Skip to main content Skip to search

Archives for Luglio 2016

Estonia: aumentata la soglia per la registrazione IVA

tallinn-317071_640Il Governo estone ha approvato un progetto di legge per l’aumento della soglia di registrazione dell’imposta sul valore aggiunto, misura quest’ultima finalizzata a ridurre gli oneri amministrativi gravanti sulle piccole imprese.

Allo stato attuale, la soglia per la registrazione IVA in Estonia è attualmente pari a 16,000 Euro (17,600 dollari Usa).

Tuttavia, secondo un annuncio del 21 luglio da parte del Ministero delle Finanze, le imprese con un fatturato annuo inferiore a EUR40,000 non saranno più tenute a registrarsi ai fini dell’IVA a partire dal 1 Gennaio 2018.

Il Ministro delle Finanze Sven Sester ha annunciato che l’aumento della soglia per la registrazione IVA “ridurrà la burocrazia e contribuira’ a creare un ambiente fiscale più favorevole per le piccole imprese”.

Read more

Il Messico intende modernizzare l’accordo NAFTA

mexico-1032966_640Il Messico ha espresso l’interesse di modernizzare l’Accordo di Libero Scambio nordamericano (NAFTA).

Secondo quanto comunicato dal Ministero dell’Economia del Messico, l’accordo NAFTA è stato un “successo”, ma dovrebbe essere aggiornato alla luce degli sviluppi globali che hanno avuto luogo nei due decenni successivi alla firma dell’accordo.

L’accordo NAFTA è entrato in vigore nel 1994.

Le parti dell’accordo – Messico, Canada e Stati Uniti – hanno accettato di eliminare progressivamente i dazi doganali sulle merci scambiate tra le parti e hanno deciso di non aumentare i dazi doganali esistenti o introdurre nuovi dazi doganali sulle merci in questione.

Read more

Messico: ratificato l’accordo sulla facilitazione degli scambi commerciali

mexico-1289099_640Il 26 luglio del 2016 il Messico ha ratificato l’accordo dell’Organizzazione mondiale del commercio per la facilitazione degli scambi commerciali.

Tale accordo prevede degli impegni vincolanti per tutti i Paesi membri dell’OMC al fine di accelerare il movimento, il rilascio e lo sdoganamento delle merci e migliorare la cooperazione tra gli stessi in materia doganale.

Tale accordo rientra negli impegni assunti a livello internazionale finalizzati a rimuovere le barriere fiscali al commercio.

L’accordo entrerà in vigore quando almeno i due terzi dei paesi membri dell’OMC lo avra’ formalmente approvato. A seguito dell’approvazione da parte del Messico, il numero di ratifiche dell’accordo è attualmente pari a 87, più di tre quarti delle ratifiche necessarie per fare entrare in vigore l’accordo.

Il 12 maggio 2014, il Messico ha comunicato all’Organizzazione mondiale del commercio che e’ intenzione del Pease dare attuazione a tutti gli impegni assunti con la ratifica dell’accordo non appena lo stesso sara’ entrato in vigore.

Secondo quanto previsto dal report dell’Organizzazione mondiale del commercio pubblicato il 26 ottobre 2015, l’accordo sulla facilitazione degli scambi consentira’ di aumentare le esportazioni di merci a livello mondiale fino a mille miliardi di dollari Usa all’anno.

Read more

Belgio: proroga estiva delle scadenze IVA

map-1020053_640Il Ministero delle Finanze belga ha annunciato La proroga di alcune scadenze IVA per il periodo delle vacanze estive.

Secondo le scadenze attuali, le dichiarazioni IVA mensili di giugno e la dichiarazione IVA trimestrale per il secondo trimestre del 2016 dovevano essere presentate entro il 20 luglio 2016. Come anticipato, tali scadenze sono state prorogate al 10 agosto 2016. La dichiarazione mensile per luglio 2016, con scadenza 20 agosto, potra’ ora essere presentata entro il 9 settembre.

