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Posts by Marina d'Angerio

Regno Unito: Construction Industry Scheme

La normativa inglese CIS (Construction Industry Scheme) si applica a qualsiasi azienda o prestatore di lavoro (anche persona fisica), che svolge la propria attività in cantieri di costruzione di qualsiasi tipo nel Regno Unito.

La normativa si applica sia ai residenti UK, sia a società o persone fisiche non residenti.

La normativa CIS copre la maggior parte lavori di costruzione di edifici.

Le operazioni di costruzione che sono disciplinate dal CIS coprono quasi tutti i lavori svolti su:

  • Edifici o strutture permanenti o temporanee;
  • Lavori di ingegneria civile o installazione;
  • Preparazione del sito;
  • Alterazioni;
  • Smontaggio;
  • Costruzione;
  • Riparazioni;
  • Decorazione;
  • Demolizione;

Non è necessario registrarsi nel caso in cui si svolgano lavori quali:

  • Rilevamento misurazioni;
  • Noleggio ponteggi (senza lavoro);
  • Posatura Moquette;
  • Fornitura di materiali;
  • Lavori svolti nei cantieri ma che chiaramente non hanno natura edile come ad esempio la gestione di un servizio mensa, la fornitura di servizi medici o di sicurezza in loco presso un cantiere edile.

La normativa CIS richiede che il committente e che il prestatore del servizio/subappaltatore si registrino presso l’Ufficio Imposte e ottengano un numero di codice individuale identificativo CIS.

Nel caso di società estera, senza stabile organizzazione nel Regno Unito, non bisogna richiedere iscrizione VAT (IVA) per iscriversi al CIS.

Una volta registrato il subappaltatore L’HMRC inizierà un processo di verifica dei dati forniti ed assegnerà il tasso corretto di detrazione che verranno applicati ai loro pagamenti da parte dell’appaltatore.

Le tre fasi principali del processo sono:

  1. 1 Il committente contatta l’HMRC e comunica i dati del suo subappaltatore;
  2. 2 L’HMRC si accerta che il subappaltatore sia registrato al CIS;
  3. 3 L’HMRC comunica all’appaltatore il tasso della ritenuta da applicare:
  • Nessuna deduzione;
  • Tasso standard al 20%;
  • Tasso del 30% nel caso in cui il subappaltatore non sia iscritto al CIS o per qualsiasi motivo non sia stato possibile verificare i suoi dati.

Ogni mese, l’appaltatore dovrà mandare all’HMRC una dichiarazione indicando tutti i pagamenti effettuati ai subappaltatori. Questo indipendentemente dal fatto che i subappaltatori siano stati:

  • pagati al lordo;
  • pagati al netto della detrazione standard al 20%;
  • pagati al netto della detrazione del 30%.

Rendimenti mensili dovranno pervenire entro 14 giorni dalla fine del
mese tasse servono.

La detrazione deve essere applicata solo sui pagamenti che non rappresentano il rimborso dei costi del materiale sostenuti dal subappaltatore.

L’appaltatore può chiedere al subappaltatore la documentazione giustificativa del costo dei materiali.

Se il subappaltatore prende in affitto dei macchinari, al fine di effettuare tali lavori di costruzione, il costo dell’affitto del macchinario ed eventuali costi di consumo connessi come ad esempio il carburante necessario per il suo funzionamento possono essere trattati come materiali ai fini del calcolo dell’importo su cui applicare l’imposta da trattenere.

Il Costruction Industry Scheme si applica a:

  • Qualsiasi appaltatore non residente che paga subappaltatori per lavori di costruzione effettuati nel Regno Unito;
  • Eventuali subappaltatori non residenti che vengono pagati per lavori di costruzione effettuati nel Regno Unito.

Non c’è quindi alcuna differenza tra appaltatori e subappaltatori UK o non residenti.

