Skip to main content Skip to search

Archives for Febbraio 2017

Il Mercosur avvia le negoziazioni per la conclusione di un accordo di libero scambio

Le delegazioni degli Stati dell’Associazione Europea di libero scambio (EFTA) ed il MERCOSUR si sono incontrati il 17 febbraio a Bruxelles per avviare i prossimi negoziati di un accordo globale di libero scambio.

Le parti hanno discusso sul quadro per la negoziazione, compresa la struttura dei negoziati, il calendario per le riunioni, la nomina dei portavoce e la struttura dell’accordo. Le parti, inoltre, hanno discusso sullo scambio di progetti di testi e di informazioni da trasmettere prima dell’inizio del primo ciclo di negoziati.

Lo scambio di merci tra gli Stati EFTA ed il MERCOSUR ha raggiunto i 7,2 miliardi di Dollari nel 2016 con un totale delle importazioni ed esportazioni pari a 3,7 miliardi di Dollari e, rispettivamente, 3,5 miliardi di Dollari.

I membri effettivi del MERCOSUR sono Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Il Venezuela è stato espulso il 1 dicembre 2016. Gli Stati EFTA sono la Svizzera, l’Islanda, la Norvegia e il Liechtenstein.

Read more

Il MERCOSUR avvia le negoziazioni per la conclusione di un accordo di libero scambio

Le delegazioni degli Stati dell’Associazione Europea di libero scambio (EFTA) ed il MERCOSUR si sono incontrati il 17 febbraio a Bruxelles per avviare i prossimi negoziati di un accordo globale di libero scambio.

Le parti hanno discusso sul quadro per la negoziazione, compresa la struttura dei negoziati, il calendario per le riunioni, la nomina dei portavoce e la struttura dell’accordo. Le parti, inoltre, hanno discusso sullo scambio di progetti di testi e di informazioni da trasmettere prima dell’inizio del primo ciclo di negoziati.

Lo scambio di merci tra gli Stati EFTA ed il MERCOSUR ha raggiunto i 7,2 miliardi di Dollari nel 2016 con un totale delle importazioni ed esportazioni pari a 3,7 miliardi di Dollari e, rispettivamente, 3,5 miliardi di Dollari.

I membri effettivi del MERCOSUR sono Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Il Venezuela è stato espulso il 1 dicembre 2016. Gli Stati EFTA sono la Svizzera, l’Islanda, la Norvegia e il Liechtenstein.

Read more

Il Bilancio di Hong Kong prevede sgravi fiscali

Il Segretario finanziario di Hong Kong, Paul Chan, ha annunciato che, nel bilancio 2017-2018, adotterà delle misure per rilanciare l’economia del territorio.

Chan ha dichiarato che il Governo avrà un surplus di 92.8 miliardi di Dollari di Hong Kong nel 2016-17, superando di gran lunga la stima iniziale di 11.4 miliardi di Dollari di Hong Kong. Alcune di queste entrate extra verranno reinvestite per rilanciare l’economia.

Chan ha annunciato una serie di misure una tantum, tra cui un’ulteriore riduzione del 75% delle imposte sui profitti, imposte sugli stipendi, soggetti ad un massimale invariato di 20,000 Dollari di Hong Kong per ciascun contribuente.

Infine, per incrementare il settore del finanziamento aereo, il Governo prevede di introdurre un disegno di legge in materia fiscale nel Consiglio legislativo nel 2017. Questa modificherebbe l’ordinanza dell’Agenzia delle Entrate diretta ad offrire agevolazioni fiscali volte ad attirare le aziende di leasing di aeromobili ad Hong Kong.

Read more

rancia: Melenchon propone un’aliquota fiscale del 90% sui redditi elevati

Jean-Luc Mélenchon, un candidato di sinistra nella corsa presidenziale francese, ha proposto un’aliquota fiscale del 90 % sui redditi elevati, nel programma di bilancio di 273 miliardi di Euro destinato a potenziare l’economia francese.

