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Archives for Giugno 2018

Regno Unito: il reclutamento dei lavoratori stranieri qualificati

L’Autorità britannica in materia di visti ed immigrazione ha annunciato questa settimana che il limite dei visti per i certificati ristretti di sponsorizzazione “RCOS” è stato nuovamente raggiunto questo mese, lasciando molti Licensed Sponsor incapaci di assumere lavoratori stranieri qualificati, nonostante sia stato identificato un candidato idoneo e che soddisfi i requisiti onerosi del Resident Labour Market Test. Questo è il quinto mese consecutivo, da dicembre 2017, in cui la domanda supera l’offerta.

Qual è il limite per i RCOS?

Il limite del Tier 2 per i certificati di sponsorizzazione è stato introdotto sei anni fa, come metodo per controllare l’immigrazione. Tutti i datori di lavoro che desiderano procedere a nuove assunzioni straniere sono tenuti a registrarsi come Licensed Sponsor e presentare domanda per il RCOS. Esiste una quota annua di 20.700 RCOS all’anno, suddivisa in dodici stanziamenti mensili. Le domande vengono valutate da una commissione e viene data priorità a ruoli di livello PHD, ai ruoli della Shortage Occupation List ed ai ruoli che soddisfano il Resident Labour Market Test e vengono pagati secondo la fascia più alta della scala. Il Resident Labor Market Test è un test di reclutamento progettato per soddisfare la UKVI, secondo la quale non ci sono lavoratori idonei all’interno del SEE che possano svolgere il loro ruolo e quindi garantire che il mercato del lavoro domestico non sia inferiore.

La UKVI prescrive anche i livelli minimi di stipendio con cui questi ruoli devono essere pagati. Normalmente, il livello minimo di stipendio richiesto per un nuovo operatore è di 20.800. Tuttavia, a causa dell’eccezionale richiesta di RCOS nell’aprile 2018, solo quei ruoli pagati a £ 60.000 hanno avuto successo. I candidati non selezionati sono in grado di presentare nuovamente la domanda per il mese successivo, ma non hanno la priorità sui nuovi candidati. Ciò ha causato notevoli problemi ai datori di lavoro in tutti i settori industriali, ma in particolare in quello tecnologico, poiché si trovano di fronte ad una carenza di competenze e quindi devono richiedono l’accesso al vasto insieme di lavoratori stranieri qualificati.

Perché è sorto questo problema?

La causa dell’aumento della domanda non è nota. Tuttavia, questo potrebbe essere un effetto a catena della chiusura della categoria di trasferimento Intra Company Tier 2 per i visti a breve termine e per il trasferimento delle competenze, avvenuta lo scorso anno. È anche probabile che questo problema sia stato aggravato dall’incertezza della Brexit, che ha visto un numero inferiore di cittadini SEE trasferirsi nel Regno Unito, influenzando inevitabilmente il numero di talenti disponibili.

Cosa possono fare i datori di lavoro?

Con questa tendenza destinata a continuare, è ragionevole gestire le aspettative. I ritardi nel reclutamento saranno inevitabili. I datori di lavoro che fanno offerte ai migranti dovrebbero assicurarsi del fatto che essi siano subordinati alla ricezione di un RCOS. I datori di lavoro che non hanno successo con la loro richiesta in questo mese, dovrebbero anche garantire la continua validità del loro test sul mercato del lavoro residente, se invece viene completato più di sei mesi prima dell’assegnazione dell’RCOS allora non sarà più valido, e i datori di lavoro dovranno ricominciare il procedimento.

E su una nota positiva …

Il Ministero degli Interni dovrebbe annunciare domani che i medici e le infermiere non appartenenti all’Unione Europea non saranno più soggetti al limite dei RCOS.

Questa sarà una buona notizia per coloro che confidano nel sistema sanitario nazionale e che si sono preoccupati del fatto che la mancanza di RCOS disponibile possa averli limitati nel riempire i posti di lavoro vacanti con medici stranieri. Dal punto di vista pratico, il piano proposto dovrebbe anche rendere disponibili migliaia di RCOS per altri settori, dal momento che i medici non dovranno più presentare domanda per il RCOS.

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Lussemburgo: riforma del diritto societario

Nel 2016, la Legge societaria del Lussemburgo del 10 agosto 1915 relativa alle imprese commerciali (The 1915 Act) è stata significativamente modificata dalla legge del 10 agosto dello stesso anno (la New Law).

In seguito all’entrata in vigore della Nuova Legge, la Legge del 1915 e’ stata sottoposta ad una revisione completa della numerazione e dell’organizzazione delle sue diverse sezioni in virtu’ del Regolamento Granducale del 5 dicembre 2017 (the Regulation), e sia la Nuova Legge che il Regolamento sono confluiti nell’attuale versione riformulata della Legge del 1915 (The Amended 1915 Act).