Se l’azienda appaltatrice o subappaltatrice è residente in un paese che ha un accordo contro le doppie imposizioni con il Regno Unito sarà possibile richiedere l’esenzione dalle imposte UK. Questo solo nel caso in cui i profitti realizzati nel Regno Unito non siano attribuibili ad una stabile organizzazione UK.

Se l’HMRC riconosce che la società estera è esente da tassazione nel Regno Unito per effetto del trattato contro le doppie imposizioni fiscali, le imposte trattenute potranno essere chieste a rimborso.

La normativa CIS e’ stata introdotta in quanto l’HMRC aveva riscontrato che presso numerosi cantieri, operavano ditte straniere che venivano pagati per il servizio reso, ma poi “sparivano” senza rispettare eventuali obblighi che potevano avere in termini di presentazione di bilanci, presentazione di resoconti, presentazione di dichiarazioni dei redditi, versamenti di imposte sui redditi, versamenti di imposte e contributi sugli stipendi dei propri dipendenti etc.

La normativa CIS è quindi stata introdotta da alcuni anni nel Regno Unito specificamente per lavori svolti presso cantieri siti su suolo inglese.

STABILE ORGANIZZAZIONE

Ai sensi dell’art 5 paragrafo 3 del modello OCSE di Convenzioni contro le doppie imposizioni, un cantiere di costruzione, montaggio o installazione è considerato stabile organizzazione se il cantiere, il progetto o l’attività hanno una durata superiore a 12 mesi.

Sempre secondo il Commentario all’art. 5 del modello OCSE, il cantiere si considera iniziato nel momento in cui l’esecutore inizia materialmente la propria attività, anche se avente carattere meramente preparatorio, e si considera concluso a lavori effettivamente e definitamente completati.

Il cantiere si considera, inoltre, attivo (ai fini del calcolo del periodo di permanenza) anche nei periodi di interruzione dei lavori e nel caso in cui l’impresa si avvalga di subappaltatori, nel computo dei 12 mesi deve essere ricompreso anche il periodo impiegato dal subappaltatore per lo svolgimento dei propri lavori.

Qualora l’attività sia strutturata per mezzo di una pluralità di cantieri tra loro funzionalmente collegati dal punto di vista commerciale e geografico, ai fini del calcolo del periodo minimo, essi devono essere comunque considerati come un unico cantiere. Se non vi è una connessione funzionale, occorre valutare la durata di ciascun cantiere.

Possiamo concludere quindi che la condizione essenziale, affinché un cantiere di costruzione o di montaggio venga considerato stabile organizzazione, è che la sua durata oltrepassi i dodici mesi; ove tale condizione non si verifichi, il cantiere di per sé non realizza l’ipotesi della stabile organizzazione.

Se ci sono gli estremi per una stabile organizzazione in un altro paese, allora la stabile organizzazione dovrà iscriversi presso la camera di commercio di questo paese e pagare le tasse come se fosse un’entità indipendente in quest’altro paese.

Per poter costituire una sede secondaria in un altro paese dell’Unione Europea, le imprese devono:

  • Ottenere le autorizzazioni necessarie;
  • Possedere tutti i requisiti previsti dalla legge;
  • Verificare i requisiti fiscali.

In tutti i paesi dell’Unione Europea le succursali devono essere iscritte nel registro delle imprese e adempiere alle necessarie formalità in materia di imposte, IVA e previdenza sociale, scontando altresì le tasse nel paese ove ha sede l’effettiva amministrazione societaria.

Le filiali devono inoltre seguire tutte le procedure prescritte per la costituzione di una società nel paese ospitante.

I responsabili di uffici e agenzie devono ottenere un’autorizzazione, iscriversi alla camera di commercio o ad altri organismi analoghi e verificare quali siano i loro obblighi fiscali e previdenziali nel paese ospitante.

La stabile organizzazione costituisce, ai fini delle imposte dirette, il presupposto necessario affinché uno Stato possa assoggettare a imposizione il reddito di impresa prodotto da un soggetto non residente.

