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Archives for Dicembre 2016

Irlanda: L’Agenzia delle Entrate lancia la “Tax Mobile App”

L’Agenzia delle Entrate Irlandese ha lanciato una nuova applicazione per aiutare i contribuenti a gestire i loro affari fiscali.

Tale applicazione fornisce l’accesso ad una serie di servizi on-line. Questi includono: il Servizio On-Line dell’Agenzia delle Entrate per i lavoratori autonomi e le imprese); il “MyAccount”per i contribuenti non registrati; il “Receipts tracker”per la gestione delle spese; il “My Enquiries”per la corrispondenza con fatturato; infine strumenti per il “Pay As You Earn”, imposta locale sulla proprietà immobiliare e la tassa di immatricolazione.

Tale applicazione è disponibile presso l’Apple App Store e Google Play Store. L’Agenzia delle Entrate ha dichiarato che una versione di Windows sarà disponibile a breve.

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Il Fondo Monetario Internazionale sollecita lo spostamento del carico fiscale per la Spagna

Il Fondo Monetario Internazionale ha dichiarato che la Spagna ha un ampio margine per aumentare il gettito fiscale senza ostacolare le prospettive di crescita economica intervenendo sulle esenzioni e sulle inefficienze del sistema fiscale.

Secondo un comunicato del Fondo Monetario Internazionale, la Spagna “avrebbe un ampio margine per aumentare le entrate,” in particolare per “ridurre gradualmente le esenzioni fiscali dall’imposta sul valore aggiunto. Questo porterebbe la Spagna ad essere in linea con il regime IVA degli altri Stati membri dell’Unione Europea.

“In combinazione con la precedente riduzione delle aliquote dell’imposta sul reddito delle persone e delle società, tali misure sosterrebbero la crescita trasferendo la pressione fiscale dall’imposizione diretta a quella indiretta”.

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Unione Europea: Nuove misure per migliorare il Sistema fiscale nel 2017

I presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione hanno convenuto che è necessario compiere progressi nella “lotta contro la frode e l’evasione fiscale, oltre ad assicurare un sistema fiscale semplice e quo.”

Il 13 dicembre, Martin Schulz, Robert Fico, e Jean-Claude Juncker hanno firmato una Dichiarazione Congiunta per delineare gli obiettivi e le priorità dell’Unione Europea in ordine al processo legislativo nel 2017.

Le tre istituzioni hanno concordato un monitoraggio congiunto dei progressi conseguiti per quanto riguarda l’attuazione della Dichiarazione Congiunta. Le riunioni dei presidenti delle tre istituzioni si terrà a marzo, luglio e novembre del 2017. L’attuazione della dichiarazione sarà monitorata su base regolare nell’ambito del gruppo di coordinamento interistituzionale.

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Fondo Monetario Internazionale: I Paesi Bassi devono ridurre le imposte sui salari più bassi

Il Fondo Monetario Internazionale ha dichiarato che i Paesi Bassi potrebbero migliorare l’efficienza del proprio sistema fiscale spostando il carico fiscale dal lavoro ai consumi e alla ricchezza patrimoniale.

Durante la sua consultazione annuale con i Paesi Bassi, il Fondo Monetario ha dichiarato che le imposte devono essere ridotte per i dipendenti con salari più bassi. Ha accolto inoltre con favore, nell’ambito del bilancio 2016, la misura diretta ad aumentare i crediti d’imposta legati al reddito per tale categoria di lavoratori ed ha richiesto una “ revisione fondamentale” delle imposte sul lavoro.

Ha raccomandato l’introduzione di un regime fiscale agevolato e di limitare la deducibilità degli interessi dalle imposte sulle società. Il Fondo Monetario ha inoltre raccomandato ai Paesi Bassi di eliminare gradualmente la deducibilità degli interessi ipotecari di almeno un punto percentuale all’anno.

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Fondo Monetario Internazionale: I Paesi Bassi devono ridurre le imposte sui salari più bassi

Il Fondo Monetario Internazionale ha dichiarato che i Paesi Bassi potrebbero migliorare l’efficienza del proprio sistema fiscale spostando il carico fiscale dal lavoro ai consumi e alla ricchezza patrimoniale.

