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Archives for Giugno 2019

Regno Unito: la FCA mette in guardia dalla truffe sugli investimenti crypto e forex

Le cripto valute sono una vera e autentica rivoluzione nel mondo monetario, non sono più gli stati e le banche centrali a stampare moneta ma complessi algoritmi crittografici, che creano una moneta virtuale dalle caratteristiche decisamente uniche:
-è creata in quantità limitata: a seconda dell’algoritmo utilizzato è possibile prevedere quale sarà la quantità della cripto valuta disponibile sul mercato;

  • non esiste un’autorità centrale;
  • gli scambi sono iscritti su un enorme ladder ovvero una sorta di libro contabile accessibile a tutti;
    -sono relativamente anonime.
    La Financial Conduct Authority (FCA) ha messo in guardia il pubblico in merito a truffe sugli investimenti effettuate attraverso falsi trading, dopo che il numero di cripto valute e di truffe di investimento forex è più che triplicato lo scorso anno. Il forex è l’acronimo di Foreign Exchange market, si tratta di un mercato di cambi valutari e rappresenta il più grande mercato finanziario senza avere una sede fisica centrale. In questo luogo virtuale vengono scambiate le maggiori coppie di valute, attraverso il tasso di cambio che costituisce il valore di riferimento per la compravendita di valuta.
    Usando le cifre di Action Fraud, il servizio nazionale di segnalazione di frodi, la FCA ha annunciato che le vittime hanno perso di più di 27 milioni di sterline in totale per le truffe sugli investimenti in cripto valute e forex nel 2018-19. Tuttavia, le perdite totali sono diminuite da £ 38 milioni a £ 27 milioni e anche le perdite medie sono diminuite, passando da £ 59.600 a € £ 14.600, nell’anno finanziario 2018-19.
    Mark Steward, direttore esecutivo per l’applicazione e la supervisione del mercato, ha messo in guardia da pubblicità che offrono alti rendimenti dalle piattaforme di trading online. Suggerisce, inoltre, di fare delle ricerche preventive sull’azienda per la quale si vuole investire così da avere maggiori informazioni e evitare l’investimento in caso di dubbi.
    Pauline Smith, direttore di Action Fraud ha sottolineato quanto preoccupanti siano questi dati mettendo in guardia gli investitori da piattaforme illegittime.
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Regno Unito: un dividendo può costituire frode ai creditori, in violazione della Sezione 423?

Il 6 febbraio 2019 la Corte d’Appello ha emesso una sentenza rigettando l’appello proposto dalla Sequana contro la decisione del Tribunale del 2016, la quale aveva affermato che il pagamento di un dividendo da parte di una società è suscettibile di opposizione ai sensi della Sezione 423 dell’Insolvency Act del 1986 (IA86).
Antefatto: la disputa originaria era connessa a due pagamenti di dividendi, fatti alla Sequana da parte di una sua controllata, la AWA, negli anni 2008 e 2009, che erano stati effettuati al fine di assolvere un debito intrasocietario della AWA nei confronti della Sequana. La British American Tobacco (BAT) (attraverso la sua società veicolo, BTI) aveva intentato un’azione avverso il pagamento di tali dividendi, in quanto riteneva che AWA, di conseguenza, non sarebbe stata in grado di far fronte al notevole costo di pulizia del danno ambientale negli Stati Uniti, che la BAT e la AWA erano state condannate a pagare (e per la quale la BAT beneficiava di un’indennità da parte della AWA).
La Corte riteneva che il dividendo del 2009 equivalesse ad una transazione iscritta ad un valore di mercato inferiore (transaction at an undervalue), con l’evidente proposito di sottrarre beni al potenziale creditore della AWA, la BTA. Veniva emessa la sentenza contro la Sequana per la violazione della Sezione 423 dell’IA86 e (a seguito dell’ulteriore audizione durata due giorni del gennaio 2017) la stessa veniva obbligata al pagamento di una somma nei confronti della BTI, fino a concorrenza dell’importo del dividendo, da applicarsi nel rispetto dei costi di pulizia ambientale.
L’appello
La Sequana appellava la sentenza che aveva ritenuto che il dividendo del 2009 fosse stato pagato in violazione della Sezione 423 IA86, sostenendo come un dividendo non costituisse operazione commerciale inferiore al valore di mercato. La Corte d’Appello rigettava il gravame della Sequana motivandolo come segue:

