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Archives for Marzo 2017

Il Regno Unito invoca l’art.50 per uscire dall’Unione Europea

Theresa May ha invocato l’art.50 del Trattato di Lisbona, il quale prevede la procedura d’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Annunciando il suo intervento in Parlamento, il Primo Ministro ha dichiarato: “Raggiungeremo un accordo audace e ambizioso con l’Unione Europea che permetterà il libero scambio di beni e servizi tra la Gran Bretagna e gli Stati membri dell’Unione Europea ed2 offrirà alle aziende britanniche la massima libertà di operare all’interno dei mercati europei e le imprese europee faranno lo stesso in Gran Bretagna “.

La May ha, inoltre, sottolineato che il Regno Unito non farà più parte del Mercato Unico Europeo dopo la sua uscita dall’Unione Europea.

Il Governo cercherà di fare in modo che il processo di transizione sia graduale e discuterà “in modo costruttivo, con rispetto ed in uno spirito di sincera collaborazione. “Faremo in modo di stipulare degli accordi commerciali con i Paesi non facenti parte dell’Unione Europea. Un aspetto importante rimane il commercio con l’Unione Europea. È chiaro che il Regno Unito avrà bisogno di aumentare in modo significativo il suo commercio con i mercati di esportazione in più rapida crescita in tutto il mondo.”

Il processo di uscita dall’Europa avrà una durata di almeno due anni.

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Slovenia: sollecitata a ridurre le imposte sul lavoro

Il Fondo Monetario Internazionale ha dichiarato che la Slovenia dovrebbe eliminare il trattamento fiscale favorevole previsto per i redditi da pensione ed aumentare le imposte sulle plusvalenze per i soggetti aventi patrimoni ingenti.

Nella sua dichiarazione conclusiva, il Fondo Monetario Internazionale ha sottolineato che la riforma del sistema fiscale aumenterà i livelli di occupazione.

Inoltre, ha aggiunto che la Slovenia deve riformare le imposte sugli immobili in modo tale che il carico fiscale sia in linea con gli standard dell’OCSE.

L’anno scorso la Slovenia ha annunciato che avrebbe aumentato l’imposta sulle società del 2% e ridotto l’Irpef per i contribuenti a reddito medio nel 2017.

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Svizzera: “Rapido accordo di libero scambio dopo la Brexit”

Il Consiglio Federale Svizzero ha dichiarato che il suo obiettivo è quello di raggiungere un rapido accordo con la Gran Bretagna dopo l’uscita di quest’ultima dall’Unione Europea.

Il 31 marzo, Johann Schneider-Ammann, capo del Dipartimento degli Affari Economici della Svizzera, si incontrerà con il Segretario del Commercio del Regno Unito, Liam Fox. Secondo il Consiglio federale, l’incontro riguarderà “la futura entità delle relazioni economiche bilaterali dopo Brexit.”

Il Consiglio ha aggiunto che, come parte della sua strategia“Mind the Gap”, mira “a raggiungere un accordo il più rapidamente possibile, in particolare per quanto riguarda il commercio con il Regno Unito.”

In occasione del Forum economico mondiale (WEF) di Davos, una decina di giorni or sono, il Ministro Britannico del Commercio, Liam Fox, gli ha detto di essere molto interessato ad un accordo con la Svizzera. Però il Regno Unito non può stipulare nuovi accordi commerciali fintanto che è membro dell’Unione Europea. Anche trattative formali sono vietate.

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Nepal: sollecitato dal FMI a migliorare il Sistema fiscale

Il Fondo Monetario Internazionale, nella sua relazione, ha dichiarato che il Nepal sta elaborando un nuovo Tax Code “al fine di attuare miglioramenti alla politica fiscale, consolidare ed armonizzare le principali imposte nazionali in un unico atto normativo”.

Secondo il Fondo, il Nepal intende introdurre il nuovo tax code, potenziare l’amministrazione fiscale e tributaria ed istituire un nuovo Revenue Board. Questi sforzi, ha detto, potrebbero aumentare i ricavi dell’1,75% del prodotto interno lordo nel medio termine.

