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Archives for Ottobre 2018

Grecia: approccio delle autorità greche nella determinazione di una prova di residenza fiscale estera valida

In Grecia, un soggetto che si è trasferito all’estero deve presentare richiesta alle autorità locali in modo tale da provare di avere un nuovo indirizzo e non risultare più residente fiscale all’interno del Paese. Tale domanda deve essere generalmente presentata entro il 10 marzo dello stesso anno successivo a quello in cui la persona ha cambiato residenza e deve essere accompagnata (o, successivamente, integrata) da una prova valida di residenza fiscale nel nuovo Paese.

Nel caso in cui ci si trasferisce in un Paese con il quale si è firmato un accordo valido sulla doppia imposizione fiscale, il modello per la presentazione della domanda per l’attuazione dell’ADTA può essere utilizzata come certificato di residenza separato.

Tuttavia, in assenza di un accordo valido, può essere presentata una copia della dichiarazione dei redditi annuale consolidata. In mancanza della capacità dell’altro Paese di fornire tale dichiarazione, un certificato da qualsiasi altra autorità pubblica o ufficialmente riconosciuta, è richiesto in modo tale che possa provare il trasferimento del “centro di interesse vitale” dell’individuo.

I documenti aggiuntivi richiesti sono:

  • Documenti che confermano la data di partenza e del trasferimento (prova per un soggiorno superiore a 183 giorni)
  • Documenti giustificativi complementari come i documenti relativi all’avvio di qualsiasi tipo di attività professionale, iscrizione negli elenchi municipali o iscrizione scolastica per i figli, il leasing ect.
  • Per i soggetti che si trasferiscono negli Stati Uniti, il modulo di domanda 6166 rilasciato dall’IRS è essenziale.

Vale la pena notare che se il soggetto è il socio di maggioranza in una società di proprietà individuale locale (società in nome collettivo), non può essere residente fiscale straniero. Se partecipa ad altri tipi di società (come SA o Ltd) lo status residenziale dell’individuo non sarà influenzato. A seguito della presentazione della domanda e dei documenti giustificativi, le autorità fiscali greche devono emettere una decisione sul cambiamento della residenza fiscale entro il termine di due mesi.

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Albania: cambia l’imposta sul reddito ed introduce incentivi per il settore agro-turistico

Il Consiglio dei Ministri albanese ha proposto un Disegno di Legge al Parlamento al fine di introdurre una serie di cambiamenti riguardanti l’imposta sul reddito.

Il Disegno di Legge è stato approvato dal Parlamento Albanese il 9 luglio 2018.

La Legge colpisce l’imposta sul reddito in vari frangenti dell’economia del Paese: gli agricoltori coinvolti in società di cooperazione agricola, le aziende operanti nel settore agro-turistico, le industrie edilizie, le piccole e medie imprese ma anche le società di gioco.

Al momento in Albania l’imposta sul reddito è pagata con tre aliquote fiscali differenti, basate su tre diverse fasce di reddito. Per le aziende con un giro d’affari totale compreso tra i 5 e gli 8 milioni annui, l’aliquota della tassa sul reddito è del 5%; nel caso il giro d’affari superi gli 8 milioni l’aliquota è al 15%. Le fasce di reddito sono uno degli aspetti che sono stati modificati con la nuova Legge.

Incentivi per le aziende agro-turistiche

L’economia albanese è fortemente dipendente dal settore agricolo. L’obbiettivo del Governo albanese è quello di aumentare la cooperazione tra i piccoli proprietari terrieri, creando delle cooperative agricole. A tale scopo sono richiesti incentivi stimolanti, a riguardo la nuova Legge offre un abbassamento dell’aliquota che dal 15% diminuirà al 5%. La riduzione sarà applicata alle imprese agro-turistiche. Gli obbiettivi sono la promozione, creazione e crescita di questo tipo di imprese, le quali dovrebbero fornire alloggi, cibo, intrattenimento ed altre attività collegate alle fattorie agricole. Questa è una misura provvisoria poiché sarà applicata per 10 anni.

Fascia di reddito più ampia

Da aprile 2018 è stata applicata la soglia diminuita per la registrazione dell’IVA.

Al fine di alleggerire l’impatto di questo cambiamento, il Consiglio dei Ministri ha proposto l’aumento della soglia della più alta categoria delle imposte sul reddito, (aliquota del 15%) dai precedenti 8 milioni ai 14 milioni totali (106,000 Euro). Effettivamente ciò allarga le fasce di reddito di coloro che pagano l’aliquota al 5% (tra i 5 e i 14 milioni annui).

Tassa sul reddito da gioco

La nuova Legge ha, inoltre, introdotto variazioni delle imposte sul reddito riguardanti il gioco.

L’aliquota del 15% sarà applicata a tutte le categorie di gioco, sul reddito lordo, il quale corrisponde all’avanzo dell’organizzatore sull’ importo totale pagato dai giocatori dopo la detrazione dell’importo vinto dai giocatori.

Le modifiche all’imposta sul reddito delle società saranno applicabili dal primo gennaio 2019. Si prevede che questa Legge avrà un impatto positivo sui risultati complessive dell’economia e specialmente nei settori specifici che vengono modificati da essa.

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Cina: una nota per le aziende che commerciano con banche o società cinesi

Le società che effettuano operazioni transfrontaliere che coinvolgono banche cinesi o altre entità dovrebbero prendere nota. Allo stato attuale, il sistema SWIFT è la rete di fatto utilizzata per gli accordi transnazionali ed i pagamenti collegati alla Cina. Questo potrebbe presto cambiare e a la mancata osservanza di queste modifiche può comportare problemi di latenza commerciale o violazioni degli obblighi di riservatezza dovuti ai clienti finali.