PERSONALE DIPENDENTE / SUBCONTRACTOR

La società contractor può scegliere se far eseguire i lavori in appalto mediante l’assunzione di personale dipendente (in loco o in trasferta) oppure ingaggiare soggetti autonomi o altre società per lo svolgimento parziale o totale dei lavori (subappalto).

Nel caso una società estera, appaltatrice di lavori commissionati in UK, decida di utilizzare del personale dipendente bisognerà valutare se più opportuno assumere in loco o mandare in trasferta dipendenti già assunti nello stato estero.

Se l’assunzione avverrà in loco la società estera dovrà registrarsi presso Companies House e l’HMRC creando di fatto una stabile organizzazione. I contratti di assunzione seguiranno la normativa UK.

Qualora la società estera preferisca trasferire personale già presente in azienda dovrà rifarsi alla normativa prevista dal paese di provenienza per i lavoratori in trasferta del settore in cui opera e verificare che le assicurazioni infortunistiche prevedano esplicitamente copertura all’estero.

La società appaltatrice può decidere di avvalersi di subappaltatori per eseguire i lavori.

In questo ultimo caso la società appaltatrice dovrà verificare con HM Revenue and Customs (HMRC) che la società subappaltatrice sia registrata con il Construction Industry Scheme (CIS) e quale tasso di detrazione utilizzare o se, al contrario, sia possibile pagarla senza effettuare detrazioni.

Quando si paga un subappaltatore, la società appaltatrice opera una trattenuta sui loro pagamenti.

I tassi delle trattenute sono:

  • 20% per subappaltatori registrati al CIS
  • 30% per subappaltatori non registrati al CIS
  • 0% se il subappaltatore e’ stato autorizzato dal CIS a ricevere pagamenti al lordo della trattenuta.

Tali trattenute andranno versate all’HMRC dalla società appaltatrice e verranno considerati come acconti sulle imposte dovute.

Ovviamente la scelta tra operare come impresa estera o costituire una Limited nel Regno Unito deve essere valutata alla luce della effettiva complessità/dimensione del business che si intende svolgere sul territorio.

Riteniamo opportuna l’apertura di una società Limited di giurisdizione Inglese, entità separata dall’Italiana S.r.l., poiché’ la gestione della società UK è più semplice di quella di una stabile organizzazione la quale ultima comporta connessioni dirette con la gestione della società italiana.

Marina d’Angerio
Dottore Commercialista
ICAEW Chartered Accountant

marina.dangerio@ascheri.co.uk

 

 

 

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Le triangolazioni e l’imposta sul valore aggiunto

TRIANGOLAZIONE COMUNITARIA

Le triangolazioni comunitarie sono operazioni che coinvolgono tre soggetti economici diversi ed operanti in differenti Stati Membri.

Tali operazioni hanno per oggetto trasferimenti di proprietà di beni, per i quali, si realizza un’unica movimentazione fisica.

Gli elementi essenziali sono quindi i seguenti:

  • Presenza di tre differenti soggetti passivi VAT residenti in diversi paesi dell’Unione Europea;
  • Presenza di due distinti contratti di compravendita;
  • Presenza di una singola movimentazione di beni.

vat-tri-1

L’operatore A che risiede in un paese membro dell’Unione Europea vende delle merci all’operatore B, residente in un altro stato membro.

Quest’ultimo conferisce incarico ad A di consegnare le merci direttamente al suo cliente C, a sua volta residente in un altro paese dell’Unione, ma differente rispetto a quelli degli operatori A e B.

Le merci, quindi, sono trasportate direttamente da A a C.

Ruolo fondamentale è dato al trasporto delle merci; potrebbero verificarsi due situazioni:

SITUAZIONE 1

Il trasporto delle merci è eseguito da A o B ed A è colui che fornisce la merce.

In questo caso l’operazione di compravendita tra A e B si definisce cessione con trasporto.

Inoltre, tale operazione si configura come uno scambio comunitario e le merci sono trasportate fuori dallo Stato Membro 1. Per tale motivo lo scambio tra B ed A non è soggetto ad imposizione VAT.

