio minimo deve essere di £ 30.000 all’anno (per assicurarsi che non rientri nell’area “scarsamente qualificato”);
  • Conservare la “Immigration Skills Charge” (dal momento che sembra scoraggiare l’abuso del sistema);
  • Ridurre la burocrazia del sistema attuale, in modo tale da consentire alle persone di cambiare ruolo più facilmente; e
  • Lasciare invariato il sistema di trasferimento intra-aziendale.

Come si può notare sopra, queste sono semplicemente delle raccomandazioni che andranno a far parte delle negoziazioni nei termini di una futura relazione commerciale con l’Unione Europea.

Cosa dovrebbero fare le aziende ora?

Al fine di mitigare le potenziali conseguenze, le aziende dovrebbero considerare la loro attuale forza-lavoro e la loro struttura come una questione prioritaria al fine di sapere con certezza quale sarà l’effetto e quali saranno i loro piani di sviluppo futuri per potersi adeguare di conseguenza. Coloro che non sono attualmente autorizzati ad assumere lavoratori migranti potrebbero adottare ora misure tali per garantirsi questo status e per dimostrare di essere il più preparati possibile per poter continuare a reclutare nuovo personale dal continente o semplicemente per trasferire il personale già assunto tra le varie sedi.