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Archives for Aprile 2017

La Brexit desta preoccupazione nelle piccole e medie imprese irlandesi

Secondo un sondaggio dell’Istituto Irlandese delle Piccole e Medie Imprese, la Brexit e l’incertezza economica rappresentano le maggiori preoccupazioni per le Piccole e Medie Impresi irlandesi.

L’Istituto ha pubblicato il “Quarterly Business Trends Survey” per il primo trimestre del 2017 e, sulla base di alcuni sondaggi, è risultato che il 26% degli intervistati ha dichiarato che la Brexit costituisce la loro maggiore preoccupazione.

L’ISME ha dichiarato che le preoccupazioni relative alla Brexit sono scaturite in seguito all’attivazione da parte del Governo Britannico dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona nel mese di marzo.

Tra gli esportatori, la fiducia delle imprese è scesa dal 18% nel 2016 al 16% nel primo trimestre del 2017 con aspettative di business che sono scese del 23%.

L’ISME ha affermato che le esportazioni costituiscono un’area-chiave per l’economia irlandese e la Brexit potrebbe avere un impatto negativo per molte Piccole e Medie Imprese.

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La Lettonia e Singapore accettano di modificare il patto contro la doppia imposizione

Singapore e la Lettonia hanno firmato un Protocollo al fine di modificare il loro accordo contro la doppia imposizione fiscale.

L’emendamento ridurrà la ritenuta alla fonte sul reddito delle royalties dal 7,5% al 5% e modificherà l’elenco degli attivi immateriali ammissibili.

La ritenuta alla fonte sui dividendi sarà generalmente limitata al 10%. L’aliquota zero sarà applicata se il beneficiario è il proprietario effettivo dei proventi dei dividendi e si tratta di una società diversa da una partnership.

La ritenuta alla fonte sugli interessi per gli enti del settore privato sarà generalmente limitata al 10%.

Il Protocollo aggiorna, inoltre, le disposizioni riguardanti lo scambio automatico delle informazioni fiscali.

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Gli Emirati Arabi aderiscono allo Standard internazionale OCSE per lo scambio automatico delle informazioni fiscali

Gli Emirati Arabi Uniti hanno firmato la Convenzione Multilaterale sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale alla quale hanno aderito altre 108 giurisdizioni.

Tale Convenzione contempla tutte le forme di assistenza amministrativa in materia fiscale: lo scambio di informazioni su richiesta, scambi spontanei, scambio automatico, verifiche fiscali all’estero, le verifiche fiscali simultanee e assistenza in materia di riscossione delle imposte. Fornisce, inoltre, ampie garanzie dirette a tutelare i diritti dei contribuenti.

Secondo l’OCSE, la Convenzione è considerata lo strumento più potente per attuare rapidamente le misure di trasparenza del Beps (Base erosion and profit shifting) come lo scambio automatico di dossier tra i Paesi, la condivisione delle decisioni nel quadro dell’azione 5 del Progetto BEPS. La Convenzione è anche un potente strumento nella lotta contro i flussi finanziari illeciti».

La firma della Convenzione permetterà agli Emirati Arabi Uniti di ottemperare al proprio impegno di iniziare questi scambi entro il 2018.

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Tra l’Australia e l’Unione Europea proseguono i colloqui per la conclusione di un accordo di libero scambio

L’Australia e l’Unione Europea hanno concluso i negoziati per un futuro accordo di libero scambio.

Le discussioni preliminari sono state avviate l’anno scorso nel tentativo di definire l’entità del futuro accordo. Esse si sono concluse in una telefonata tra il Ministro del Commercio Australiano, Steven Ciobo, ed il Commissario al commercio Ue, Cecilia Malmstrom.

La Commissione Europea sta attualmente effettuando una valutazione del potenziale impatto che un tale accordo commerciale potrebbe avere per l’Unione Europea. Come passo successivo, si chiederà agli Stati membri dell’Unione europea l’autorizzazione ad avviare i negoziati formali e le direttive di negoziato specifiche.

Ciobo ha dichiarato che il Governo Australiano opererà attraverso le sue procedure interne per garantire l’approvazione di un mandato negoziale. Ha aggiunto: “Insieme all’Unione Europea, il Governo è fiducioso nel fatto che le due economie così aperte e liberali possano collaborare nel rafforzare la nostra relazione economica a vantaggio reciproco delle nostre imprese e comunità locali.”

L’Unione Europea è il secondo partner commerciale dell’Australia e la più grande fonte di investimenti esteri. Nel 2015-16, gli scambi commerciali avevano un valore di 95,6 miliardi di Dollari.

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FMI: San Marino Introduce l’IVA quest’anno

Il Fondo Monetario Internazionale ha confermato che San Marino prevede di introdurre l’imposta sul valore aggiunto entro la fine di quest’anno.

Il FMI ha dichiarato: “L’applicazione del regime IVA contribuirà ad ampliare la base imponibile e a garantire una costante fonte di reddito per il Governo, rendendo il regime fiscale più conforme agli standard Europei.”

Il Fondo ha aggiunto, inoltre, che l’aliquota IVA deve essere “fissata ad un livello tale da aumentare le entrate, tenendo conto delle priorità di spesa del Governo. Ulteriori lavori tecnici devono ancora essere svolti per l’introduzione dell’IVA senza danneggiare la fragile ripresa economica in atto”.

Nel frattempo, il Fondo ha sottolineato che le entrate fiscali supplementari saranno necessarie se le autorità prevedono di aumentare ulteriormente gli investimenti, aggiungendo che il Paese ha bisogno di migliorare il meccanismo per la raccolta del gettito fiscale ed il rispetto degli obblighi fiscali.

