I capi di stato e di governo dell’Unione Europea, dopo due giorni di incontri a Bruxelles, hanno deciso di iniziare i preparativi per la cosiddetta “seconda fase” dei negoziati per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Inizieranno una serie di colloqui tra i 27 paesi che rimarranno nell’Unione Europea dopo la Brexit per stabilire quale strategia adottare nelle trattative sugli accordi commerciali che dovranno regolare i rapporti tra l’Unione Europea ed il Regno Unito.

Per passare alla seconda fase dei negoziati, quella sulle future relazioni commerciali fra il Regno Unito e l’Unione Europea, è necessario che ci siano “progressi sufficienti” nella prima fase dei negoziati, principalmente su tre fronti: diritti dei cittadini europei residenti nel Regno Unito, confine fra repubblica d’Irlanda e Irlanda del Nord britannica, obblighi finanziari di Londra verso l’Unione Europea. Al termine dell’ultimo round di trattative fra le due parti, i progressi “sufficienti” ancora non ci sono stati.

Il Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha dichiarato che “le notizie su uno stallo nel negoziato sono state esagerate”. Se è vero che i progressi nelle trattative non sono ancora “sufficienti”, aggiunge, “non significa che non ci siano stati progressi per niente”. E infine esprime la speranza che le discussioni possano “passare alla seconda fase a dicembre”.