Durante una presentazione di cinque ore del suo programma politico, in onda su Youtube il 19 febbraio, Melenchon ha parlato di una massiccia repressione dell’evasione fiscale e della cancellazione della maggior parte delle deduzioni sull’imposta delle società in modo tale da raccogliere fondi per aumentare la spesa pubblica.

Queste iniziative dovrebbero raccogliere più di 70 miliardi di Euro in termini di entrate supplementari, anche se Melenchon prevede di ridurre l’imposta sulle società.

Mélenchon è un ex membro del partito socialista e si è distinto anche nelle elezioni presidenziali del 2012, vinte dal Presidente uscente Francois Hollande, in cui ha guadagnato l’11% dei voti. Mentre i sondaggi indicano che le probabilità di diventare presidente quest’anno per Mélenchon sono basse, alcuni analisti politici si aspettano che sia lui a prendere una parte significativa del voto di sinistra al primo turno delle elezioni in aprile.

Read more

Il Qatar introduce un’imposta sui beni di lusso

Il Qatar ha in programma di introdurre una tassa sui beni di lusso e sui prodotti che sono “dannosi per la salute umana e l’ambiente”, in linea con l’accordo unitario tra gli Stati membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo.

L’agenzia di stampa del Qatar (QNA) ha comunicato che il Governo ha recentemente approvato un disegno di legge presentato dal Ministero delle Finanze che ha per oggetto tale imposta. Il campo di applicazione e le aliquote fiscali sono le stesse per tutti gli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo – Arabia Saudita, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein ed Oman.

Nel corso di una riunione il 16 giugno 2016, i Ministri delle Finanze del Consiglio di Cooperazione del Golfo hanno approvato un quadro comune per lo sviluppo di sistemi nazionali per i dazi doganali e l’imposta sul valore aggiunto. L’accordo ha aperto la strada all’introduzione di accise armonizzate a partire dal 1 ° gennaio 2017.

Secondo il QNA, il progetto di legge contiene disposizioni che riguardano il periodo in cui verrà applicata l’imposta; la base imponibile; la registrazione; il reporting ed i requisiti di archiviazione dei documenti; le norme in materia di sospensione dell’imposta; e le sanzioni.

Read more

Il FMI: Il Myanmar deve raddoppiare il gettito fiscale

Il Fondo Monetario Internazionale ha comunicato, nella sua relazione, che il Myanmar deve raddoppiare il suo gettito fiscale dal 7,5% fino al 15% del PIL, per finanziare misure volte a sostenere la crescita economica del Paese.

La relazione afferma che il Myanmar, che ha uno dei più bassi oneri fiscali effettivi in tutto il mondo, aveva aumentato le sue entrate fiscali attraverso gli sforzi operati dal Paese per migliorare l’amministrazione tributaria e attraverso la costruzione di un grande ufficio Imposte nel 2014.

Il FMI ha dichiarato, inoltre, che il Myanmar deve continuare ad effettuare una revisione del suo sistema fiscale ad un livello più profondo.” Si raccomanda alle autorità di aggiornare la normativa fiscale ed, in particolare, la legge sul reddito. Occorre introdurre misure anti-corruzione, semplificare le esenzioni fiscali e gli incentivi, migliorare ulteriormente l’amministrazione tributaria attraverso l’approvazione del disegno di legge sulla riforma dell’amministrazione fiscale.

Read more

Il Canada si oppone alle nuove tariffe degli Stati Uniti

Il Ministro del Commercio Canadese, Chrystia Freeland, ha dichiarato che il suo Governo sarà “fortemente contrario a qualsiasi imposizione di nuove tariffe tra il Canada e gli Stati Uniti.”

Freeland ha intrapreso una visita importante di due giorni a Washington il 7 e l’8 febbraio ed ha potuto incontrare il suo omologo, il nuovo Segretario di Stato Americano, Rex Tillerson, il Presidente della Camera, Paul Ryan ed i Presidenti delle commissioni del Senato sui servizi armati e relazioni con l’estero.