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Paesi Bassi: Registro ad hoc per i titolari effettivi delle società

Il Governo dei Paesi Bassi ha dichiarato che farà un passo avanti nella lotta contro l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro attraverso l’introduzione di un Registro ad hoc che conterrá i nomi dei proprietari delle società registrate nei Paesi Bassi.

A tal proposito, il Disegno di Legge è stato pubblicato dal Ministero delle Finanze il 31 marzo 2017. Secondo tale progetto legislativo, che è attualmente soggetto ad una consultazione pubblica di 4 settimane, alcune forze dell’ordine avranno accesso completo alle informazioni contenute nel registro, tra cui il Pubblico Ministero, la polizia e l’Unità di informazione finanziaria e fiscale.

Alcune informazioni presenti nel Registro saranno disponibili anche al pubblico, anche se il disegno di legge contiene delle garanzie concernenti la protezione della privacy per i proprietari di società che possono subire intimidazioni, violenze e altre minacce per aver reso pubblici i propri dati.

Gli Stati Membri dell’Unione Europea sono tenuti ad introdurre dei database centralizzati dei proprietari effettivi delle società ai sensi della Direttiva Europea 849/2015 sulla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, altrimenti noto come la “Quarta Direttiva sul riciclaggio di denaro”.

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L’Islanda intende ridurre l’aliquota IVA

L’Islanda ha in programma di far rientrare più beni e servizi nel campo di applicazione dell’aliquota generale IVA che subirà una riduzione.

Per effetto di tali modifiche che entreranno in vigore dal 1 luglio 2018, ogni forma di turismo rientrerà nell’ambito di applicazione dell’aliquota generale dell’imposta sul valore aggiunto. I servizi di ristorazione rimarranno ad un livello di tassazione più basso, così come i prodotti alimentari verranno tassati in misura inferiore.

A partire dal 1 gennaio 2019, l’aliquota dell’IVA sarà ridotta dal 24 al 22,5%.

Anche nel suo piano di bilancio 2018-2022, l’Islanda ha dichiarato che raddoppierà la carbon tax, sottolineando che è bassa rispetto agli standard internazionali. Il Governo ha dichiarato che il lavoro concentrerà sulla progettazione di un’ampia riforma fiscale.

Il Governo ha osservato, inoltre, che ulteriori modifiche verranno apportate al sistema fiscale nel periodo 2018-2022, tra cui l’accisa sulle auto a noleggio, verranno introdotte disposizioni fiscali comuni ed infine verrà ridotta la tassa sulle banche.

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OMC: Le riforme fiscali in Messico hanno aumentato in modo significativo il gettito fiscale

L’Organizzazione Mondiale del Commercio ha constatato che in Messico, in seguito all’introduzione di una serie di riforme fiscali, è aumentato il gettito fiscale del 9,7% del PIL nel 2013 e del 13,1% del PIL nel 2015.

Le misure adottate in base alla riforma del 2013 prevedono un ampliamento della base imponibile per il calcolo dell’imposta sul reddito, un minor numero di esenzioni fiscali dall’imposta sul valore aggiunto, la revisione delle norme fiscali nel settore minerario e l’introduzione delle “green taxes”.

L’Organizzazione Mondiale del Commercio ha sottolineato che il Messico ha, inoltre, ridotto il numero delle linee tariffarie soggette al pagamento delle tasse di esportazione da 25 nel 2012 a due nel 2016 – bitume, asfalto e miscele bituminose. Il Messico ha poi ridotto il suo tasso di esportazioni dal 50% al 25% in questo periodo.

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FMI: La Nigeria deve effettuare delle importanti riforme fiscali

Il Fondo Monetario Internazionale ha dichiarato che la Nigeria deve introdurre una serie di riforme fiscali nel 2017 al fine di ridurre la sua dipendenza dalle entrate petrolifere.

Il Fondo Monetario Internazionale ha sottolineato che la priorità del Paese è quella di aumentare l’imposta sul valore aggiunto e le accise, rafforzando le procedure di conformità e riducendo le esenzioni.

Inoltre, il Paese deve affrontare il suo deficit di bilancio attraverso “una maggiore trasparenza e controllo.”

A febbraio, il Ministro del Bilancio e della Pianificazione Nazionale Nigeriano, Udoma Udo Udoma, ha negato che il Governo aumenterà le imposte e si concentrerà invece sul controllo dell’ottemperanza alle regole.

Circa il 60% delle entrate della Nigeria deriva dal petrolio.

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Il Ghana e Singapore firmano un nuovo accordo contro la doppia imposizione fiscale

Il Ghana e Singapore il 31 marzo hanno firmato un accordo contro la doppia imposizione fiscale che prevede una riduzione delle ritenute d’imposta alla fonte.

L’accordo chiarisce i diritti di imposizione su tutti i flussi di reddito derivanti da attività commerciali transfrontaliere ed è diretto a garantire che tali redditi non vengano tassati due volte.

L’accordo prevede, inoltre, che le ritenute d’acconto sui dividendi, interessi e royalties generalmente non siano superiori al 7%. Le ritenute alla fonte sui costi di servizio saranno limitate al 10%.

Queste tariffe entreranno in vigore a partire dal 1 gennaio dopo che l’accordo entrerà in vigore. Per poter entrare in vigore, quest’ultimo dovrà essere ratificato da parte di entrambi i Paesi.

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