“La nuova legislazione che le autorità hanno lo scopo di attuare a partire dal 2018, contribuirebbe a ridurre i costi di adeguamento alla normativa e a creare un ambiente favorevole per le imprese”. Tuttavia, ha aggiunto che “non v’è ampio margine per aumentare ulteriormente il gettito”.

Una revisione sul sistema fiscale deve essere condotta dal Paese e si raccomanda di ampliare la base imponibile dell’IVA e semplificare le imposte principali.

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Entra in vigore un terzo Protocollo della Convenzione contro la doppia imposizione fiscale tra India e Singapore

Il 23 marzo l’India ha pubblicato un avviso nella sua Gazzetta Ufficiale confermando che è entrato in vigore un terzo protocollo della Convenzione contro la doppia imposizione fiscale stipulata con Singapore.

Tale protocollo è diretto a limitare l’abuso del trattato fiscale tra l’India e Singapore. Esso attribuisce all’India il diritto di tassare le plusvalenze derivanti dall’alienazione di azioni acquistate a partire dal 1 aprile 2017. Il protocollo, inoltre, prevede che, con riferimento alle plusvalenze generate durante nel periodo di transizione compreso tra il 1 aprile 2017 ed il 31 marzo 2019, l’aliquota fiscale sarà ridotta del 50% rispetto all’aliquota fiscale interna indiana.

Il protocollo prevede una nuova clausola che limita i benefit per fare in modo che del protocollo possano usufruirne solo i residenti fiscali con attività economiche considerevoli.

Il protocollo è stato firmato il 30 dicembre 2016 ed è entrato in vigore il 27 febbraio 2017.

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L’OCSE invita la Spagna ad ampliare la base imponibile dell’IVA

Un nuovo rapporto dell’OCSE dice che la Spagna potrebbe rendere il proprio sistema fiscale più efficiente attraverso la soppressione del regime d’esenzione dall’imposta sul reddito e l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto e delle imposte ambientali.

L’ultima indagine economica dell’OCSE ha aggiunto che la Spagna dovrebbe ridurre i contributi previdenziali versati dai datori di lavoro per i lavoratori a tempo indeterminato con basso salario al fine di sostenere l’occupazione.

Nonostante la riduzione delle imposte negli ultimi anni, si dice che la Spagna abbia “dei margini di miglioramento del sistema fiscale”, sottolineando che “la struttura della tassazione rimane orientata a favore del reddito da lavoro che penalizza la crescita e l’occupazione.”

L’OCSE ha inoltre raccomandato di effettuare delle riforme sul sistema di amministrazione dell’IVA, ampliare la base imponibile ed aumentare le accise in linea con la media europea.

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La Scozia sta pianificando un nuovo referendum per l’indipendenza dal Regno Unito

La premier scozzese Nicola Sturgeon ha annunciato che la prossima settimana presenterà richiesta formale al Parlamento di Edimburgo per un nuovo referendum sull’indipendenza, dopo quello che nel 2014 decise a favore della permanenza nel Regno Unito.

Il Primo Ministro, Nicola Sturgeon, ha dichiarato in una conferenza stampa: “La Scozia si trova in una situazione che non abbiamo voluto noi. Il nuovo referendum consentirebbe al popolo scozzese di scegliere se seguire il Regno Unito verso una hard Brexit o diventare un paese indipendente “.

Mercoledì la premier Theresa May potrebbe innescare formalmente l’art.50 del trattato dell’Unione Europea che prevede il recesso dall’adesione, procedimento che potrebbe poi prendere una piega alquanto agitata se Londra non riuscisse a mantenere il timone dei negoziati con Bruxelles per un divorzio “consensuale”. Il referendum si terrebbe dunque entro il marzo 2019, quando dovrebbe concludersi il negoziato della durata di due anni fra Londra e Bruxelles sull’uscita del Regno Unito dalla Ue.

