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Archives for Gennaio 2017

Hong Kong tenta di concludere un accordo di libero scambio con I Paesi dell’ASEAN entro marzo

Durante il Joint Business Community 2017 tenutosi il 26 gennaio, il capo dell’esecutivo di Hong Kong, CY Leung, ha sottolineato l’importanza per la città di concludere un accordo di libero scambio globale.

Si sperava che i negoziati con i 10 Paesi membri dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN) – Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Filippine, Singapore, Tailandia e Vietnam – potessero essere conclusi nel 2016.

Leung ha confermato che il Governo sta ancora “lavorando duramente per tenere il passo con le ultime trattative con ogni paese membro dell’ASEAN. L’ASEAN è il nostro secondo partner commerciale e non vediamo l’ora di concludere un accordo di libero scambio con tutti i suoi paesi membri a fine marzo”.

Dopo la conclusione dei negoziati sull’accordo di libero scambio con i Paesi membri dell’ASEAN, si prevede che Hong Kong aderirà al Partenariato Economico Regionale, per il quale sono attualmente in corso i negoziati tra i Paesi dell’ASEAN ed i suoi sei partner commerciali: Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia, Nuova Zelanda e India.

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Il Nuovo Governo dell’Estonia attua un piano di risanamento fiscale

Il Fondo Monetario Internazionale ha comunicato che il nuovo Governo dell’Estonia ha in programma una serie di riforme fiscali volte ad incoraggiare gli investimenti delle imprese e a ridurre il carico fiscale in favore dei lavoratori con salari più bassi.

Per effetto di tali riforme, l’aliquota dell’imposta sul reddito delle società sul pagamento dei dividendi sarà ridotto al 14%.

L’Estonia ridurrà le tasse sul lavoro e gli oneri amministrativi per le piccole imprese anziché i contributi previdenziali, come proposto dal governo precedente e fornirà crediti d’imposta per le imprese in rapida crescita e le start-up.

Nel frattempo, i funzionari progettano di aumentare di più del doppio la “basic allowance” per l’imposta sul reddito fino a 500 euro al mese, una mossa che potrebbe portare ad un fatturato del valore di oltre l’1% del PIL.

Il Fondo Monetario Internazionale ha comunicato, inoltre, che saranno previste delle misure dirette ad introdurre un’accisa sulle bevande zuccherate, un prelievo sul sistema di immatricolazione dei veicoli a motore, una tassa sul settore finanziario e accise aggiuntive sui prodotti come l’alcool. Non sarà invece attuato un aumento dell’IVA precedentemente previsto per i servizi di alloggio .

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Australia: iniziano i colloqui sulla conclusione di un accordo di libero scambio con il Regno Unito

Il Tesoriere Australiano, Scott Morrison, ha intenzione di incontrare al più presto i ministri britannici, nel tentativo di porre le basi per la conclusione di un nuovo accordo di libero scambio post-Brexit.

Morrison incontrerà il cancelliere dello Scacchiere del Regno Unito, Philip Hammond, ed i funzionari della Banca d’Inghilterra nel Regno Unito ed in Germania.

Nell’annunciare il suo viaggio, Morrison ha dichiarato: “Dal momento che la Brexit sta prendendo forma, il Governo australiano si adopererà per mantenere e migliorare lo stretto legame tra l’Australia e il Regno Unito sotto il profilo degli investimenti.”

“I colloqui durante questa visita inizieranno a porre le basi affinché l’Australia possa concludere nuovi accordi commerciali e di investimento con il Regno Unito in favore delle nostre aziende, degli esportatori e dei cittadini”.

Morrison, inoltre, ha sottolineato che gli scambi commerciali tra l’Australia ed il Regno Unito hanno raggiunto i 27 miliardi di Dollari Australiani nel 2015-16.

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L’Unione Europea e gli USA aggiornano lo stato dei negoziati per il Partenariato trans-atlantico per il commercio e gli investimenti

L’Unione Europea e gli Stati Uniti d’America hanno pubblicato una valutazione congiunta in merito ai progressi realizzati durante le negoziazioni per il Partenariato trans-atlantico per il commercio e gli investimenti.