Allo stesso modo, le dichiarazioni IVA intracomunitarie per il mese di giugno e il secondo trimestre del 2016 sono dovute entro il 10 agosto anziche’ entro il 20 luglio, mentre la scadenza per le dichiarazioni IVA intracomunitarie per luglio e’ stata prorogata dal 20 agosto al 9 settembre.

Tuttavia, il Ministero ha sottolineato che i termini per il pagamento dell’IVA rimangono invariati. La proroga delle scadenze per le  dichiarazioni IVA non si applica altresì alle dichiarazioni che rientrano nel sistema del “mini sportello unico” dell’Unione Europea.

Read more

Emirati Arabi Uniti: il FMI accoglie con favore il piano IVA

abu-dhabi-1177898_640Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha accolto con favore il piano degli Emirati Arabi Uniti (UAE) volto all’introduzione di un’imposta sul valore aggiunto (IVA) e all’aumento delle accise.

In una dichiarazione rilasciata dal Fondo Monetario Internazionale e’ stato evidenziato che queste nuove misure fiscali potrebbero essere seguite da un ampliamento dell’imposta sul reddito delle società.

A febbraio di quest’anno, il Ministro per gli affari finanziari degli Emirati Arabi Uniti, Humaid Al Tayer Obaid, ha comunicato ai giornalisti che l’IVA sarà applicata ad un’aliquota del 5%, con circa 100 prodotti esenti.

Tale regime entrera’ in vigore il 1 gennaio 2018.

Gli Emirati Arabi Uniti  e gli altri membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), e cioe’ Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar e Arabia Saudita, hanno negoziato la proposta per l’introduzione dell’IVA per oltre un decennio. Nel maggio dello scorso anno, gli stessi hanno concluso un progetto di accordo su tale proposta.

L’anno scorso il FMI ha esortato il governo degli Emirati Arabi Uniti ad incrementare i ricavi derivanti da fonti diverse dagli idrocarburi attraverso l’introduzione di nuove misure fiscali. E’ stato infatti evidenziato che l’introduzione di un’aliquota IVA al 5% e di accise del 15% sulle automobili  consentirebbe di aumentare le entrate del 2,7 per cento e dello 0,6 per cento del prodotto interno lordo (PIL) rispettivamente. Nel frattempo, l’applicazione di un’imposta sul reddito delle società a tutte le società con aliquota pari al 10 per cento consentirebbe di aumentare le entrate del 4,1% del PIL.

Secondo una recente dichiarazione del FMI, l’equilibrio di bilancio degli Emirati Arabi Uniti si e’ tradotto in un deficit pari al 2,1% del PIL nel 2015, nonostante una forte risposta fiscale all’abbassamento dei prezzi del petrolio.

Read more

El Salvador: concluso secondo round di negoziati con la Bolivia

el-salvador-878218_640Il 20 e il 21 luglio 2016 El Salvador e la Bolivia hanno tenuto un secondo round di negoziati finalizzati alla conclusione di un accordo volto ad abbassare le tariffe attualmente applicate agli scambi commerciali tra i due paesi.

I rappresentanti dei due paesi hanno discusso, tra le altre cose, su argomenti quali l’accesso al mercato, le regole di origine e le procedure doganali, i meccanismi di risoluzione delle controversie e le misure sanitarie e fitosanitarie.

Il 3 luglio 2015 i due paesi avevano concordato i negoziati, e il primo round di colloqui si è tenuto nel gennaio di quest’anno.

Nel corso degli ultimi cinque anni, il volume degli scambi commerciali tra El Salvador e la Bolivia è cresciuto a un tasso medio annuo del 7,5 per cento; questo quanto riportato dal Ministero dell’Economia di El Salvador.

I principali beni oggetto di esportazione da El Salvador in Bolivia includono i farmaci veterinari, i concimi, scale in alluminio e mobili metallici, mentre i prodotti maggiormente importati dalla Bolivia includono minerali, parti di macchine e nastro magnetico.

