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Archives for Settembre 2017

Raggiunto un accordo provvisorio dai negoziatori dei Paesi NAFTA

Dopo un terzo ciclo di colloqui è stato raggiunto un accordo provvisorio sul nuovo capitolo delle Piccole e Medie Imprese dai Paesi aderenti all’accordo di libero scambio per il Nord America (NAFTA).

Secondo Bardish Chagger, il Ministro canadese delle piccole imprese, l’accordo provvisorio “riconosce il ruolo decisivo che le piccole e medie imprese, comprese le microimprese, svolgono nella crescita e nella creazione di posti di lavoro in tutti e tre i paesi “.

Il terzo ciclo di negoziati è stato tenuto in Canada dal 23 al 27 settembre. Secondo una dichiarazione trilaterale, i negoziatori hanno fatto progressi significativi e ora stanno lavorando da testi consolidati nella maggior parte dei settori.

La dichiarazione ha affermato che “sono stati fatti significativi progressi nei settori delle telecomunicazioni, della politica della concorrenza, del commercio digitale, delle buone pratiche di regolamentazione e delle agevolazioni doganali e commerciali”.

Inoltre, i negoziatori stanno lavorando per “modernizzare” altri aspetti dell’accordo di cui beneficerebbero le Piccole e Medie Imprese, incluse le agevolazioni doganali e commerciali, il commercio digitale e le buone pratiche di regolamentazione”.

Un quarto ciclo di colloqui si terrà dall’11 al 15 ottobre.

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Brexit: periodo di transizione ma sotto le regole UE

Il capo-negoziatore dell’Unione Europea, Michel Barnier ha aperto la porta alla richiesta di Theresa May di un periodo di transizione di due anni dopo la Brexit, ma ha avvertito che il Regno Unito dovrà rispettare il quadro di regolamentazione dell’Unione Europea.

La scorsa settimana a Firenze, il Primo Ministro inglese, Theresa May, ha proposto di continuare a beneficiare dell’accesso al Mercato Unico sulla base degli attuali termini e di continuare a beneficiare della cooperazione esistente sulla sicurezza”.

Nel corso di una riunione del Consiglio Affari generali dell’UE il 25 settembre, Barnier ha spiegato che “Questa nuova richiesta potrebbe essere presa in considerazione dall’Ue”. Tuttavia sarà “esaminata alla luce” di quanto già affermato dai leader dei 27 il 29 aprile 2017: “qualora si prendesse in considerazione un prolungamento a tempo determinato dell’acquis dell’Unione, ciò richiederebbe l’applicazione degli esistenti strumenti e strutture di regolamentazione, bilancio, vigilanza, attività giudiziaria ed esecuzione dell’Ue”. In altre parole, dopo l’uscita, il Regno Unito deve rispettare il quadro giuridico e finanziario del Mercato Unico dell’Unione Europea.

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L’Accordo Economico e commerciale UE-Canada entra in vigore

Il Ministro del Commercio del Canada ha accolto con favore l’entrata in vigore dell’Accordo Economico e commerciale globale (CETA) con l’Unione Europea.

L’Accordo è entrato in vigore, a titolo provvisorio, il 21 settembre.

Nel suo intervento, Francois-Philippe Champagne, ha dichiarato: “l’accordo offrirà alle imprese dell’Unione Europea di tutte le dimensioni nuove opportunità di esportazione in Canada. Consentirà alle imprese dell’Unione Europea di risparmiare 590 milioni di euro l’anno, attualmente pagati per dazi doganali su merci esportate in Canada. A partire dal 21 settembre il CETA eliminerà i dazi sul 98% dei prodotti (linee tariffarie) commercializzati dall’UE con il Canada. L’accordo fornisce inoltre alle imprese europee l’opportunità alle società non canadesi di partecipare alle gare d’appalto pubbliche del paese, non solo a livello federale ma anche a livello provinciale e municipale.

Il CETA entrerà definitivamente in vigore una volta che sarà ratificato da tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea.

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Accordo commerciale tra Australia e Indonesia

I Ministri del commercio dell’Australia e dell’Indonesia hanno espresso la speranza che un nuovo accordo di partenariato economico globale possa essere firmato entro la fine di quest’anno tra i due Paesi.

Il Ministro Australiano del commercio, Steven Ciobo, ha incontrato questa settimana la sua omologa indonesiana, Enggartiasto Lukita, per discutere sullo stato dei negoziati.

Nell’ambito di una conferenza stampa, sia Ciobo che Lukita hanno sottolineato la necessità di un accordo “win-win”.

Un nono ciclo di negoziati si svolgerà in Indonesia dal 2 al 6 ottobre e un decimo a metà novembre.