Si sta avvicinando la fine del periodo transitorio finalizzato ad adeguare gli statuti delle societa’ lussemburghesi alla luce delle modifiche introdotte con la Nuova Legge; ciò comporta che le disposizioni obbligatorie della Nuova Legge diventeranno direttamente applicabili, mentre il Regolamento e’ già entrato in vigore il 19 dicembre 2017.

Il periodo transitorio di 24 mesi previsto dalla nuova Legge scade il 23 agosto di quest’anno. A partire da tale data, lo statuto di tutte le societa’ lussemburghesi sarà interamente disciplinato dal Amended 1915 Act. Le modifiche riguarderanno l’intera gamma dei documenti costitutivi relativi alle societa’ lussemburghesi costituite prima dell’entrata in vigore della Nuova Legge (ovvero, prima del 23 agosto 2016), che saranno interessati nel seguente modo:

  • Nel caso in cui vi siano delle disposizioni di legge contrarie alla normativa obbligatoria contenuta nel Amended 1915 Act, quest’ultima prevarrà ipso jure;
  • se una questione non viene disciplinata espressamente nello statuto, questa sarà regolata esclusivamente dal Amended 1915 Act;
  • se lo statuto fa espresso riferimento ad un articolo specifico della Legge del 1915, il relativo articolo contenuto nel Amended 1915 Act verrà direttamente applicato;
  • se sono in vigore accordi extra-statutari, questi dovrebbero essere rivisti per valutare la sussistenza di eventuali conflitti con la Nuova Legge, in modo tale da garantirne l’applicabilità.

A titolo illustrativo, il Amended 1915 Act prevede ora una procedura completa riguardante il trasferimento delle azioni da una societa’ di capitali (ad esempio una SARL – société à responsabilité limitée) ad un soggetto terzo. La Legge in questione prevede uno specifico procedimento finalizzato a garantire che gli azionisti esistenti approvino in anticipo il trasferimento previsto, imponendo in particolare la regolare uscita dell’azionista trasferente entro un periodo massimo di 6 mesi. Nonostante qualsiasi altra disposizione contraria, l’azionista che intende trasferire le sue azioni potrà in ogni caso uscire dalla società.

Vale la pena notare che il legislatore ha consentito che qualsiasi modifica dello statuto societario resasi necessaria in vista della rinumerazione o dell’abrogazione di una disposizione legale ai sensi della Nuova Legge possa essere attuata dal consiglio di amministrazione o dagli amministratori stessi senza la necessità di indire un’assemblea generale degli azionisti. Tuttavia, il Regolamento direttamente applicabile non ha previsto alcuna facoltà di questo tipo a favore degli amministratori, il che implica che tutte le modifiche, anche quelle limitate alla numerazione degli articoli, dovrebbero ora essere effettuate con decisione degli azionisti, almeno per le società per le quali è richiesta tale procedura.

Siccome mancano ormai meno di tre mesi all’attuazione del Amended 1915 Act, è ora che le societa’ lussemburghesi esaminino e prendano in considerazione la necessita’ di modificare, se necessario, il loro statuto nonché degli altri loro accordi in vigore (ad es. patti parasociali, accordi sui diritti di voto, ecc.) al fine di adeguarsi al nuovo quadro normativo.

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Regno Unito: cambia la sua politica immobiliare

La tanto attesa restrizione sulle commissioni degli agenti immobiliari costituisce un passo avanti dopo la recente introduzione di un Disegno di Legge diretto a vietare agli inquilini il pagamento di tasse o altre commissioni oltre agli affitti e pagamenti per servizi forniti da terzi soggetti. La proposta prevede, inoltre, di ridurre i depositi di locazione detenuti dal proprietario secondo il sistema attuale.

Il livello delle tasse che gli inquilini pagano agli agenti immobiliari suscita da tempo preoccupazioni a causa della mancanza di una regolamentazione all’interno del mercato. In seguito ad un processo di consultazione, il Governo ha cercato di affrontare tali preoccupazioni introducendo il Draft Tenant Fees Bill del 2017 (TFB 2017). In aggiunta, il Governo è ora in consultazione sulla necessità di renderlo obbligatorio per gli agenti immobiliari che gestiscono i fondi dei clienti per essere membri di sistemi di protezione finanziaria per i clienti.

Il Draft Tenant Fees Bill del 2017 cerca di impedire che i proprietari ed i loro agenti (sulla concessione, l’estensione e la cessazione delle locazioni) siano assoggettati al pagamento di imposte o altre commissioni in aggiunta all’affitto, ad eccezione di un deposito cauzionale non rimborsabile (in un massimo di sei settimane di affitto). Inoltre, è richiesto che i depositi delle riserve rimborsabili siano ridotti a non più di una settimana di affitto. In aggiunta, il Governo ha proposto di estendere la Legislazione in modo che vi siano restrizioni sulle commissioni applicate dai proprietari ed eventuali pagamenti effettuati a soggetti terzi.