Nel periodo compreso tra luglio 2013 ed ottobre 2016, si sono svolti 15 cicli di negoziazioni. Secondo il rapporto rilasciato il 17 gennaio: “il Partenariato trans-atlantico è in grado di rendere i rapporti economici tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti ancora più forti per i decenni a venire.

In base a tale valutazione, l’Unione europea e gli Stati Uniti hanno fatto “notevoli progressi“, tra cui l’apertura degli USA alle imprese dell’Unione Europea, la riduzione degli oneri amministrativi per le imprese esportatrici e la definizione di nuove norme per rendere più agevole ed equo esportare, importare ed investire oltreoceano.Il documento aggiunge inoltre che tale accordo debba includere obblighi di tutela dell’ambiente e dei diritti fondamentali del lavoro.

La valutazione, tuttavia, ha fatto notare che i lavori significativi devono ancora essere svolti per risolvere le divergenze in settori importanti, tra cui le modalità di trattamento delle linee tariffarie più sensibili per entrambi i Paesi.

Il Commissario Europeo per il Commercio, Cecilia Malmström, ha dichiarato: “L’Unione Europea ha fatto tutto il possibile al fine di raggiungere un accordo equilibrato, ambizioso e di alto livello con evidenti benefici per i cittadini, le comunità locali e le aziende. Abbiamo realizzato notevoli e tangibili progressi, come dimostra questa sintesi. Attendo con ansia di collaborare con la nuova amministrazione americana in merito al futuro delle relazioni commerciali transatlantiche. “

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Fondo Monetario Internazionale: “Il Senegal dovrebbe rendere più equo il Sistema fiscale”

Secondo un nuovo rapporto del Fondo Monetario Internazionale, il Senegal deve adottare delle misure finalizzate a rendere più equo il proprio sistema fiscale, riducendo le esenzioni per i “pochi privilegiati”.

Il Fondo Monetario Internazionale ha suggerito che il paese non debba considerare i dazi all’importazione come fonte essenziale di reddito ma debba invece cercare di spostare il carico fiscale verso l’economia interna.

Più in generale, il Fondo Monetario Internazionale ha dichiarato che gli incentivi fiscali devono basarsi su regole trasparenti e automaticamente accessibili a tutte le piccole-medie imprese.

“In una società moderna, trasparente e ben governata, il Governo non può avere il potere discrezionale di favorire pochi privilegiati prevedendo delle eccezioni. Per migliorare la tassazione dei redditi da capitale, il Senegal dovrebbe rivedere il sistema delle imposte sulle plusvalenze, migliorare le norme sulla “thin capitalization” e rivedere le linee guida in materia di prezzi di trasferimento.”

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Proseguono i negoziati per la conclusione di un accordo di libero scambio tra l’India e gli Stati membri dell’AELS

Gli Stati appartenenti all’Associazione Europea di Libero Scambio, Svizzera, Liechtenstein, Norvegia, Islanda e l’India hanno recentemente discusso in ordine alla conclusione di un accordo bilaterale di libero scambio.

Le negoziazioni sono state avviate nell’ottobre del 2008, con 13 incontri che si sono tenuti fino a novembre 2013. I Capi negoziatori hanno deciso di riprendere i negoziati nel 2016 dopo aver fatto il punto della situazione ed il quattordicesimo round di negoziati si è tenuto nel mese di ottobre 2016.

Entrambe le parti hanno tenuto un quindicesimo round di negoziati a Nuova Delhi dall’11 al 13 gennaio. Gli esperti di entrambe le parti hanno discusso sulle questioni in sospeso per quanto riguarda lo scambio di merci e servizi, le norme di origine e i diritti di proprietà intellettuale. Essi hanno inoltre esaminato lo stato di avanzamento di tutti gli altri argomenti in discussione.

Entrambe le parti hanno convenuto di proseguire i negoziati in vista della conclusione di un accordo nel prossimo futuro. Il prossimo ciclo di negoziati si terrà a Ginevra nella primavera del 2017.

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L’Accordo di libero scambio tra Nuova Zelanda e Corea del Sud entra nella seconda fase

Le tariffe transfrontaliere tra la Nuova Zelanda e la Corea del Sud sono state ridotte ulteriormente il 1 ° gennaio 2017, in base ai nuovi tagli fiscali previsti dall’accordo di libero scambio concluso tra i due Paesi.