Durante un’intervista, Ciobo ha dichiarato ai giornalisti : ” la mia aspirazione è quella di fare in modo che l’Australia e l’Indonesia possano concludere un accordo di alta qualità, un accordo che rifletta le opportunità tra le nostre due nazioni al fine di ricostruire il rapporto in materia di commercio e di investimenti”.

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I Paesi Bassi incrementano i finanziamenti dell’autorità fiscale del Paese

Il Ministro delle Finanze olandese ha confermato che il bilancio 2018 del Governo Olandese prevede un finanziamento aggiuntivo dell’autorità fiscale del Paese.

Secondo la relazione di bilancio del 2018, presentata dal Ministro delle Finanze, Jeroem Dijsselbloem, alla Camera dei Rappresentanti il 19 settembre, nel 2018 saranno stanziati ulteriori fondi all’autorità fiscale pari a 75 milioni di Euro destinati a coprire gli aggiornamenti del sistema fino al 2024.

La relazione di bilancio mostra anche che il Governo prevede un aumento delle finanze pubbliche l’anno prossimo, con un avanzo di bilancio destinato ad aumentare fino a 7,8 miliardi di Euro nel 2018.

Le principali fonti di reddito sono previste per l’imposta sul reddito delle persone fisiche (55,4 miliardi di euro), l’imposta sul valore aggiunto (52,8 miliardi di euro), l’imposta sulle società (21,8 miliardi di euro) e le imposte sui redditi (11,9 miliardi di euro).

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Le nuove norme sulla responsabilità civile e penale in ambito medico-sanitario

Con la recente Legge n. 24 dell’08/03/2017, il legislatore ha introdotto nuovi principi e nuove procedure in materia di risarcimento del danno da responsabilità medico-sanitaria.

L’intento del legislatore è stato quello di far maggiore chiarezza in un ambito estremamente delicato per l’importanza degli interessi coinvolti e le ripercussioni economiche e sociali del contenzioso sanitario, da tempo in costante crescita, contemperando il diritto al risarcimento del paziente leso nel fondamentale diritto alla salute con la tutela dell’operatore sanitario.

Esaminiamo quindi le principali novità introdotte dalla legge sulla responsabilità dell’operatore sanitario.

Innanzitutto, nella giusta ottica di prevenzione del danno, la normativa impone alle strutture sanitarie, pubbliche e private, e a tutti gli operatori sanitari, l’obbligo di contribuire ad assicurare, adottando opportuni modelli organizzativi, la prevenzione e la gestione del rischio sanitario.

Tale attività di gestione e prevenzione del rischio è, secondo il legislatore, un modo per assicurare il fondamentale diritto alla sicurezza delle cure, sancito dall’articolo 1 della Legge 24/2017 e inteso quale naturale corollario del diritto alla salute affermato dall’art 32 della Costituzione.

Quindi la prevenzione del rischio sanitario è concepita, non solo una necessaria misura deflattiva del danno e del conseguente obbligo risarcitorio, con tutti i drammatici risvolti anche sul piano della finanza pubblica, ma anche uno strumento per tutelare maggiormente la salute del paziente.

In secondo luogo il legislatore ha inteso alleggerire la responsabilità personale del singolo operatore sanitario, cogliendo un’istanza da tempo sentita come urgente.

Sono noti gli effetti della cosiddetta “medicina difensiva”, termine con il quale si indica un approccio diagnostico e terapeutico volto, non tanto al bene del malato, quanto a garantire al medico l’esenzione da possibili responsabilità risarcitorie. Tale approccio, con il quale si è cercato sino ad ora di arginare un esponenziale aumento del contenzioso sanitario e delle moltiplicate pretese risarcitorie confronti dei sanitari, si è rivelato, non solo inutile per il malato, ma gravemente deleterio per le sempre più esangui casse statali.

La legge 24/2017 tenta di dare una svolta decisiva novellando le norme sulla responsabilità sia civile che penale in ambito medico sanitario.

Il nuovo regime di responsabilità civile dell’operatore sanitario

Dal punto di vista della responsabilità civile il legislatore ha inteso garantire, da un lato, il diritto al risarcimento del danno derivante da prestazione sanitaria e, dall’altro, un’adeguata tutela dell’operatore sanitario, sancendo la primaria responsabilità della struttura sanitaria.

L’art 7 della nuova legge, mediante la previsione di norme espressamente qualificate come imperative, prevede infatti che sia la struttura sanitaria, pubblica o privata, presso la quale la prestazione sanitaria è erogata, a dover rispondere a titolo di responsabilità contrattuale delle condotte colpose e dolose dell’operatore sanitario, anche qualora quest’ultimo operi in regime di libera professione e sia stato scelto dal paziente.

Tale regime di responsabilità si applica anche ai sanitari che operano in convenzione con Servizio Sanitario Nazionale e nell’ambito della sperimentazione o ricerca clinica e della telemedicina.