Durante la sua consultazione annuale con i Paesi Bassi, il Fondo Monetario ha dichiarato che le imposte devono essere ridotte per i dipendenti con salari più bassi. Ha accolto inoltre con favore, nell’ambito del bilancio 2016, la misura diretta ad aumentare i crediti d’imposta legati al reddito per tale categoria di lavoratori ed ha richiesto una “ revisione fondamentale” delle imposte sul lavoro.

Ha raccomandato l’introduzione di un regime fiscale agevolato e di limitare la deducibilità degli interessi dalle imposte sulle società. Il Fondo Monetario ha inoltre raccomandato ai Paesi Bassi di eliminare gradualmente la deducibilità degli interessi ipotecari di almeno un punto percentuale all’anno.

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I Paesi BRICS sostengono il progetto dell’OCSE contro l’erosione della base imponibile e lo spostamento dei profitti

I capi delle Autorità Fiscali dei Paesi BRICS si sono riuniti a Mumbai, in India, il 5 e il 6 dicembre 2016 per discutere in ordine all’attuazione del progetto dell’OCSE diretto a contrastare l’erosione della base imponibile e lo spostamento dei profitti.

I rappresentanti delle autorità fiscali del Brasile, della Russia, dell’India, della Cina e del Sud Africa hanno firmato un comunicato congiunto col l’intento di attuare le raccomandazioni del progetto BEPS in modo coerente e tempestivo.

Essi hanno convenuto di scambiarsi esperienze preziose e condividere le migliori pratiche nella lotta contro l’evasione fiscale. Essi, inoltre, si sono impegnati a fornire un sostegno per il potenziamento delle capacità nei Paesi in via di sviluppo.

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Proposta una nuova normativa fiscale a sostegno del commercio elettronico e delle imprese online nell’UE.

Bruxelles, 1° dicembre 2016

Oggi la Commissione europea ha reso pubblica una serie di misure volte ad agevolare gli adempimenti IVA (imposta sul valore aggiunto) per le imprese di commercio elettronico nell’UE. Le proposte consentiranno ai consumatori e alle imprese, in particolare le start-up e le PMI, di acquistare e vendere più facilmente beni e servizi online.

L’introduzione di un portale a livello dell’UE per i pagamenti IVA online (lo “sportello unico”) permetterà di ridurre significativamente le spese per gli adempimenti IVA; le imprese dell’Unione potranno così risparmiare 2,3 miliardi di euro all’anno. Inoltre, secondo le nuove norme l’IVA sarà versata nello Stato membro del consumatore finale, garantendo così una distribuzione più equa del gettito fiscale tra i paesi dell’Unione. Le proposte aiuteranno gli Stati membri a recuperare l’IVA perduta ogni anno sulle vendite online, stimata attualmente a 5 miliardi di euro. Si prevede che la perdita di entrate raggiungerà i 7 miliardi di euro entro il 2020 e per questo è essenziale agire ora.

Infine, la Commissione ha mantenuto la sua promessa: gli Stati membri potranno applicare la stessa aliquota IVA alle pubblicazioni elettroniche, come i libri in formato elettronico e i quotidiani online, e ai loro equivalenti in formato cartaceo; sono state infatti soppresse le disposizioni che escludevano le pubblicazioni elettroniche dal trattamento fiscale favorevole riservato alle pubblicazioni cartacee tradizionali.

Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione europea responsabile per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: “Manteniamo fede alla nostra promessa di liberare il potenziale del commercio elettronico in Europa. Abbiamo già proposto di rendere la consegna dei pacchi più efficiente ed economicamente accessibile per meglio tutelare i consumatori che acquistano online e risolvere il problema dei geoblocchi ingiustificati. Ora semplifichiamo le norme IVA, l’ultima tessera del mosaico. La proposta odierna non solo stimolerà le imprese, in particolare le più piccole e le start-up, ma potenzierà l’efficienza dei servizi pubblici e incrementerà la cooperazione transfrontaliera.”

Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: “Le imprese online operanti nell’UE ci hanno chiesto di semplificare loro la vita. È quello che facciamo oggi. Ora le imprese, grandi e piccole, che vendono online all’estero adempiranno ai loro obblighi IVA nello stesso modo in cui lo farebbero per vendite effettuate nei loro paesi. Risultato: meno tempo perso, meno burocrazia e costi inferiori. Abbiamo anche semplificato le norme per le microimprese e le start-up, in modo da consentire loro di sfruttare più agevolmente i nuovi mercati. Con le nostre proposte i governi europei potranno incassare 100 milioni di euro in più alla settimana, da spendere per servizi a vantaggio dei cittadini.”

Le proposte odierne, che comprendono un nuovo approccio all’IVA per il commercio elettronico, fanno seguito agli impegni assunti dalla Commissione europea nella strategia per il mercato unico digitale in Europa e nel piano d’azione “Verso uno spazio unico europeo dell’IVA”.

In particolare la Commissione propone:

  • nuove norme che consentono alle imprese che vendono beni online di adempiere facilmente a tutti gli obblighi IVA nell’UE in un unico luogo;
  • la semplificazione delle norme IVA per le start-up e le microimprese che vendono online: l’IVA sulle vendite transfrontaliere di valore inferiore a 10 000 euro sarà gestita a livello nazionale. Le PMI trarranno vantaggio da procedure più semplici per le vendite transfrontaliere di un massimo di 100 000 euro;
  • iniziative contro le frodi dell’IVA provenienti dall’esterno dell’Unione, che possono provocare distorsioni del mercato e dar luogo a concorrenza sleale;
  • possibilità per gli Stati membri di ridurre le aliquote IVA applicabili alle pubblicazioni elettroniche, come i libri in formato elettronico e i quotidiani online. 

Queste proposte legislative saranno ora trasmesse al Parlamento europeo per consultazione e al Consiglio per adozione.

Le azioni principali in dettaglio

Nuove norme in materia di IVA per la vendita di beni e servizi online. Attualmente i commercianti online devono effettuare l’iscrizione IVA in tutti gli Stati membri in cui vendono i loro prodotti. Spesso citati come uno dei principali ostacoli al commercio elettronico transfrontaliero, gli obblighi IVA rappresentano per le imprese un costo di circa 8 000 euro per ogni paese UE in cui sono effettuate le vendite. Secondo la nostra proposta le imprese saranno tenute a presentare una semplice dichiarazione trimestrale IVA per tutto il territorio dell’UE tramite lo sportello unico IVA online. Questo sistema esiste già per le vendite di servizi elettronici, quali le applicazioni per smartphone, e si è dimostrato efficace per gli oltre 3 miliardi di euro di IVA incassati nel 2015. Verranno così ridotti di un consistente 95% gli oneri amministrativi a carico delle imprese, con un risparmio complessivo per le imprese dell’UE di 2,3 miliardi di euro e un aumento delle entrate IVA per gli Stati membri di 7 miliardi di euro.

Semplificare le norme sull’IVA per le microimprese e le start-up. Verrà introdotta una nuova soglia annuale di 10 000 euro per le vendite online al di sotto della quale le imprese che vendono all’estero potranno continuare ad applicare le norme in materia di IVA che applicano nel loro paese di origine. In tal modo per 430 000 imprese in tutta l’UE, che rappresentano il 97% di tutte le microimprese che operano a livello transfrontaliero, sarà più facile rispettare le norme in materia di IVA. Una seconda nuova soglia annuale di 100 000 euro consentirà di facilitare gli adempimenti IVA per le PMI, con norme semplificate per l’individuazione della sede dei clienti. Le soglie potrebbero essere applicate già nel 2018 per i servizi elettronici ed entro il 2021 per beni online. Altre semplificazioni consentiranno alle microimprese di applicare le norme IVA del paese d’origine, ad esempio per quanto riguarda gli obblighi di fatturazione e di tenuta dei registri. Il primo punto di contatto sarà sempre l’amministrazione fiscale del paese in cui l’impresa ha sede, e le imprese non saranno più controllate da ogni Stato membro in cui effettuano le loro vendite.