Tale normativa sarà applicata dalle autorità locali (Trading Standards). Un proprietario o un agente immobiliare disonesto rischia una multa di £ 5.000, con ulteriori sanzioni fino a 30.000 Sterline o vi sarà responsabilità penale in caso di ulteriori violazioni entro 5 anni. Qualsiasi pagamento vietato, più gli interessi, dovrà essere rimborsato all’inquilino laddove vi siano presunte violazioni.

La TFB 2017 mira, inoltre, a modificare il Consumer Rights Act 2015 in modo tale che gli agenti immobiliari debbano mostrare chiaramente sui portali eventuali commissioni di locazione al consumatore e identificare a quale schema di ricorso appartengono e se hanno come garanzia i fondi del cliente. Si tratta di una mossa diretta a legiferare lo spazio online, per soddisfare i requisiti dei siti Web e degli uffici degli agenti.

Un mercato migliore e più equo esisterà una volta che tutti gli agenti immobiliari saranno soggetti ad un sistema regolamentato, allineando le loro pratiche agli stessi standard di qualità di quelli di altre professioni, come i solicitors. Si tratta di un atto legislativo lungamente atteso e presto il mercato delle locazioni sarà più regolamentato.

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Irlanda: responsabilità personale per i reati societari

Quando i regolatori iniziano le indagini in ambito societario, ci si chiede spesso se gli amministratori, i dirigenti e gli altri funzionari aziendali possano essere perseguiti. La risposta potrebbe essere “si”.

Una decisione della Corte d’Appello irlandese del gennaio 2018 ha illustrato i casi in cui possono essere avviati procedimenti giudiziari contro le persone fisiche. La Corte ha evidenziato come la responsabilità individuale dipenda dalla posizione del soggetto e cioè dal fatto che questi abbia una responsabilità funzionale per una parte significativa delle attività della societa’ e una responsabilità diretta per l’oggetto della controversia.

Molte leggi irlandesi (come ad esempio le leggi delle società, gli atti concorsuali, la legislazione ambientale, la legislazione sulle telecomunicazioni e alcune leggi sulla protezione dei consumatori) prevendono espressamente ipotesi di procedimenti giudiziari contro una persona fisica laddove gli illeciti vengano commessi da una società. Tali normative affermano, ad esempio, che “un amministratore, dirigente, segretario o altro funzionario analogo di una persona giuridica o un soggetto che agisce in tale veste” può incorrere in responsabilita’ personale nel caso in cui un reato sia commesso dalla società “con il consenso, la connivenza o l’approvazione di” quel determinato individuo o laddove il perfezionamento del reato in questione sia stato facilitato dalla negligenza di quel soggetto.

I casi giudiziari meno recenti sostenevano che una responsabilità penale a carico di un amministratore o dirigente poteva ravvisarsi soltanto nel caso in cui tale soggetto avesse funzioni e poteri decisionali all’interno della società`, ovvero avesse sia il potere che la responsabilità di decidere la politica e la strategia aziendale.

La Corte d’Appello ha deciso che l’espressione “l’amministratore, dirigente, segretario o altro funzionario analogo di una persona giuridica un soggetto che agisce in tale veste” debba essere interpretata alla luce del contesto attuale.

Secondo la Corte, il termine “persona giuridica” chiarisce il fatto che il soggetto debba essere responsabile a livello aziendale. Ad esempio, il gestore di una singola filiale di una banca non deve essere equiparato a un gestore della banca (a meno che la banca non sia locale e abbia una sola filiale).

La Corte ha osservato che non e’ inusuale trovare, per esempio, direttori finanziari, direttori delle risorse umane e direttori IT nelle grandi società, mentre in altre tali soggetti possono essere indicati come responsabili delle finanze, responsabili delle risorse umane e responsabili IT. Le responsabilità di tali soggetti possono essere distribuite in un modo tale da rendere difficile sostenere che il singolo individuo sia responsabile della gestione dell’intera attività della società.

Tuttavia, sebbene ci possano essere alcuni particolari settori dell’attività aziendale con cui un individuo non ha alcun coinvolgimento diretto, esso può comunque essere considerato un dirigente dell’azienda nel caso in cui questi ricopra un ruolo significativo.

Responsabilità piuttosto significative possono essere affidate, ad esempio, al Vice Direttore Generale o a direttori regionali, ma anche a persone come i responsabili per la sicurezza a cui sono affidate importanti aree di responsabilità. Tali individui possono infatti rientrare nella definizione di “altri funzionari analoghi” ed essere pertanto soggetti ad azioni penali.

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Brexit: conseguenze per coloro che possiedono immobili in Spagna

Alla luce delle nuove decisioni sulla Brexit, Susana Lajusticia, esperta del settore immobiliare spagnolo, ha esaminato quale sarà l’impatto dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea su coloro che possiedono degli immobili in Spagna.