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Il FMI: “L’Ungheria necessita di riforme fiscali”

Il Fondo Monetario Internazionale sostiene che l’Ungheria debba migliorare l’amministrazione fiscale e ridurre il numero delle esenzioni fiscali.

Nella revisione annuale delle politiche dell’Ungheria, il Fondo Monetario Internazionale ha accolto con favore una riduzione del cuneo fiscale sul lavoro e una fiscalità meno distorsiva.

Il FMI ha, inoltre, aggiunto che il Paese deve continuare a ridurre le imposte e semplificare il regime dell’imposta sul valore aggiunto.

Il rapporto pubblicato dal FMI ha sottolineato che l’Ungheria potrebbe migliorare il proprio contesto imprenditoriale “contrastando la corruzione attraverso una maggiore trasparenza, migliorando la prevedibilità della politica, continuando ad agevolare i cittadini nel pagamento delle tasse e semplificando i regolamenti.”

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La Commissione Europea presenta il Libro Bianco sul futuro dell’Europa

La Commissione Europea ha delineato i possibili scenari in cui gli Stati membri dell’Unione Europea potrebbero cooperare maggiormente dal punto di vista fiscale.

La scorsa settimana la Commissione ha pubblicato il suo Libro Bianco sul futuro dell’Europa. Il documento delinea cinque scenari, ognuno dei quali fornisce uno spaccato di quello che potrebbe essere lo stato dell’Unione da qui al 2025.

Uno di questi possibili scenari è ” chi vuole di più fa di più”. L’Unione Europea consente agli Stati membri che lo desiderano di fare di più assieme in settori specifici come la difesa, la sicurezza, la sicurezza interna o le questioni sociali. ”

Il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha dichiarato: “Sono trascorsi 60 anni da quando i padri fondatori dell’Europa hanno deciso di unire il continente con la forza del diritto, piuttosto che con le forze armate. Possiamo andare fieri di quanto abbiamo realizzato da allora. Con il 60° anniversario dei trattati di Roma è giunto il momento per un’Europa unita a 27 di definire una visione per il futuro. È il momento della leadership, dell’unità e della volontà comune. Il Libro bianco della Commissione presenta una serie di percorsi diversi che l’UE unita a 27 potrebbe scegliere di seguire. È l’inizio del processo, non la fine, e spero che adesso verrà avviato un dibattito onesto e di vasta portata. Una volta definita la funzione, la forma seguirà. Il futuro dell’Europa è nelle nostre mani.”

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Il Sudafrica effettua lo scambio delle informazioni fiscali con oltre 50 Paesi quest’anno.

Il Revenue Service del sudafrica ha rivelato che si impegnerá ad effettuare lo scambio automatico delle informazioni fiscali entro settembre 2017 con le autorità fiscali di oltre 50 altre giurisdizioni in base Common Reporting Standard dell’OCSE.

Il Revenue Service ha rilevato che l’adozione del Common Reporting Standard obbliga le istituzioni finanziarie sudafricane a riportare le informazioni all’Ufficio delle Entrate entro il 31 maggio 2017 sui clienti che non sono residenti fiscali nel Sud Africa. Le informazioni relative all’esercizio finanziario che va dal 1 marzo 2016 al 28 febbraio 2017 saranno poi trasmesse alle autorità fiscali competenti.

In seguito alle modifiche legislative apportate alla Legge sull’amministrazione fiscale, le istituzioni finanziarie sudafricane vengono istruite in merito alle informazioni riguardanti conti finanziari, ai diversi tipi di account e alle procedure di due diligence da seguire.

L’Agenzia delle Entrate del Sudafrica ha avvisato i contribuenti che potrannono essere contattati dalle proprie Istituzioni finanziarie per dichiarare la propria residenza fiscale, in Sud Africa o in un’altra giurisdizione. Si tratta di un requisito previsto dalla Legge sull’Amministrazione fiscale.

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