Per effetto di tale accordo, il 66,4 % delle esportazioni della Nuova Zelanda verso la Corea del Sud sono ora esenti da dazi, rispetto al 46,2 % delle esportazioni nel periodo in cui l’accordo è stato attuato.

Dopo 15 anni dall’entrata in vigore dell’accordo, le tariffe saranno eliminate su circa il 98% delle esportazioni tra i due paesi.

La Nuova Zelanda ha dichiarato che la Corea del Sud è la sua sesta destinazione più grande delle esportazioni.

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L’Australia prevede sanzioni per le imprese multinazionali che non ottemperano agli obblighi di disclosure

Il Ministero del Tesoro Australiano sta adottando delle misure dirette ad aumentare le sanzioni amministrative nei confronti delle multinazionali che non rispettano gli obblighi di disclosure.

Le nuove norme si applicheranno a quelle società con un fatturato globale pari o superiore ad un miliardo di Dollari australiani. A partire dal 1 luglio 2017, le sanzioni relative al mancato deposito dei documenti fiscali all’Australian Taxation Office saranno aumentate. Questo porterà all’aumento della pena massima da 4,500 a 450,000 Dollari australiani.

Nel caso di presentazione all’Australian Taxation Office di dichiarazioni false e fuorvianti le sanzioni verranno raddoppiate.

Secondo quanto riportato dal Ministero del Tesoro australiano, l’obbiettivo è quello di incoraggiare le multinazionali “a rispettare al meglio i loro obblighi fiscali, compresa la presentazione in tempo dei documenti fiscali ed utilizzare maggiore prudenza nell’effettuare le dichiarazioni.”

Le consultazioni si chiuderanno il 13 gennaio.

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Altre tre nazioni si impegnano ad aderire agli standard minimi dell’OCSE

Altri tre Paesi si sono impegnati a partecipare alle discussioni dirette a contrastare l’erosione della base imponibile e lo spostamento dei profitti e ad attuare gli standard minimi dell’OCSE, in base al nuovo “quadro inclusivo” dell’OCSE.

L’OCSE ha confermato il 6 gennaio che i tre territori sono: Bermuda, Costa d’Avorio e Kazakistan. Questo porta il numero totale dei paesi e delle giurisdizioni che partecipano al progetto BEPS a 94 in totale.

In qualità di Stati membri, essi si impegnano ad attuare gli standard minimi proposti dall’OCSE sulla base del progetto BEPS, tra cui: le pratiche fiscali dannose, la rendicontazione paese per paese ed i meccanismi di risoluzione delle controversie.

Il quadro è stato annunciato dall’OCSE nel febbraio 2016 in modo tale da consentire a tutte le giurisdizioni interessate di contribuire per il lavoro futuro sul progetto BEPS e sul monitoraggio dell’attuazione delle misure anti-BEPS.

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L’Irlanda pubblica le statistiche sul commercio e gli investimenti del Regno Unito

Il Central Statistics Office dell’Irlanda ha pubblicato un nuovo report dettagliato su come il Regno Unito lascerà l’Unione Europea e quale sarà l’impatto sui rapporti commerciali tra Regno Unito ed Irlanda.

Il Central Statistics Office ha deciso di compilare i dati sulla base del voto del Regno Unito di lasciare l’Unione Europea. La relazione è suddivisa in quattro settori principali: le persone, il Business, il Commercio, il turismo ed i trasporti.

Secondo quanto riportato dal Central Statistics Office, le esportazioni di servizi verso il Regno Unito sono passate da 15,7miliardi di Euro nel 2013 a 18 miliardi di Euro nel 2014. Le importazioni di servizi dal Regno Unito sono invece passate da 9,9 miliardi di Euro nel 2013 a 11,4 miliardi di Euro nel 2014.

In totale, il 18% dei 101,8 miliardi di Euro delle esportazioni di servizi irlandesi nel 2014 è andato al Regno Unito ed il 10% delle importazioni di servizi dell’Irlanda provenivano dal Regno Unito.

L’anno successivo, l’Irlanda ha esportato beni per un valore di 112,4 miliardi di Euro e il 13,9% di questi beni è andato al Regno Unito che ha rappresentato il 25,7% delle importazioni di merci dell’Irlanda nel 2015.

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