Una delle principali domande che un soggetto potrebbe porsi è: “Potrò ancora acquistare casa in Spagna?”. Attualmente non vi sono norme di legge che impongono che un soggetto che vuole acquistare immobili in Spagna abbia la cittadinanza di uno dei paesi dell’Unione Europea. Sulla base di ciò, gli inglesi che intendono investire nel mercato immobiliare spagnolo non dovrebbero risentire delle conseguenze della Brexit e, soprattutto al momento, sono liberi di investire in Spagna senza che siano previste particolari limitazioni o requisiti.

Secondo quanto riferito da Susana Lajusticia, numerosi sono attualmente i soggetti che decidono di acquistare in Spagna una casa per le vacanze estive o per puro investimento. La Spagna, infatti, è un paese che ha molto da offrire tra bellissime spiagge e paesaggi montagnosi.

Tuttavia, va sottolineato che il soggetto che possiede la cittadinanza di uno degli stati membri dell’Unione Europea è libero di entrare e uscire dal territorio dei vari stati membri, così come ha il diritto di fermarsi a viverci o per esigenze lavorative, senza la necessità di richiedere il rilascio di un visto o di una licenza. Lo scenario post Brexit è invece ancora abbastanza incerto per quanto riguarda la possibilità per i cittadini inglesi di entrare e stabilirsi in uno dei paesi membri dell’Unione, e viceversa il diritto che avranno i cittadini europei di entrare e stabilirsi nel Regno Unito. Sicuramente, si tratta di una questione che tutti sperano si risolva nel modo piu’ vantaggioso possibile.

Dal punto di vista dei costi, attualmente in Spagna l’imposta di trasferimento deve essere versata per l’acquisto di immobili già esistenti, mentre l’IVA spagnola e l’imposta di bollo vanno pagate sugli immobili di nuova costruzione acquistati direttamente dal costruttore.

Le tasse di cui sopra, e cioè l’imposta di trasferimento, l’IVA e l’imposta di bollo, vengono pagate dall’acquirente in tutte le transazioni e le aliquote vanno applicate indipendentemente dalla nazionalità dell’acquirente.

I costi aggiuntivi che devono essere presi in considerazione sono le spese notarili (in Spagna, infatti, il notaio deve essere coinvolto in qualità di pubblico ufficiale nelle transazioni aventi ad oggetto beni immobili) e le spese catastali. Tutte le spese sopra menzionate devono essere versate indipendentemente dalla cittadinanza del soggetto che effettua l’acquisto dell’immobile, sia questi cittadino di uno stato membro dell’Unione Europea o meno; pertanto, per tale motivo ci si aspetta che acquistare un immobile in Spagna dopo la Brexit non sarà piu’ costoso di ora.

Per quanto riguarda gli affitti, in Spagna vige la normativa prevista dalla Ley de Arrendamientos Urbanos e la legislazione regionale delle 17 Comunità autonome.

La normativa principale (Ley de Arrendamientos Urbanos) disciplina l’affitto degli immobili come residenza principale e per altri usi (come ad esempio gli affitti temporanei), mentre gli affitti turistici sono disciplinati da ogni singola regione.

Attualmente non sono previste restrizioni o requisiti particolari in capo al proprietario dell’immobile per quanto attiene alla cittadinanza di quest’ultimo (ad esempio, non è richiesto che lo stesso sia cittadino di un paese UE) e, pertanto, e’ probabile che non verranno previste restrizioni agli affitti.

Tutte le transazioni aventi ad oggetto beni immobili in Spagna si concludono mediante la firma di un accordo di vendita di fronte ad un notaio che, agendo come pubblico ufficiale, si occupa di verificare l’identità delle parti e conferisce validità al trasferimento della proprietà.

Il notaio è un pubblico ufficiale che agisce per entrambe le parti mentre, al fine di ottenere assistenza legale personalizzata, il singolo soggetto dovrebbe rivolgersi ad un avvocato specializzato in materia.

Gli acquirenti che vogliono tutelare al meglio i propri diritti e ricevere consulenza adeguata prima di effettuare un investimento di questo tipo dovrebbero idealmente rivolgersi ad un avvocato qualificato sia in Spagna che nel Regno Unito (o nel paese di origine o di residenza dell’acquirente).

Per quanto riguarda invece la posizione di coloro che già possiedono immobili in Spagna, aggiunge Susana Lajusticia, è difficile poter valutare se vi saranno degli svantaggi nel rivendere gli immobili dopo la Brexit.

Sfortunatamente infatti, continua Susana Lajusticia, non sappiamo esattamente quale sarà lo scenario post Brexit e se verranno conclusi degli accordi internazionali contro la doppia imposizione per risolvere eventuali problematiche future.

Il Regno Unito e la Spagna hanno già in vigore degli accordi contro la doppia imposizione, uno in particolare con riferimento all’imposta sui redditi, mentre non vi è ad esempio un accordo avente ad oggetto l’imposta di successione (anche se l’agenzia delle entrate inglese prende in considerazione eventuali imposte di successione già versate in Spagna).

Attualmente vi sono diverse aliquote applicabili ai cittadini europei e non europei, soprattutto per quanto attiene l’imposta sui redditi e l’imposta di successione. Tuttavia, le aliquote in questione sono in continuo cambiamento, e pertanto, è attualmente molto difficile poter prevedere future modifiche.