All’inizio di questo mese El Salvador ha annunciato che sono stati fatti buoni progressi nei negoziati finalizzati ad un accordo di libero scambio tra la Corea del Sud e gli Stati dell’America centrale e cioe’ El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Panama e Costa Rica.

Read more

Le triangolazioni e l’imposta sul valore aggiunto

TRIANGOLAZIONE COMUNITARIA

Le triangolazioni comunitarie sono operazioni che coinvolgono tre soggetti economici diversi ed operanti in differenti Stati Membri.

Tali operazioni hanno per oggetto trasferimenti di proprietà di beni, per i quali, si realizza un’unica movimentazione fisica.

Gli elementi essenziali sono quindi i seguenti:

  • Presenza di tre differenti soggetti passivi VAT residenti in diversi paesi dell’Unione Europea;
  • Presenza di due distinti contratti di compravendita;
  • Presenza di una singola movimentazione di beni.

vat-tri-1

L’operatore A che risiede in un paese membro dell’Unione Europea vende delle merci all’operatore B, residente in un altro stato membro.

Quest’ultimo conferisce incarico ad A di consegnare le merci direttamente al suo cliente C, a sua volta residente in un altro paese dell’Unione, ma differente rispetto a quelli degli operatori A e B.

Le merci, quindi, sono trasportate direttamente da A a C.

Ruolo fondamentale è dato al trasporto delle merci; potrebbero verificarsi due situazioni:

SITUAZIONE 1

Il trasporto delle merci è eseguito da A o B ed A è colui che fornisce la merce.

In questo caso l’operazione di compravendita tra A e B si definisce cessione con trasporto.

Inoltre, tale operazione si configura come uno scambio comunitario e le merci sono trasportate fuori dallo Stato Membro 1. Per tale motivo lo scambio tra B ed A non è soggetto ad imposizione VAT.

Gli scambi che intervengono tra B e C, d’altra parte, sono cessioni comunitarie senza trasporto ed anch’esse non imponibili VAT.

A emetterà una fattura nei confronti di B senza VAT ed indicherà il valore dell’operazione e il numero VAT di B nel proprio modello EC Sales list ed Intrastat.

B emetterà una fattura verso C senza VAT indicando la seguente dicitura “VAT Semplification Invoice”. B dovrà inserire l’ammontare della fattura emessa nei confronti di C nel modello EC Sales list ed Intrastat, evidenziando il numero VAT di C ed includendo il codice “T” che indica appunto la triangolazione.

C deve indicare il suo acquisto da B nel suo VAT Return mediante il meccanismo del Reverse Charge.

SITUAZIONE 2:

In questa seconda situazione il trasporto delle merci è fatto ed organizzato da C o B, mentre C è l’acquirente.

Si avrà una cessione senza trasporto tra A e B, che dovrà quindi essere considerata come uno scambio domestico di A all’interno dello Stato Membro 1. Per tale motivo A emetterà una fattura con VAT nei confronti di B.

Tra B e C avremo, invece, una cessione con trasporto di merci dirette ad A e per questo motivo la fattura sarà esente da VAT.

TRIANGOLAZIONE UE/EXTRA UE:

Un soggetto economico opera in un paese esterno all’Unione Europea, mentre gli altri due sono comunitari.

vat-tri-2

Supponiamo che l’operatore B risieda in un paese che non fa parte dell’Unione Europea.

L’operatore A spedisce, per conto del suo cliente extra comunitario B, a C che risiede in un paese membro dell’Unione Europea.

A fattura al suo cliente B, ma tale operazione non si configura come una cessione intra-comunitaria in quanto, anche se A spedisce la merce in un altro Stato Membro, il cliente B non è soggetto VAT comunitario e non si può pertanto applicare il metodo dell’inversione contabile.