Gli scambi che intervengono tra B e C, d’altra parte, sono cessioni comunitarie senza trasporto ed anch’esse non imponibili VAT.

A emetterà una fattura nei confronti di B senza VAT ed indicherà il valore dell’operazione e il numero VAT di B nel proprio modello EC Sales list ed Intrastat.

B emetterà una fattura verso C senza VAT indicando la seguente dicitura “VAT Semplification Invoice”. B dovrà inserire l’ammontare della fattura emessa nei confronti di C nel modello EC Sales list ed Intrastat, evidenziando il numero VAT di C ed includendo il codice “T” che indica appunto la triangolazione.

C deve indicare il suo acquisto da B nel suo VAT Return mediante il meccanismo del Reverse Charge.

SITUAZIONE 2:

In questa seconda situazione il trasporto delle merci è fatto ed organizzato da C o B, mentre C è l’acquirente.

Si avrà una cessione senza trasporto tra A e B, che dovrà quindi essere considerata come uno scambio domestico di A all’interno dello Stato Membro 1. Per tale motivo A emetterà una fattura con VAT nei confronti di B.

Tra B e C avremo, invece, una cessione con trasporto di merci dirette ad A e per questo motivo la fattura sarà esente da VAT.

TRIANGOLAZIONE UE/EXTRA UE:

Un soggetto economico opera in un paese esterno all’Unione Europea, mentre gli altri due sono comunitari.

vat-tri-2

Supponiamo che l’operatore B risieda in un paese che non fa parte dell’Unione Europea.

L’operatore A spedisce, per conto del suo cliente extra comunitario B, a C che risiede in un paese membro dell’Unione Europea.

A fattura al suo cliente B, ma tale operazione non si configura come una cessione intra-comunitaria in quanto, anche se A spedisce la merce in un altro Stato Membro, il cliente B non è soggetto VAT comunitario e non si può pertanto applicare il metodo dell’inversione contabile.

Inoltre A, pur fatturando ad un soggetto Extra UE non può considerare tale operazione come un’esportazione poiché’ la merce non esce dal territorio comunitario.

La cessione si concretizza come un’operazione interna ed A dovrà emettere fattura con VAT nei confronti di B.

D’altra parte B sta facendo un acquisto intracomunitario nello Stato membro 2. Se C è un soggetto passivo VAT la fornitura da B a C è una cessione intracomunitaria e va applicata l’inversione contabile della VAT.

 

Marina d’Angerio
Dottore commercialista e Chartered Accountant

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La tassazione sui dividend e Capital Gain UK: Nuove regole

A partire da aprile 2016, sarà riformato il trattamento fiscale della tassazione dei dividendi percepiti dalle persone fisiche.

Ogni soggetto potrà beneficiare di una “Dividend Allowance”, che prevede l’esenzione da tassazione per le prime 5.000 sterline di dividendi.

Per importi superiori a 5.000 sterline si applicherà un’aliquota di imposta pari al 7,5%, se il reddito del contribuente rientra nella fascia di reddito base (fino a £ 31.758); al 32,5% all’interno della fascia di reddito intermedia (fino a £ 150.000); ed al 38,1 % all’interno della fascia di reddito più alta (oltre le £ 150.000).

I soggetti che detengono piccoli portafogli azionari e che ricevono dividendi per importi inferiori alle 5.000 sterline potranno beneficiare di un risparmio fiscale. Le nuove norme saranno particolarmente onerose nei confronti dei soggetti che sono sia soci che Director di una UK Company e che sono soliti attingere dalla società attraverso distribuzione di dividendi, piuttosto che mediante il pagamento di uno stipendio come amministratore, realizzando fino ad ora, un notevole risparmio di imposta.