  1. La formulazione della s423 (1) IA86 non preclude la sua applicazione ai pagamenti di dividendi. Un dividendo non è un regalo (perché è legalmente e commercialmente un utile sul capitale investito) ma è una transazione a titolo gratuito. Ciò comporta il pagamento di denaro effettivamente posseduto da una società ai suoi azionisti, per i quali la compagnia non riceve corrispettivi.
  2. Non c’era motivo per leggere la s423 in conformità alla Parte 23 del Companies Act 2006. La sezione 423 è suscettibile di applicazione ai dividendi versati altrimenti leciti conformemente alla Part 23. In ogni caso, il pagamento di un dividendo era ricompreso nell’ambito della sezione 423 (1) anche se non si può dire che costituisca un contratto od un accordo tra la società e gli azionisti.
  3. Il giudice del Tribunale ha tratto la chiara conclusione che i requisiti della s 423 (3) erano stati soddisfatti, ovvero, la transazione era stata conclusa con l’obiettivo di porre il patrimonio al di fuori della portata di potenziali creditori o comunque in pregiudizio dei loro interessi.
    Le implicazioni pratiche della sentenza
    Un dividendo che, a prima vista, non è illegale o non è pagato in violazione di un obbligo fiduciario, è suscettibile di essere impugnato quale operazione in frode ai creditori ai sensi della sezione 423 IA86. Il direttore e i suoi consulenti dovrebbero, dunque, essere prudenti nel corrispondere dividendi in circostanze nelle quali possono avere sopravvenienze passive a lungo termine, in particolare quando vengono eseguiti in contesti di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale.
    Per contro, il fatto che il pagamento di un dividendo possa essere oggetto di contestazioni in base alla Sezione 423 IA86, costituisce una potenziale arma degli avvocati. Presumibilmente, un dividendo può anche costituire una potenziale transazione al di sotto del valore di mercato per un ricorso da parte di un amministratore (o liquidatore) ai sensi della Sezione 238 IA86.
    La Sequana ha dichiarato che intende proporre appello innanzi alla Corte Suprema pertanto, questa potrebbe non essere l’ultima parola sulla controversia.
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Regno Unito: procure permanenti, proteggere i beni esteri

Con l’internazionalizzazione della società, è probabile che un numero crescente di individui possieda beni al di fuori del Regno Unito. Mentre molti sono consapevoli della necessità di prendere in considerazione i testamenti all’estero, molti altri trascurano di considerare l’istituzione di procure permanenti (lasting powers of attorneys – LPA), o di un documento equivalente, per consentire ai loro avvocati di occuparsi delle loro attività all’estero. Tali documenti forniscono l’autorità legale al procuratore prescelto per trattare gli affari di una persona, quando queste non sono in grado di gestirli, ad esempio, a causa di problemi di salute o perdita della capacità mentale o fisica.

Il fatto che una LPA sia accettata in un altro paese, dipende dal paese e dall’istituzione che riceve il documento.

Spesso, affinché sia accettata, sarà richiesto quanto segue:

  • una copia certificata della LPA, attestata da un notaio con una apostille allegata dal Foreign e Commonwealth Office;
  • una versione tradotta dell’a LPA nella lingua locale – può essere richiesto un certificato notarile, oltre a certificare la traduzione.

Il Regno Unito è un firmatario della Convenzione dell’Aia, ma questa non è stato ancora ratificata, e quindi la Convenzione non ha ancora effetti giuridici. Di conseguenza, non vi è alcun diritto stabilito dalla legge, per le persone che vogliono riferirsi ad esso, per garantire che i paesi che hanno firmato la Convenzione avranno diritto a che questa sia accettata o applicata. Quando una persona possiede attività in più di un paese, dovrebbe prendere in considerazione la possibilità di fare una procura in ogni paese al fine di ridurre al minimo i ritardi qualora l’acquisizione della procura divenga urgente in futuro. Questa dovrebbe indicare la giurisdizione in cui tale potere si applica espressamente. Se ciò non è possibile, quando si crea una LPA in Inghilterra e Galles, è necessario considerare i seguenti passaggi:

  • creare la LPA quando la persona è abitualmente residente in Inghilterra e registrare il fatto che il cedente è abitualmente residente in Inghilterra al momento in cui la LPA è stata sottoscritta. La ragione di questo è che sia La Convenzione dell’Aia, che la Convention and the Mental Capacity Act del 2005, rendono la residenza abituale un fattore chiave per determinare la validità del potere;
  • nella sezione istruzioni della LPA, dovrebbe essere espressamente indicato che dovrebbe applicarsi la legge inglese;
  • chiedere a un notaio di rilasciare il certificato e di attestare tutte le firme quando il documento è eseguito. Questo è generalmente accettato in tutto il mondo come la prova che il documento è autentico.

Occorre rilevare che la LPA in Inghilterra e Galles non specifica l’obbligatoria applicazione della legge inglese e gallese. Di conseguenza, l’Office of the Public Guardian ha approvato la seguente formulazione, che può essere inclusa nelle istruzioni del modulo: “Questo LPA è stato eseguito in conformità alle leggi dell’Inghilterra e del Galles ed è da esso regolato, e specifico che tale legge sarà applicabile alla regolamentazione, alla modifica e all’estinzione di questo potere”. È opportuno che le persone con attività all’estero considerino tali soluzioni in una fase iniziale, per evitare oneri quando in futuro sarà richiesto l’accesso a tali attività.

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