Parallelamente, la normativa ha previsto per il singolo operatore sanitario una generale responsabilità ai sensi dell’art 2043 del codice civile, cioè di tipo extracontrattuale, nei confronti del paziente, a meno che egli abbia stipulato con il paziente stesso uno specifico contratto per la sua prestazione sanitaria, nel qual caso risponderà a titolo di responsabilità contrattuale.

La differenza tra responsabilità contrattuale ed aquiliana comporta un diverso regime dell’onere della prova per il paziente danneggiato ed un diverso regime di prescrizione.

Per la valutazione del danno da prestazione sanitaria, l’art 7 impone al giudice di verificare se l’operatore si sia o meno attenuto alle buone pratiche clinico-assistenziali ed alle raccomandazioni previste dalle linee guida, essendo queste ultime assunte ex lege a parametro di correttezza della condotta tenuta dal sanitario.

Inoltre, il giudice dovrà quantificare il danno secondo i criteri dalle tabelle del codice delle assicurazioni private.

La nuova responsabilità penale dell’operatore sanitario

Importanti novità sono state previste anche sotto il profilo della responsabilità penale dell’esercente la professione sanitaria, conformemente alla nuova impostazione seguita dal legislatore.

L’art 6 della legge 24/2017 introduce il nuovo art 590 sexies del codice penale prevedente la nuova fattispecie della “Responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario

La nuova norma prevede l’applicazione delle pene previste dal vigente codice penale nel caso in cui l’operatore sanitario provochi la morte o lesioni colpose al paziente; tuttavia, se il fatto è dovuto a imperizia, il sanitario non è punibile se ha agito seguendo i criteri e le raccomandazioni previsti dalle buone pratiche clinico-assistenziali e dalle linee guida previste dalla legge, sempreché essi risultino adeguati al caso concreto.

Quindi il legislatore ha previsto una nuova causa di non punibilità per il sanitario che abbia provocato colposamente l’evento lesivo o mortale seguendo la buona prassi e le linee guida adeguate al caso concreto.

Lara Garlassi
Avvocato in Reggio Emilia

lgarlassi@sabrinamalaguti.com

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Il Giappone ed il Brasile firmano il patto di cooperazione doganale

I Governi del Giappone e del Brasile hanno firmato un accordo di cooperazione in materia doganale che prevede una valutazione accurata dei dazi doganali e l’applicazione delle misure di controllo.

L’accordo è stato firmato il 15 settembre e prevede le modalità per garantire una corretta applicazione della normativa doganale e la semplificazione e l’armonizzazione delle procedure doganali tra i due Paesi. Non prevede, invece, l’assistenza reciproca in materia di recupero dei dazi doganali, delle tasse o delle ammende.

L’obiettivo principale dell’accordo è garantire “la corretta valutazione dei dazi doganali e delle altre imposte, compresi il valore in dogana delle merci, la loro origine e la classificazione tariffaria”. Esso offre, inoltre, assistenza in materia di applicazione delle leggi e delle procedure doganali, la regolamentazione e le misure di divieto, nonché la cooperazione per contrastare il contrabbando.

L’accordo entrerà in vigore 90 giorni dopo la sua firma.

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Accordo di libero scambio tra Hong Kong e ASEAN

Hong Kong ha annunciato la conclusione dei negoziati diretti al raggiungimento di un accordo di libero scambio con l’Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico.

I negoziati sono iniziati nel luglio 2014 e si sono conclusi il 9 settembre in seguito alle consultazioni dei Ministri dell’Economia dell’ASEAN ed Hong Kong.

Il blocco ASEAN è un’organizzazione intergovernativa regionale che comprende Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Filippine, Singapore, Tailandia e Vietnam.

“L’ASEAN rappresenta uno dei più importanti partner commerciali di Hong Kong. È stato il nostro secondo più grande partner commerciale nel 2016 ed è al quarto posto nell’ambito del commercio dei servizi “, ha dichiarato Yau. La nostra economia trarrà beneficio da tale accordo e ci consentirà di migliorare l’accesso ai mercati ASEAN, creare nuove opportunità per le imprese e migliorare ulteriormente i flussi commerciali e gli investimenti.

Il nuovo accordo verrà firmato a novembre.

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Perché la Germania?

Compiere un percorso di internazionalizzazione della propria impresa verso il principale Paese dell’Unione Europea presenta sicuri vantaggi in termini di immagine commerciale, solidità del sistema Paese e fiscali.