Dalla tabella sotto riportata si può evincere meglio l’entità del cambiamento in termini di maggiori imposte che si pagheranno con nuovo regime:

Dividendi netti 2015/16 Tax 2016/17 Tax Differenza
£28,606.50 £0 £1,770 £1,770
£30,000 £348 £1,875 £1,527
£40,000 £2,848 £4,625 £1,777
£50,000 £5,348 £7,875 £2,527
£60,000 £7,848 £11,125 £3,277
£70,000 £10,348 £14,375 £4,027
£80,000 £12,848 £17,625 £4,777
£90,000 £16,541 £21,000 £4,459
£100,000 £20,233 £25,500 £5,267
£110,000 £22,733 £30,000 £7,267
£120,000 £25,233 £33,375 £8,142
£130,000 £27,986 £36,625 £8,639
£140,000 £31,041 £39,931 £8,890
£150,000 £34,097 £43,741 £9,644
£200,000 £49,374 £62,791 £13,417

Chiaramente, le modifiche alla tassazione dei dividendi si tradurrà in un aumento delle tasse significativo per la maggior parte degli imprenditori, riducendo i benefici fiscali che si potevano realizzare nel precedente regime fiscale.

In caso di ridistribuzione totale del capitale sociale agli azionisti in sede di liquidazione/ chiusura della società è prevista l’applicazione del “enterpreneurs relief” che prevede la seguente tassazione:

  • 10% (fascia di reddito più bassa)
  • 18% (fascia di reddito intermedia)
  • 28% (fascia di reddito più alta)

Tale normativa si prestava spesso ad abusi al fine di ottenere vantaggi fiscali. Si verificavano situazioni in cui i soci volontariamente liquidavano la loro società per poter ottenere sgravi fiscali sul capitale ed assets rimborsati, per poi costituire una nuova società avente ad oggetto la stessa attività sociale.

Con la nuova normativa tale agevolazione sarà usufruibile, ma solo a condizione che il socio/i, ed i loro familiari, non intraprendano un’attività imprenditoriale simile, prima che siano trascorsi due anni dalla liquidazione della società precedente.

Rimane ancora in vigore la norma che prevede, per le società non quotate, la possibilità di comprare azioni proprie dai soci, senza che su tale distribuzione venga applicata alcuna tassazione in capo agli azionisti. Le condizioni da soddisfare affinché’ tale distribuzione risulti esente da imposizione fiscale sono le seguenti:

  • Le azioni devono essere state tenute per almeno cinque anni;
  • La transazione deve essere vantaggiosa per l’attività commerciale della società;
  • L’azionista deve ridurre la propria partecipazione in modo da tenere non più del 30% della società.

Il governo ritiene che in futuro le norme in materia di acquisto di azioni proprie potrebbero cambiare e portare alla tassazione delle plusvalenze generate.

Marina d’Angerio
Dottore Commercialista
ICAEW Chartered Accountant

 

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Caratteristiche della UK Agency Company

UK agencyLa UK Agency Company è una società che svolge business per conto di un terzo soggetto chiamato Principal. Il rapporto esistente tra la UK Agency ed il Principal è disciplinato da un contratto privato di agenzia.

Normalmente la UK Agency agisce celando la sua natura di agente, il che significa che essa entra in nome proprio in tutti i contratti: i conti bancari saranno aperti e gestiti in nome della UK Agency ed allo stesso modo la corrispondenza e le altre comunicazioni con i fornitori e gli acquirenti o con i destinatari dei servizi saranno tutte a nome dell’agente. Tuttavia queste azioni verranno svolte sotto tassativa direzione della società Principal: la nomenee non è in grado di agire senza il consenso della Principale.

Tale struttura si presta a semplificare notevolmente le difficoltà che le società Offshore possono incontrare commerciando o aprendo conti correnti in Europa potendo così avvalersi della professionalità ed onorabilità, che deriva da una società di diritto inglese.

La UK Agency Company permette così di usufruire dell’immagine onshore e della facilità di scambio del Regno Unito unendo, al tempo stesso, la fiscalità della società offshore che beneficia parzialmente dei ricavi.