Inoltre A, pur fatturando ad un soggetto Extra UE non può considerare tale operazione come un’esportazione poiché’ la merce non esce dal territorio comunitario.

La cessione si concretizza come un’operazione interna ed A dovrà emettere fattura con VAT nei confronti di B.

D’altra parte B sta facendo un acquisto intracomunitario nello Stato membro 2. Se C è un soggetto passivo VAT la fornitura da B a C è una cessione intracomunitaria e va applicata l’inversione contabile della VAT.

 

Marina d’Angerio
Dottore commercialista e Chartered Accountant

Read more

Addio “Annual Return” arriva il “confirmation statement”

tax-468440Ogni anno si devono controllare, confermare, modificare o integrare le informazioni che Companies House possiede a proposito della società. Questo documento si chiama “confirmation statement”.

Il “confirmation statement” ha sostituito la ”annual return” che si presentava a Companies House.

Il confirmation statement è diverso, autonomo e complementare rispetto all’annual accounts e al tax return.

Controllare I dettagli della vostra società.

Controllare che le informazioni registrate sul Registro di Companies House siano corrette, e comprendano:

  • i dettagli della sede sociale, dei direttori, del segretario e l’indirizzo dove sono conservati i documenti della società
  • la dichiarazione del capitale sociale e le informazioni sui soci nel caso la società abbia azioni;
  • la classificazione dell’attività esercitata (SIC-code ossia il numero che identifica l’attività propria dell’impresa)

Dopo aver controllato le informazioni

Inviare il confirmation statement on line o per posta.

Si possono comunicare le variazioni del capitale sociale, dei soci e dell’attività (SIC) con un unico documento.

Non si puo’ utilizzare il confirmation statement per segnalare le modifiche relative ad amministratori e segretari, indirizzo della sede sociale o del luogo ove sono conservate i documenti della  società.

Registro delle persone che detengono un controllo significativo;(PSC)

Ogni società deve indicare in un registro ogni socio che:

  • Possiede più del 25% delle azioni o dei diritti di voto
  • Puo’ nominare o revocare la maggioranza degli amministratori
  • Puo’ influenzare o controllare la società o il trust.

Queste informazioni debbono essere incluse al momento della presentazione del primo confirmation statement

Termine per la presentazione

Si riceve un avviso e-mail o una lettera di sollecito presso la sede della società quando il confirmation statement deve essere presentato.

Il termine per la presentazione generalmente corrisponde all’anno del verificarsi:

  • data di incorporazione della società
  • data di presentazione dell’ultima annual return o confirmation statement

È possibile depositare la dichiarazione di conferma fino a 14 giorni dopo la data di scadenza.

L’omessa presentazione dello confirmation statement è sanzionabile con una ammenda sino a 5.000 sterline e la società puo’ essere radiata dal Registro (strike off).

Se si dovesse presentare l’annual return entro il 30 giugno 2016

Bisogna presentare l’annual return invece del confirmation statement.

Esempio

Se l’annual return doveva essere presentata entro il 20 giugno 2016, è possibile presentarla entro il 18 luglio 2016 (sono compresi I 28 giorni di grazia). Decorso tale termine si applicano le penalità e le procedure di strike off previste dalla precedente normativa.

 

Guido Ascheri

Ragioniere Commercialista e Chartered Accountant in London

Read more

Trasferimento sede all’estero e fallimento

town-sign-96612Sulla competenza del giudice in caso di trasferimento della sede all’estero la Corte Suprema di Cassazione si è pronunciata in favore della giurisdizione dei giudici italiani.

La vicenda processuale trae origine dall’istanza di fallimento presentata da alcuni creditori nei confronti di una società con sede in Italia. Pochi giorni prima della presentazione dell’istanza di fallimento,  la società debitrice si era iscritta nel Registro delle società della Bulgaria.

Vediamo i motivi della decisione:

Primo motivo: il trasferimento della sede della società all’estero aveva preceduto di meno di un anno la prima istanza di fallimento.