Cosa sta cambiando?

La People’s Bank of China ha emanato una circolare vincolante intitolata Tightening the Administration of Cross-border Financial Networkand Information Services’ “. La presente circolare si applica allo (i) SWIFT e ad altre istituzioni di liquidazione e compensazione (Overseas Providers) ed (ii) alle banche cinesi ed altre entità che utilizzano i servizi di liquidazione e compensazione corrispondenti. I vari obblighi di comunicazione sono indicati nella circolare e, più importante, proibiscono ai fornitori d’oltremare di creare “reti finanziarie esclusive” in Cina per i servizi di pagamento e regolamento.

Cosa significa tutto questo?

I fornitori d’oltremare dovranno unirsi con le controparti cinesi per fornire servizi di pagamento e regolamento in Cina. In pratica, è probabile che:

 

  • Questo possa incoraggiare le banche e le entità con sede in Cina ad utilizzare l’equivalente cinese di SWIFT, il China International Payments Sistem (CIPS).

 

  • Di conseguenza, è necessario che le entità non cinesi che desiderano concludere transazioni con la Cina dovranno farlo tramite l’uso di CIPS. Tutto ciò ha due impatti principali sulle entità non cinesi:

 

  • Primo, se si continua ad utilizzare il sistema SWIFT (attraverso lacune nella legislazione cinese oppure illegalmente), vi è un maggiore rischio di un inaspettato blocco su questo commercio.

 

Questo può manifestarsi attraverso problemi di latenza (ad esempio i traffici sono rallentati attraverso il Great Firewall) o tempi di inattività.

 

  • In secondo luogo, le informazioni relative alle transazioni effettuate attraverso il sistema CIPS possono essere più facilmente ottenute dal Governo cinese. Qualora tali informazioni siano riservate, ciò potrebbe violare gli obblighi di riservatezza dovuti da queste entità non basate sulla Cina ai loro clienti finali.

Al momento, CIPS funge efficacemente da intermediario tra SWIFT ed il sistema di compensazione e regolamento interbancario interno cinese (CNAPS). Facilitare un maggiore uso del CIPS è in linea con l’approccio sempre più protezionistico del governo cinese, otre ai suoi sforzi per promuovere l’uso internazionale del Renminbi e costruire l’industria locale cinese (in particolare in modo strategico nelle parti più importanti dell’economia, come la finanza).

La direzione del viaggio è chiara, quindi è importante che gli utenti del sistema SWIFT siano preparati ed inizino a valutare come possono attenuare eventuali rischi di interruzione delle normali pratiche commerciali.

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Regno Unito: senior managers e regime di certificazione

A luglio 2018, la UK Financial Authority (FCA) ha pubblicato le sue regole quasi definitive sull’estensione della normativa relativa al senior manager ed al regime di certificazione (SMCR) a tutte le imprese regolate dalla FCA. Per effetto della SMCR, sia i datori di lavoro sia i dipendenti con le imprese regolamentate dovranno capire come tale normativa verrà applicata.

Gli argomenti che saranno discussi prevedono:

  • L’indicazione di come il SMRC si applica ai diversi livelli di imprese;
  • Le nuove categorie di funzioni di senior management;
  • i nuovi requisiti relativi alla dichiarazione delle responsabilità, la responsabilità strategica, il regime di certificazione, le regole di condotta;
  • i requisiti minimi di formazione;
  • le disposizioni provvisorie.

Discuteremo le questioni relative all’occupazione nel contesto del SMCR ed allineando i processi delle risorse umane con il SMCR. Ciò include la revisione e l’aggiornamento dei contratti di lavoro e dei manuali dei dipendenti.

Una panoramica sui passaggi pratici che l’organizzazione deve intraprendere e da quando si dovrà mantenere la conformità con questi nuovi regimi.

Jonathan Chamberlain è stato consulente nei consigli di amministrazione e nei piani commerciali nella City di Londra per oltre 20 anni. Ha una vasta esperienza nel crossover delle questioni SMCR e HR, con clienti tra cui banche, brokers e case di investimento. Il suo lavoro prevede l’aiuto al fine di ottenere e mantenere la fiducia dei regolatori in relazione al senior manager, alle procedure e alle politiche. Ha aiutato a risolvere le controversie relative a riferimenti, gestione delle prestazioni, questioni disciplinari e remunerazione. Altissimo oratore e presentatore, aiuta i clienti a formare i loro dipendenti per cambiare cultura e guidare comportamenti ed approcci.

Ian Mason ha più di 20 anni di esperienza come avvocato nell’ambito della regolamentazione dei servizi finanziari e fornisce consulenza su una vasta gamma di strumenti, tra cui l’autorizzazione, la supervisione e l’applicazione dell’autorità FCA/ Prudential Regulation Authority. È ex capo dipartimento nella divisione per la tutela dei servizi finanziari, oltre ad aver lavorato in proprio come consulente aziendale e privato in studi privati. Fornisce consulenza su un’ampia gamma di questioni normative relative ai servizi finanziari, sia di tipo contenzioso che non. Ha una significativa esperienza nell’ambito delle investigazioni regolamentari, sia in ambito di applicazione che di difesa, rappresentando aziende ed individui come amministratori delegati, responsabili di conformità, segnalazione di riciclaggio di denaro e responsabili di negoziazione.

Tra i suoi clienti ci sono banche, asset manager e gestori di fondi, broker inter-dealer, società quotate, senior banker, commercianti e membri del consiglio di amministrazione.

La sua attività comprende la consulenza alle imprese e ai dirigenti in merito alla responsabilità della direzione.

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