Parlando ai giornalisti dopo il suo incontro con Tillerson, Freeland ha rilasciato tale dichiarazione: “Il Canada non prenderà nessuna posizione sulle riforme fiscali del Governo degli Stati Uniti o sulle misure di adeguamento fiscale alle frontiere fino a quando non vi sarà una proposta concreta. Ma ho fatto mettere in chiaro che saremmo fortemente contrari a qualsiasi imposizione di nuove tariffe tra il Canada e gli Stati Uniti e riteniamo che le tariffe sulle esportazioni sono reciprocamente dannose. “Infine, ha aggiunto che “se una tale proposta dovesse essere approvata, il Canada risponderà adeguatamente.”

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha promesso “massicci” tagli fiscali per le aziende americane. Ha però anche minacciato una “major border tax” fino al 35% sulle importazioni delle multinazionali americane che spostano i loro impianti di produzione al di fuori del Paese.

Read more

La Nuova Zelanda migliora il sistema di archiviazione e gestione dei beni e servizi fiscali

L’ Agenzia delle Entrate della Nuova Zelanda la prossima settimana apporterà dei miglioramenti al processo di archiviazione e gestione dei beni e dei servizi fiscali.

Il Vice-Commissario dell’Agenzia delle Entrate, Greg James, ha dichiarato che uno dei vantaggi più significativi per i clienti consisterà nell’essere in grado di archiviare e pagare allo stesso tempo le imposte sui beni e servizi, al contrario di quanto prevede il sistema attuale, in base al quale il pagamento delle stesse avviene via internet banking, dopo la presentazione di una dichiarazione dell’imposte sui beni e servizi.

Questo servizio, inoltre, permetterà ai contribuenti di modificare i rendimenti ed i conti GST e di monitorare i loro pagamenti e rimborsi on-line.

James ha sottolineato che tali miglioramenti ridurranno ulteriormente il tempo speso per gli adempimenti fiscali e renderanno più facile per i clienti la gestione dei propri account GST.

I nuovi servizi di GST sono stati introdotti nell’ambito del programma di trasformazione dell’Agenzia delle Entrate.

Read more

Tusk: l’Unione Europea dovrebbe intensificare la strategia del libero scambio

Il presidente del Consiglio dell’Unione europea, Donald Tusk, ha dichiarato che l’Unione Europea dovrebbe intensificare le trattative in corso sul libero scambio e difendere i propri interessi di fronte alla nuova strategia commerciale degli Stati Uniti.

Prendendo la parola in occasione di una riunione informale del Consiglio, Tusk ha dichiarato: “L’Unione europea non dovrebbe abbandonare il suo ruolo di superpotenza commerciale, ma dovrebbe tutelare i propri cittadini e le imprese, ricordando che il libero scambio rimane un commercio equo.”

Egli, inoltre, ha sottolineato: “Dobbiamo fare in modo che il cambiamento della strategia commerciale degli Stati Uniti sia a vantaggio dell’Unione Europea intensificando i nostri colloqui con i partner interessati e difendendo allo stesso tempo i nostri interessi.”

Read more

Brexit: ecco cosa devono sapere gli italiani che vivono e lavorano nel Regno Unito

Theresa May, il Primo Ministro Inglese, insiste nel dire che la procedura di cui all’art. 50 del Trattato di Lisbona per l’uscita dall’Unione Europea, sarà attivata entro la fine di marzo. I cittadini hanno battuto il governo con una Causa davanti la Suprema Corte che ha statuito che il governo necessita di un preventivo consenso del Parlamento. Il culto estremo e cieco della democrazia porta molti Conservatori contrari a lasciare l’Unione Europea ad approvare l’azione del governo.

In ogni caso il Regno Unito uscirà dall’Unione Europea non prima di aprile 2019: fino a quel tempo si applicheranno tutte le Direttive Comunitarie. Si discute di Brexit dura, Brexit leggera in realtà sarà una Brexit caotica. Il Regno Unito metterà fine alla libera circolazione per i Cittadini dell’Unione Europea ed, in ogni caso, il mantenimento o la cessazione di questo diritto, peserà molto nelle trattative per la definitiva uscita del Regno Unito dalla Commissione Europea.