 

 

 

 

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Le Seychelles hanno introdotto il 1 giugno 2018 un nuovo sistema progressivo dell’imposizione sui redditi per gli individui.

Per i soli cittadini, il primo SCR8,555.50 (USD629) del reddito imponibile è esente dall’imposta sul reddito. Un’aliquota del 15% si applica sul reddito fino a 10.000 SCR, a partire dalla prima rupia guadagnata per i non cittadini. Il reddito fino a SCR83.333 è soggetto ad un’aliquota del 20% ed il 30% si applica ai redditi superiori a tale soglia.

Al fine di supportare i contribuenti e i datori di lavoro nel calcolare l’imposta sul reddito, l’Agenzia delle Entrate delle Seychelles ha pubblicato un calcolatore.

Fatte salve le condizioni stabilite nel secondo prospetto della Legge sul reddito e la tassa sui benefici non monetari, i seguenti pagamenti non sono imponibili secondo il nuovo regime:

  • un emolumento derivato da una persona avente diritto ai privilegi ai sensi della Legge sui privilegi e sulle immunità;
  • un emolumento è un rimborso effettuato da parte di un datore di lavoro verso un lavoratore dipendente per l’utilizzo del veicolo a motore del dipendente a beneficio del datore di lavoro
  • pensione di anzianità;
  • pagamenti per lavoro straordinario;
  • compensazione;
  • costo di servizio;
  • un pagamento gratuito;

Gli obblighi di conformità hanno subito cambiamenti a partire dall’introduzione del regime. È stato previsto un nuovo modulo per gli stipendi ed è stato aggiornato il Business Activity Statement (BAS) mensile.

L’Agenzia delle Entrate ha dichiarato che i due moduli devono essere presentati entro 21 giorni dalla fine del mese applicabile. Il modulo per le buste paga è stato sviluppato per aiutare i datori di lavoro a calcolare le loro obbligazioni di ritenuta d’imposta mensile sul reddito.

Per i datori di lavoro con meno di 10 dipendenti, la dichiarazione dei salari può essere presentata manualmente o elettronicamente utilizzando la funzione E-Service dell’Agenzia delle Entrate.

Le aziende, inoltre, devono presentare una relazione sullo status dei dipendenti. La prima scadenza è il 21 luglio, insieme alla dichiarazione sui salari. Dopo questa prima scadenza, il rapporto sullo status dei dipendenti deve essere aggiornato ed inviato ogni anno il 21 gennaio.

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Svizzera: scambio di informazioni fiscali con 35 paesi

La Svizzera si sta preparando a scambiare informazioni paese per paese con 35 stati partner entro la fine di giugno.

L’Amministrazione Federale delle Contribuzioni invierà un totale di 109 segnalazioni a 35 stati partner.

Le relazioni si riferiscono al periodo d’imposta 2016 e contengono informazioni sulla distribuzione globale delle entrate delle società, sulle imposte pagate e sulle principali attività commerciali svolte nei vari Paesi. Il contenuto di ogni relazione è riservata ed è soggetto al principio di specialità.

Per il periodo d’imposta 2016, le relazioni sono state presentate in Svizzera su base volontaria. La presentazione delle relazioni sarà obbligatoria a partire dal periodo d’imposta 2018.

Lo scambio di relazioni sarà basato sul Multilateral Competent Authority Agreement relativo allo scambio di rinformazioni paese per paese, accordo che 69 paesi e giurisdizioni hanno firmato finora.

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Irlanda: disegno di legge per il recepimento della MLD4

Il Ministro della giustizia Irlandese ha pubblicato un disegno di legge finalizzato al recepimento della quarta direttiva antiriciclaggio nel diritto irlandese.

Il termine per il recepimento della Direttiva nella legge irlandese sarebbe dovuto essere il 26 giugno 2017. Buona parte dell’articolo 30 (che si occupa della disciplina relativa alla titolarità effettiva delle società) era già stata recepita a novembre del 2016, mentre le rimanenti parti della quarta direttiva, che si occupa dei titolari effettivi delle società e dei trusts, sono gestite separatamente dal Dipartimento delle Finanze.

Il disegno di legge (Criminal Justice (Money Laundering and Terrorist Financing) (Amendment) Bill 2018), una volta in vigore, andrà a modificare le leggi in materia di antiriciclaggio e finanziamento del terrorismo del 2010 e 2013 (Criminal Justice (Money Laundering and Terrorist Financing) Act 2010 e Criminal Justice Act 2013) che avevano recepito nel diritto irlandese I contenuti della terza direttiva sull’antiriciclaggio.

Tale normativa, assieme alla normativa anti corruzione prevista dal Criminal Justice (Corruption Offences) Bill entra a far parte del pacchetto di misure del governo contro la criminalità dei cosiddetti “colletti bianchi”.