Nello specifico

– la Germania è un partner privilegiato per l’intera economia italiana

– in Germania sono presenti centinaia di aziende italiane, specialmente nei settori del tessile, dei trasporti, dell’agroalimentare, delle costruzioni, delle nuove tecnologie

– le importazioni dalla Germania sono in aumento nonostante la crisi economica che, oltralpe, si fa sentire in modo assai più labile che in Italia, fino a scomparire in alcune zone particolarmente floride della Germania

– l’Italia esporta moda, meccanica di precisione, prodotti della siderurgia, tessili ed alimentari

– l’investimento estero è liberamente recuperabile, non essendovi norme che ne possano ostacolare la restituzione

– i costi delle utenze e dell’energia sono ridotti rispetto a quelli italiani

– l’efficienza della manodopera, i tempi certi di risposta da parte degli enti pubblici, i tempi di costituzione delle società e del rilascio delle autorizzazioni e l´atteggiamento business friendly della pubblica amministrazione sono decisamente agli antipodi rispetto a quelli italiani

– l’atteggiamento delle autorità fiscali è collaborativo e non improntato al sospetto, né alla vessazione del contribuente;

– profilo economico-amministrativo tedesco all´avanguardia senza ostacoli burocratici e con tempistiche rapide e soprattutto certe

– oltre la vicinanza geografica, le società residenti o localizzate in Germania non si applica la disciplina CFC

– una società tedesca costituisce un ottimo biglietto da visita sui mercati internazionali

– in Germania non ci sono limiti alle operazioni in contanti

La Germania offre eccezionali occasioni ed opportunità da non perdere, a due passi da casa nostra.

La Germania, pur offrendo reali e concrete opportunità alle aziende italiane, presenta problematiche che non si pos­sono affrontare senza riferimenti e senza il supporto di chi conosce bene il mercato ed il Paese verso il quale ci si vuole internazionalizzare.

Organizziamo un incontro conoscitivo allo scopo di aggiornare gli imprenditori sull’ordinamento giuridico tedesco e sulle norme ed opportunità relative agli investimenti ed all´internazionalizzazione.

Quanto agli aspetti fiscali, nel computo della tassazione paragonata a quella italiana occorre tener presente che a parità di aliquota fiscale la base imponibile può variare anche sensibilmente per effetto della diversa deducibilità dei costi d’impresa, quindi ciò che occorre considerare al di là di tutto è la cosiddetta pressione fiscale totale, che tiene conto non solo di tasse ed imposte, ma anche delle diverse quote d’ammortamento e dell’indeducibilità, ad esempio in Italia, di molte voci di costo. Ad esempio, si stima che la pressione fiscale italiana su una Srl sia di almeno il 53% nonostante la Srl paghi nominalmente “solo” l’Ires al 27,50% (24% dal 2017) e l’Irap al 3,90% (oltre agli aumenti regionali fino allo 0,92%), mentre in Germania sono dovute l’Ires al 15% oltre ad un contributo di solidarietà che verrà a cadere dall’anno di imposta 2019 ed a basse imposte locali, che attualmente prevedono un’aliquota fissa del 3,5% in tutta la Germania che va aumentata in base ad un moltiplicatore variabile a seconda delle zone geografiche del Paese.

Quanto alle deduzioni occorre tener presente che le deduzioni sono pressoché integrali, col solo limite dell´inerenza all´attività, e generalmente scontano ratei di ammortamento dai 3 ai 5 anni per i beni piú durevoli. In Germania non ci sono problemi a dedurre costi da Paesi esteri anche extra UE e black list, sempre rispettando il principio di inerenza.

Quanto al sistema bancario, quello tedesco è tradizionalmente solido.

I costi di gestione di una Srl di diritto tedesco sono leggermente inferiori a quelli di un Srl italiana.

Vi sono due zone franche nel nord del Paese (Cuxhaven e Bremerhaven) in corrispondenza di altrettante città portuali.

Infine una società tedesca può costituire il braccio operativo di una holding o società di altro Paese garantendo all’imprenditore od al gruppo estero un’ottima immagine commerciale.

Francesco Golinelli
Avvocato in Verona
info@golinelli.eu

 

 

 

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La Cina diventa leader nell’intelligenza artificiale

Il Governo cinese sta coordinando significativi nuovi sostegni politici per accrescere il settore dell’intelligenza artificiale (AI), compresi eventuali sgravi fiscali.

Secondo una relazione del Consiglio di Stato rilasciata l’8 settembre, il Ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione sta già lavorando con altri Ministeri e Dipartimenti per elaborare nuove politiche per sostenere tale settore.

L’approccio includerà “politiche fiscali favorevoli” per incoraggiare le piccole e medie imprese che lavorano sull’intelligenza artificiale, oltre ad un maggiore sostegno nella ricerca e nella creazione di nuovi “centri di innovazione”.

La Cina ha l’ambizione di costruire un’industria dell’Intelligenza Artificiale entro il 2030.

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