Tra la società Principal e la Agency esiste un contratto di agenzia siglato da entrambe, nel quale viene chiaramente definito che la società britannica agisce per conto della società offshore e che tutto il commercio sarà posto in essere a nome del Mandatario.

In cambio dei servizi nomenee forniti la UK Agency riceve dalla Principal una commissione che può essere una percentuale sugli utili o sui ricavi, comunque ogni accordo è possibile.

L’accordo tra la Principale e la UK Agency deve essere debitamente sottoscritto prima che la Società inglese avvii la propria attività commerciale.

E’ importante che l’accordo preveda che:

  1. Sia fatto divieto al Rappresentante di avviare qualsiasi attività commerciale all’interno del Regno Unito e con qualsiasi Impresa inglese;
  2. Sia previsto un adeguato corrispettivo per la sua mediazione;
  3. Il Beneficiario, titolare della Società offshore non sia soggetto al regime fiscale in vigore nel Regno Unito;

4.Il rapporto fra la società inglese e la società offshore sia strettamente commerciale;

  1. Gran parte del reddito sia reindirizzato all’azienda offshore sulla base delle clausole contrattuali.

In questo modo gli utili saranno ‘raccolti’ dalla società offshore e tassati secondo la legislazione del paese di destinazione. La UK Agency Company permette così di unire l’immagine e la fluidità negli scambi internazionali di una società Britannica, onshore, con i vantaggi offerti dalla fiscalità della società offshore.

È importante chiarire che la società onshore britannica non dovrà commerciare all’interno del Regno Unito con altre aziende inglesi: se così facesse, il reddito sarà interamente soggetto all’imposizione fiscale vigente in questo paese.

La UK Agency deve inoltre evitare di ricevere qualsiasi altro reddito non commerciale di fonte britannica come ad esempio interessi bancari, dividendi etc. Dovrebbe inoltre evitare di possedere beni del Regno Unito.

Il successo di tale struttura societaria è assicurato dal fatto che la UK Agency versa l’imposta sul reddito delle società nel Regno Unito sull’importo percepito per le proprie commissioni e al netto degli oneri deducibili.

L’HMRC, Agenzia delle Entrate inglese, potrà in questo caso tassare esclusivamente la Società UK non avendo alcuna giurisdizione sui redditi inviati al Principal.

La presente struttura societaria è pienamente legale, essendo ammessa dall’autorità fiscale e giuridica inglese.

Marina d’Angerio
Dottore Commercialista
ICAEW Chartered Accountant

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Protected Cell Company: Societa’ a Celle Protette

umbrella companyI fondi comuni di investimento sono strumenti finanziari la cui principale finalità è raccogliere risorse economiche dal pubblico per investirle e generare profitti per i soggetti partecipanti.

In Gran Bretagna esistono diverse tipologie di fondi di investimento come ad esempio l’authorised unit trust schemes (AUTS), l’open-ended investment company (OEICs) e le trust-based schemes (TBS). I primi due fondi di investimento citati appartengono alla categoria dei fondi aperti (open-ended), ovvero a capitale variabile. L’altra tipologia di fondi è denominata chiusa (closed-ended) in quanto composta da azioni invariabili, incluse nella lista dell’Autorità per i servizi finanziari e commercializzate in un mercato regolamentato operativo nel Regno Unito.

Esistono, poi, le Protected Cell Company (PCC) che sono un particolare tipo di open-ended investment company (OEICs) che potremmo tradurre con il termine di società a celle protette.

Questo tipo di organizzazione è stato progettato principalmente per il mercato assicurativo offshore ma molti pianificatori fiscali lo hanno adattato ad altre situazioni, come il trading o gli investimenti immobiliari.

Una PCC è una singola entità legale i cui beni possono essere separati e protetti entro una o più “celle” all’interno della società stessa.

L’obiettivo è quello di consentire a diversi gruppi di azionisti di svolgere un’attività tramite un’entità singola, ma con la possibilità di isolare i beni ed i rischi collegati all’attività stessa: i beni all’interno di ogni cella possono essere aggrediti esclusivamente dei creditori di quella unità e godono di assoluta protezione nei confronti dei creditori delle altre.