Di seguito vengono esaminate le previsioni normative principali contenute nel disegno di legge per il recepimento della quarta direttiva antiriciclaggio; misure che evidenziano un approccio mirato basato sui rischi per combattere azioni finalizzate al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo (ML/FL) e che costituiscono il fulcro principale della quarta direttiva.

Per quanto riguarda la valutazione dei rischi, soggetti designati avranno il compito di valutare i rischi di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo di una determinata attività economica di un soggetto. Numerosi sono i fattori che dovranno essere presi in considerazione nella fase di valutazione, e combinati con altri fattori di rischio addizionali previsti dal Ministro di volta in volta, dalle linee guida in materia previste dalle competenti Autorità e dalle linee guida delle Autorità di vigilanza europee.

Il soggetto designato alla valutazione dei rischi dovrà esaminare i rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo presentati dalla transazione o dal soggetto stesso facendo riferimento a tutta una serie di fattori, compresi quei fattori che possono indicare i rischi potenzialmente piu’ bassi o quelli potenzialmente piu’ elevati.

Il disegno di legge prevede un elenco non esaustivo di tali fattori, tra cui:

  • Fattori che suggeriscono la presenza di un basso rischio includono i casi in cui si tratta di una entità quotata in borsa e soggetta ad obblighi di comunicazione;
  • Fattori che suggeriscono un piu’ alto rischio includono i casi di entità non residenti, l’utilizzo di azionisti nominee, l’utilizzo delle azioni al portatore, le operazioni a distanza, ecc.

Per quanto riguarda le attività di due diligence, in aggiunta all’obbligo di svolgere attività di verifica della clientela (Customer Due Diligence – CDD) in determinati momenti come previsto dalla legge del 2010, il disegno di legge propone l’introduzione dell’obbligo di svolgere attività di due diligence ogni qualvolta la presenza di un rischio di antiriciclaggio o finanziamento del terrorismo lo richieda.

Nel caso in cui un soggetto decida di agire per conto di un cliente, una persona designata sarà obbligata a verificare sia l’identità del soggetto, sia se lo stesso è stato autorizzato ad agire.

In base all’approccio basato sul rischio adottato dalla quarta direttiva contro il riciclaggio, persone appositamente designate avranno il compito di eseguire attività di due diligence semplificate nel caso in cui un cliente o un settore di attività sia considerato a basso rischio.

Quando la persona designata decide di eseguire attività di due diligence semplificate, deve inserire in un apposito registro le motivazioni in base alle quali ha preso la decisione di condurre tali attività.

In caso di transazioni complesse o di dimensioni insolitamente grandi, o in caso di una serie di transazioni insolite, una persona designata avrà il compito di monitorare la transazione piu’ nel dettaglio, e aumentare i controlli se la transazione appare sospetta.

Verranno inoltre imposti requisiti ulteriori per quanto riguarda il procedimento di identificazione dei soggetti beneficiari di polizze assicurative sulla vita e altre polizze assicurative di investimento.

Ai sensi di quanto previsto dalla legge del 2010, le banche possono aprire conti correnti per i clienti prima di avere verificato la loro identità a condizione che non vengano effettuate operazioni finche’ le verifiche non sono state effettuate. In base al disegno di legge, tale facoltà verrà estesa alle istituzioni finanziarie e ai conti correnti che consentono di effettuare operazioni su valori mobiliari.

Per quanto riguarda i PEPs (Politically Exposed Persons), le misure che precedentemente si applicavano solo ai soggetti esposti politicamente e residenti fuori dal territorio irlandese si applicheranno ora anche ai PEPs residenti in Irlanda. Inoltre, vanno presi specifici accorgimenti anche in caso di Politically Exposed Persons che sono beneficiarie di una polizza assicurativa sulla vita.

Sempre per quanto riguarda gli adempimenti relativi alla due diligence, soggetti appositamente designati dovranno occuparsi di effettuare controlli piu’ approfonditi quando hanno a che fare con clienti che risiedono o sono stabiliti in un paese terzo considerato ad alto rischio oppure quando una relazione o una transazione specifica presenta un elevato livello di rischio.

Sempre per quanto concerne tale tipologia di controlli, sarà aumentato il numero di situazioni in cui il soggetto designato ad effettuare tali controlli potrà affidare il proprio compito a un soggetto terzo: in presenza di determinate condizioni, infatti, anche soggetti terzi (branch o un’affiliata con partecipazione maggioritaria di un’entità designata stabilita nell’UE) stabiliti in un paese terzo potranno occuparsi della due diligence.

Il disegno di legge espande la lista di questioni che devono essere incuse nelle procedure dell’entità designata ai controlli antiriciclaggio, incluse le misure che vanno intraprese per prevenire i rischi che possono sorgere dalle nuove tecnologie.

I gruppi di società dovranno adottare delle procedure a livello del gruppo per prevenire ed individuare le situazioni a rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo che dovranno essere adottate dalle entità designate all’interno del gruppo.