Secondo motivo: il conferimento alla compagna dell’amministratore della società fallita, da parte dell’amministratore della società estera, di una procura generale ad agire sia in Italia sia all’estero in nome e per conto di tale società estera;

Terzo motivo: l’assenza di concreta ed effettiva operatività all’estero.

In base a questi tre motivi, la Suprema  Corte ha riteuto fittizio il trasferimento della sede all’estero da parte della societa’ fallenda,  poiche’ il centro degli interessi di tale società continuava a trovarsi in Italia.

La questione è stata  successivmente sottoposta al vaglio della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che ha confermato, seppur su diverse basi, la decisione della Corte Suprema di Cassazione.

Il trasferimento della sede in un altro Stato membro, con la permanenza in Italia del centro degli interessi principali dell’attività, non blocca la procedura di fallimento e la competenza dei giudici italiani.

L’articolo 3 del Regolamento 1346/200 del Consiglio, del 29 maggio 2000, relativo alle procedure di insolvenza fissa le regole per la determinazione del giudice competente.

La norma è la seguente:

Art. 3 . 1 Sono competenti ad aprire la procedura di insolvenza i giudici dello Stato membro nel cui territorio è situato il centro degli interessi principali del debitore. Per le società e le persone giuridiche si presume che il centro degli interessi principali sia, fino a prova contraria,  il luogo in cui si trova la sede statutaria.

Art. 3 . 2 Se il centro degli interessi principali del debitore è situato nel territorio di uno Stato membro, i giudici di un altro Stato membro sono competenti ad aprire una procedura di insolvenza nei confronti del debitore solo se questi possiede una dipendenza nel territorio di tale altro Stato membro. Gli effetti di tale procedura sono limitati ai beni del debitore che si trovano in tale territorio.

I giudici europei hanno  confermato la competenza dei giudici italiani in caso di fallimento, in base alla determinazione del luogo in cui si realizzano degli interessi principali.

Il centro degli interessi principali coincide sostanzialmente con il luogo di amministrazione della società. Ciò sulla base di elementi oggettivi riconoscibili da terzi.

In buona sostanza occorre prendere in conto i luoghi in cui la società debitrice esercita l’attività economica, i luoghi in cui detiene i beni, l’esistenza di contratti di gestione finanziaria gestiti in uno Stato membro diverso da quello della sede statutaria.

Dalla valutazione  globale degli elementi rilevanti sopra descritti, e’ possibile determinare la competenza  dei giudici dello stato di origine, superando pertanto la presunzione di competenza dei giudici dello stato membro ove è stata fissata la sede statutaria.

Sabrina Malaguti

Avvocato in Reggio Emilia e Londra

Read more

Singapore: nuova guida contro l’evasione fiscale

singapore-1490401_640L’Agenzia delle Entrate di Singapore ha pubblicato una nuova guida in materia fiscale avente ad oggetto le generali regole anti-elusione del territorio; tale guida e’ stata inserita nella sezione 33 dell’Income Tax Act.

La guida, pubblicata l’11 luglio 2016, spiega quali sono i tre test per determinare se e quando applicare le regole generali anti elusione. Prevede inoltre degli esempi sulle varie modalità di elusione possibili tra cui la creazione di più di un’entità al solo scopo di ottenere un vantaggio fiscale, le modifiche alla tipologia di entita’ commerciale effettuate per il solo scopo di ottenere un vantaggio fiscale e l’attribuzione di redditi che non sono allineati con la realtà economica.

L’Inland Revenue Authority di Singapore ha chiarito che le linee guida e gli esempi che accompagnano la guida non sono esaustivi e che, pertanto, le tipologie di accordi non descritte nella guida non devono essere considerate come non rientranti nell’ambito di applicazione dell’articolo 33 dell’Income Tax Act o ritenute accettabili dall’autorità fiscale.

Read more