La PCC può avere anche beni generali, non specificamente collegati ad una cella particolare, ed in tal caso tali assets sono a disposizione dei creditori di ogni cella.

Ogni cella della società è un’entità indipendente in grado di operare separatamente da tutte le altre, ma in termini giuridici esiste una sola società ed una sola persona giuridica.

Possiamo, quindi, affermare che la società a celle è un soggetto giuridico unico, ma protetto a strati distinti o celle.

Le singole celle non possono effettuare transazioni a loro nome, ma solo su mandato della PCC.

Il principale vantaggio di questo tipo di società è in termini di protezione dei beni poiché’ i creditori di una cella non possono attaccare i beni di un’altra, o dell’azienda a celle protette ottenendo così una segregazione degli assets contenuti all’interno delle stesse.

Ogni cella è come un compartimento a tenuta stagna di una nave: se uno di questi compartimenti si allaga a causa di una falla, il danno rimane circoscritto a tale cella, non compromettendo l’intera struttura.

Con questo tipo di società è possibile cumulare i vantaggi della protezione patrimoniale, che si avrebbe solo se tali società fossero enti completamente distinti e separati fra loro, ed ottenere economie di scala che solo la divisione dei costi amministrativi e di gestione permettono di conseguire.

La società PCC avrà un proprio statuto ed atto costitutivo.

Una volta costituita la società a celle sarà possibile, mediante delibera straordinaria, registrare una nuova cella presso il Registrar of Companies.

Ogni cella si considera costituita alla data indicata nel certificato di riconoscimento o incorporazione (a seconda dei casi) rilasciato dal Registro delle Imprese.

Ogni cella avrà un proprio consiglio di amministrazione anche non coincidente con quello della PCC.

Ogni cella ha un proprio statuto ed un proprio atto costitutivo e gli azionisti possono investire direttamente in azioni delle singole celle, piuttosto che nella società a celle protette.

Il diritto societario chiarisce che i creditori che effettuano transazioni con una particolare cella di una PCC hanno diritto di rivalersi solo nei confronti del patrimonio di quella cella, e non hanno alcun diritto nei confronti della PCC.

A livello fiscale per le società a celle si dovranno vedere le implicazioni fiscali inerenti alla giurisdizione del paese di origine.

Visto, che una società a celle separate figura come un’unica persona giuridica si ha l’obbligo di presentare una sola dichiarazione dei redditi.

La società a celle protette deve indicare i dettagli di ogni cella nella sua dichiarazione annuale.

Ogni cellula è responsabile della preparazione del proprio bilancio interno.

Se si utilizza una società a celle si e’ in grado di compensare le perdite di una cella con i profitti di un’altra.

Gli ulteriori vantaggi che comporta tale struttura sono:

Velocità di chiusura di ciascuna cella: la chiusura di una singola cella, poiché’ non ha un’entità giuridica indipendente dalla PCC, non comporta procedure di liquidazione formali.

Di conseguenza, una volta che tutte le passività sono state eliminate, una cella può essere chiusa abbastanza rapidamente e senza particolari costi di liquidazione.

Costi di set-up moderati: poiché il processo di set-up delle celle è snello e veloce, i costi per ogni singola cella sono molto ridotti perché’ non ci sono spese di incorporazione.

Riduzione dei costi di gestione annuali: una volta che una cella è attiva e funzionante, può beneficiare della partecipazione delle spese comuni della PCC, ottenendo in questo modo risparmi significativi sulle spese di revisione, costi di regolamentazione e le spese degli amministratori non esecutivi.

Se un PCC entra in liquidazione, il liquidatore deve riconoscere i diritti di ogni singola cella e proteggere il patrimonio di ciascuna dai creditori delle altre celle.

Marina d’Angerio
Dottore Commercialista
ICAEW Chartered Accountant

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