Azione contro le frodi all’IVA al di fuori dell’UE. Attualmente i piccoli pacchi importati nell’UE di valore inferiore a 22 euro sono esentati dall’IVA. Con circa 150 milioni di pacchi importati ogni anno nell’UE in esenzione IVA, il sistema è suscettibile di ingenti frodi e abusi, il che crea forti distorsioni a scapito delle imprese dell’UE. In primo luogo, le imprese dell’UE si ritrovano in una situazione di evidente svantaggio, dato che, diversamente dai concorrenti dei paesi terzi, devono applicare l’IVA a partire dal primo centesimo di euro venduto. In secondo luogo, per beneficiare dell’esenzione IVA, i beni importati di valore elevato, quali smartphone e tablet, sono costantemente sottovalutati o non correttamente descritti nella documentazione di importazione. La Commissione ha pertanto deciso di eliminare l’esenzione.

Parità di norme sulla tassazione di libri elettronici, quotidiani elettronici e i loro equivalenti in formato cartaceo. Le norme vigenti consentono agli Stati membri di tassare le pubblicazioni su stampa, quali libri e giornali, con aliquote ridotte o, in alcuni casi, super ridotte o con aliquota zero. Le stesse norme escludono le pubblicazioni elettroniche, il che significa che tali beni devono essere assoggettati all’aliquota normale. Una volta approvato da tutti gli Stati membri, il nuovo regime consentirà agli Stati membri di allineare le aliquote sulle pubblicazioni elettroniche a quelle sulle pubblicazioni in formato cartaceo. Gli Stati membri non saranno però obbligati a farlo.

-Fonte: Unione Europea-

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La Corea del Sud introduce un’agevolazione fiscale per i veicoli diesel

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Il Ministero sudcoreano della Strategia e delle Finanze ha introdotto incentivi fiscali in favore di coloro che sostituiscono le vecchie auto diesel con i nuovi veicoli a benzina.

Il provvedimento, introdotto il 5 dicembre, verrà applicato fino al 30 giugno 2017 e prevede il 70% delle deduzioni delle singole imposte sui consumi per coloro che sostituiscono una vettura diesel registrata prima del 31 dicembre 2006.

Il Governo spera che la sua iniziativa possa contribuire a risolvere i problemi ambientali e di salute pubblica nella Corea del Sud che sorgono a causa delle alte emissioni di polveri sottili dei veicoli diesel. Secondo il Ministero dell’Ambiente, le vecchie auto diesel emettono il 79 % delle polveri sottili.

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L’ Australia spinge per la conclusione di un accordo di libero scambio con l’Indonesia nel 2017

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Il Ministro del Commercio Australiano, Steven Ciobo, ha dichiarato la sua intenzione di visitare l’Indonesia per portare avanti i negoziati in merito alla conclusione di un ampio accordo di partenariato economico.

Ciobo ha detto che la sua visita darà uno slancio alla conclusione dell’accordo nel 2017.

Secondo quanto dichiarato dal Ministro, “questo accordo creerà le condizioni necessarie per un impegno economico più stretto tra i due Paesi, creando al contempo nuove opportunità e nuovi mercati per gli esportatori australiani.”

Ha inoltre aggiunto che questo accordo aiuterà gli esportatori australiani a soddisfare le crescenti esigenze dei consumatori indonesiani”. Inoltre creerà nuove opportunità sia per le imprese australiane sia per quelle indonesiane di lavorare insieme e sfruttare le opportunità in rapida crescita al nord.”

A Giacarta Ciobo incontrerà gli alti ministri indonesiani e gli imprenditori indonesiani ed australiani.

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La Svizzera e il Sudafrica concludono un accordo sullo scambio delle informazioni in materia fiscale

foto-sudafrica

La Svizzera e il Sudafrica hanno accettato di scambiare automaticamente le informazioni in materia fiscale a partire dal 2019.

I due Paesi hanno firmato una dichiarazione comune sullo scambio automatico delle informazioni in materia fiscale il 24 novembre 2016. Essi procederanno alla raccolta delle informazioni nel 2018, con i primi scambi che si terranno nel 2019.

Il Dipartimento Federale delle Finanze si consulterà sull’introduzione dell’Accordo sullo scambio delle informazioni fiscali con il Sudafrica. Il Consiglio Federale sottoporrà al Parlamento i corrispondenti decreti federali.

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