Se una società irlandese che è soggetto designato gestisce una succursale o una un’affiliata con partecipazione maggioritaria dovrà adottare e applicare all’interno del gruppo determinate regole e procedure. Se questa ha una sussidiaria in altro paese dell’Unione Europea, dovrà rispettare la normativa locale che recepisce la quarta direttiva antiriciclaggio. Se un paese terzo non consente l’applicazione delle procedure del gruppo, l’entità designata dovrà occuparsi di porre in essere misure addizionali e notificare la questione all’Autorità competente. All’interno del gruppo dovranno poi essere condivisi dei report in cui andranno registrate le transazioni sospette.

Il disegno di legge, inoltre, modifica la definizione di “financial institution” tenendo conto degli aggiornamenti rispetto alla precedente direttiva, e definisce il concetto di “collective investment undertaking“.

Determinate istituzioni finanziarie che non sono già state autorizzate da o registrate con la Banca Centrale dovranno registrare determinati dettagli con la Banca Centrale al fine di consentire alla stessa di identificare i soggetti che sono responsabili della generale supervisione della normativa antiriciclaggio.

Per quanto riguarda i servizi legali, il disegno di legge prevede un’eccezione alla restrizione prevista per le professioni legali di fornire un servizio a qualcuno che non ha fornito le necessarie informazioni e documenti richiesti dalla normativa antiriciclaggio. Sarà possibile continuare a fornire il servizio quando si tratta di rappresentare tali soggetti in un procedimento legale.

Il disegno di legge in questione estende anche alle istituzioni finanziarie il divieto previsto per le banche di instaurare una relazione bancaria con banche al di fuori dell’Unione Europea.

Il disegno di legge ha inserito un nuovo capitolo (3 A) nella legge del 2010 in cui viene preso in considerazione il ruolo delle Financial Intelligence Units irlandesi. In particolare, vengono disciplinati i poteri delle FIU di ricevere e analizzare le informazioni, di accedere ai registri centrali dei beneficiari effettivi delle società e dei trusts, di richiedere informazioni alle autorità competenti e di condividere informazioni con altre FIUs nell’Unione Europea.

Per quanto riguarda i doveri di rendiconto, determinati soggetti designati avranno il compito di riferire quelle transazioni connesse con paesi terzi ad alto rischio direttamente alla Financial Intelligence Unit e ai Revenue Commissioners.

Attualmente, le banche e le istituzioni finanziarie devono avere un sistema che consenta loro di rispondere velocemente alle richieste del Garda Sochna irlandese riguardanti le relazioni commerciali relative ai sei anni precedenti. Il disegno di legge estende questo requisito a tutti i soggetti designati, ma riduce il periodo di tempo da sei a cinque anni.

Di seguito vengono elencate le sanzioni che possono essere imposte dalla Banca Centrale per le violazioni in materia di antiriciclaggio da parte dei fornitori di servizi finanziari che sono state inserite nel disegno di legge:

  • Nel caso di soggetto designato persona fisica: l’importo maggiore tra 1 milione e due volte l’ammontare dei benefici derivanti dalla violazione;
  • Nel caso di soggetto designato persona giuridica e enti di fatto: l’importo più alto tra 10 milioni e due volte l’ammontare dei benefici derivanti dalla violazione e il 10% del turnover dell’esercizio finanziario precedente.

Se la violazione viene commessa da un soggetto coinvolto nella gestione di un fornitore di servizi finanziari, le sanzioni sono le seguenti:

  • Il soggetto designato è una banca o istituzione finanziaria: l’importo maggiore tra 5 milioni e due volte l’ammontare dei benefici derivanti dalla violazione;
  • Il soggetto designato non è una banca o istituzione finanziaria: l’importo maggiore tra 1 milione e due volte l’ammontare dei benefici derivanti dalla violazione.

Come già menzionato, la rimanente parte della quarta direttiva antiriciclaggio (quella che si riferisce alla disciplina della titolarità effettiva delle società e dei trusts) rientra tra i compiti del Dipartimento delle Finanze, e verrà trattata dal Dipartimento stesso in separata sede.

Tali previsioni, inoltre, potrebbero essere influenzate dall’accordo che è stato appena concluso a livello europeo sulla quinta direttiva antiriciclaggio.

 

 

 

 

 

 

 

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Serbia: la nuova Legge sul “Central Register” dei titolari effettivi

La Legge introduce l’obbligo di registrare i dati dei titolari effettivi (“Beneficial Owners”) per la maggioranza delle entità giuridiche serbe presso il Central Register recentemente creato. I tipi di entità giuridiche che devono rispettare questo requisito includono, inter alia, filiali ed uffici di rappresentanza di aziende straniere e le associazioni di imprese operanti in Serbia (“Registered Subject“).