Gli Italiani che abitano e lavorano nel Regno Unito devono conoscere le norme che regolano il loro diritto di stabilimento e porre in essere tutti gli adempimenti utili e necessari per la salvaguardia del loro diritto.

Come posso provare il mio diritto a risiedere nel Regno Unito?

Attualmente, i cittadini italiani (ed i cittadini degli altri paesi dell’Unione Europea) residenti nel Regno Unito non sono obbligati a domandare un documento ufficiale che attesti questa loro condizione. Ma essendo previsto, ed in considerazione delle incertezze su quel che succederà dopo la Brexit, è una buona idea ed una innegabile prudenza chiedere un documento al Home Office da utilizzare nel caso, in futuro, sia richiesto di provare la condizione di residente.

Se si risiede nel Regno Unito da almeno cinque anni e si é lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, studenti o persone finanziariamente autonome, si può richiedere per sé e per i componenti della famiglia un registration certificate. Anche chi é residente nel Regno Unito da soli 2 o 3 anni, se possiede i requisiti previsti dalla legge, puó richiedere la residenza permanente.

Questo documento non conferisce alcun diritto particolare ma certifica che l’Home Office ha riconosciuto il vostro status di residente permanente in base alla legislazione europea che e’ applicata anche nel Regno Unito.

Attenzione: gli studenti e le persone finanziariamente autonome devono avere una assicurazione medica privata.

Perché’ chiedere questo documento?

Il Governo Britannico ha ripetutamente dichiarato che permetterà ai cittadini europei già residenti nel Regno Unito di restarvi dopo la Brexit, a condizione che l’Unione Europea faccia altrettanto con i cittadini britannici che risiedono in altri paesi dell’Unione Europea.

In ogni caso, senza il certificato di residenza permanente, dopo la Brexit sarà difficile se non impossibile dimostrare alla Polizia di Frontiera che si vive già nel Regno Unito.

In pratica il documento rilasciato da Home Office è essenziale e chi già ne dispone deve sapere o ricordare che questo documento deve (dovrebbe visto che per ora nessuno la chiede) essere esibito ai controlli di frontiera ad ogni entrata o uscita dal territorio del Regno Unito.

La domanda per ottenere il certificato di residenza permanente.

Bisogna compilare un formulario, allegare l’originale di un documento di identità (verrà restituito dopo un paio di mesi ) ed i documenti che attestano il diritto a risiedere nel Regno Unito: buste paga, P60, Self assessment degli ultimi anni etc.

Si pagano 65 sterline a mezzo carta di debito o credito o assegno.

Home Office dichiara che la procedura può durare fino a sei mesi, in realtà i controlli si concludono molto prima e si può ragionevolmente pensare di ricevere il certificato di residente permanente entro due / tre mesi.

La nazionalità inglese.

Se pensate di richiedere, prima o poi, la nazionalità inglese dovete sapere che per presentare la domanda bisogna essere titolari del certificato di residente permanente da non meno di un anno.

L’A.I.R.E.: Anagrafe degli italiani all’estero.

L’iscrizione all’Aire non produce alcun effetto in ordine alla dimostrazione dello status di residente nel Regno Unito e non è neppure una valida prova.

Questa iscrizione, cui deve corrispondere una effettiva situazione di fatto, serve solo a vincere la presunzione di essere residenti fiscali italiani.

Con le ultime modifiche introdotte recentemente dal legislatore italiano anche l’iscrizione all’Aire, pur restando obbligatoria, ha perso molto della sua significatività.

Conclusione

I cittadini italiani e degli altri paesi della comunità europea debbono affrettarsi a regolarizzare la loro posizione chiedendo il Certificato di Residente Permanente che produrrà effetti anche dopo la Brexit trattandosi, se dimostrato, di un diritto acquisito.

 

Guido Ascheri
Ragioniere commercialista
ACA Certified Accountant ICAEW
Affiliate Chartered Institute of Legal Executives

Read more