La Legge definisce il beneficiario effettivo come, inter alia, una persona fisica che partecipa al capitale della persona giuridica con una quota pari o superiore al 25%, ha una posizione rilevante nella conduzione delle attività imprenditoriali, fornisce fondi ad una società che gli dà il diritto di influenzare le decisioni degli organismi di gestione, è fondatore, costituente, trustee o beneficiario di un trust o di altre entità di diritto estero. Nel caso in cui nessuno dei criteri richiesti di cui sopra venga soddisfatto, il beneficiario effettivo deve essere considerato come la persona fisica che rappresenta l’ente registrato.

Il registro centrale è gestito dall’Agenzia Serba del Registro delle Imprese (“SBRA”). Esso è costituito da una serie di dati importanti: dati aziendali generali sui soggetti registrati ex officio dal cancelliere competente; e dati dei Beneficial Owners, i quali devono essere segnalati al registro centrale da parte del rappresentante legale dell’ente registrato.

Tutti i dati dei titolari effettivi sono costuditi permanentemente nel registro centrale, considerando il fatto che i soggetti registrati sono obbligati a mantenere tali documenti per un periodo di dieci anni.

L’inosservanza delle disposizioni della Legge può essere considerata come:

  • un reato penale in caso di mancata registrazione dei dati, o nel caso di registrazione di dati non veritieri o ancora modifiche o cancellazioni di dati veritieri su un beneficiario effettivo del Registro effettuata con l’intenzione di nascondere il beneficial owner. Il colpevole è punito con la reclusione da tre mesi a cinque anni;
  • un illecito, se il Registered Subject non registra i dati del Beneficial Owner entro il periodo di quindici giorni dal completamento dei requisiti di registrazione oppure se non conserva i documenti e i dati sui titolari effettivi per un periodo di dieci anni. Tali illeciti vengono puniti con una multa compresa tra i 500.000 e i 2 milioni di Dinari serbi per il soggetto giuridico, e tra i 50.000 e i 150.000 Dinari serbi per il soggetto responsabile dell’entità giuridica.

Il Registro Centrale dovrebbe essere istituito dalla SBRA entro il 31 dicembre 2018, mentre i rappresentanti legali dei soggetti registrati dovrebbero iniziare a registrare i dati sui titolari effettivi entro il 31 gennaio 2019.

Tuttavia, tutte le persone giuridiche in questione devono determinare i loro Beneficial Owners e fornire i documenti e le informazioni su di essi entro il termine di trenta giorni dal giorno in cui la Legge entra in vigore, vale a dire fino all’ 8 luglio 2018.

Il Registered Subject è obbligato a rendere disponibili e a fornire tali documenti ed informazioni su richiesta della Banca Nazionale della Serbia.

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Bahrain: una nuova era per le transazioni sulle proprietà residenziali

Un’importante nuova piattaforma blockchain per l’acquisto e la vendita di immobili residenziali sarà lanciata nel Regno del Bahrain nel prossimo futuro. L’obiettivo dell’innovativa piattaforma è quello di creare un processo transazionale trasparente che consenta di ridurre i costi complessivi sia per l’acquirente che per il venditore. Il Bahrain ha compiuto grandi passi avanti per migliorare il settore immobiliare negli anni passati, più recentemente con l’introduzione del Decreto Legislativo n. 27 del 2017 che ha istituito RERA, ossia l’Autorità di regolamentazione immobiliare. L’introduzione della piattaforma è considerata una fantastica aggiunta al già prospero settore immobiliare del Bahrein.

Bahrain FinTech Bay, il Consorzio Fintech ed OffrBox hanno firmato un accordo per il lancio della piattaforma online. OffrBox è una startup Fintech con sede negli Stati Uniti ed è inclusa tra le prime 50 start-up di New York City da tenere d’occhio nel 2017. La missione di OffrBox è quella di semplificare gli investimenti immobiliari per tutti i soggetti interessati. Offrbox è guidato da Eric Andrew, un investitore immobiliare con oltre 15 anni di esperienza.

La piattaforma creerà un sistema di blockchain per i venditori per caricare tutti i dettagli relativi alle loro proprietà (compresa la due diligence) su un unico sistema online. Gli acquirenti saranno quindi in grado di cercare e visualizzare tali proprietà online. La piattaforma consentirà quindi alle parti interessate di negoziare e ricorrere ad un processo più semplificato per perfezionare la transazione. In definitiva, la piattaforma consentirà l’esecuzione dell’intero processo attraverso un unico portale. Si propone che la piattaforma possa essere ampliata in futuro per facilitare il finanziamento delle proprietà e consentire la registrazione dei titoli di proprietà.

Tutte le informazioni relative alla piattaforma non sono ancora state rese pubbliche, ma sarà interessante vedere se questa piattaforma sosterrà gli sviluppatori che desiderano vendere unità multiple dagli sviluppi del Master-plan o se è puramente una risorsa solo per i privati.

Anche se l’implementazione della piattaforma sarà un’aggiunta al settore immobiliare e potenzialmente creerà un strumento più semplice per la gestione degli immobili, potrebbe non rappresentare la risposta per le transazioni più complesse in cui, ad esempio, la revisione della documentazione sulla due diligence è obbligatoria.

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