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Archives for Febbraio 2016

Abu Dhabi ospita il primo forum fiscale arabo

grand-mosque-1017247_640Il Fondo Monetario Arabo e il Fondo Monetario Internazionale (FMI) hanno tenuto il primo Forum Fiscale arabo tra il 22 e il 24 febbraio 2016.

Il Forum si e’ occupato di argomenti quali la politica fiscale e le sfide legate alla crescita economica nella regione araba, visto il forte calo dei prezzi del petrolio e il rallentamento della crescita economica mondiale.

Scopo del forum è stato quello di condividere le esperienze su come ampliare i proventi derivanti dalle imposte non correlate al petrolio e migliorare l’equità dei regimi fiscali.

I Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo hanno discusso a lungo sull’introduzione di un’aliquota IVA ridotta per incrementare i ricavi.

Nonostante i colloqui vadano avanti da piu’ di un decennio, gli Emirati Arabi Uniti sono l’unico paese che ha confermato ufficialmente la sua partecipazione al progetto, dopo avere recentemente annunciato l’intenzione di implementare il proprio regime IVA a partire dal 2018.

Christine Lagarde, direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, vi ha partecipato insieme ad alti funzionari ed esperti delle organizzazioni finanziarie internazionali e regionali, i ministeri delle finanze, e i rappresentanti delle banche centrali dei paesi arabi.

Concluso il forum, Lagarde ha detto: “ho sottolineato l’importanza della mobilitazione delle entrate e della cooperazione globale in materia di tassazione, anche attraverso l’ampliamento del campo di applicazione delle misure finalizzate ad affrontare l’erosione della base imponibile e il trasferimento dei profitti da parte delle società internazionali”.

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US: crediti d’imposta estesi per stimolare la Green Energy

light-bulb-984551__180Il National Renewable Energy Laboratory (NREL) del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha comunicato una nuova analisi stimando che l’estensione alla fine dello scorso anno di crediti di imposta su alcune energie rinnovabili aumenterà l’uso di energia eolica e solare fino ai primi anni del 2020.

Nel dicembre 2015, i crediti d’imposta sull’energia eolica e solare sono stati prorogati di cinque anni dalla loro precedente data di scadenza. I crediti d’imposta sono stati estesi per altre tecnologie di energie rinnovabili, compresa la biomassa, geotermica, idroelettrica, ma queste estensioni scadranno alla fine del 2016.

Il NREL ha rilevato che nell’arco di cinque anni fino al 2014, la capacità di nuovi impianti sulle energie rinnovabili è cresciuto ad un tasso medio di 10.600 MW all’anno. Questo dovrebbe aumentare fino a 18.000 MW all’anno a seguito del rinnovo dei crediti.

Il NREL ha previsto che la crescita della produzione di energia rinnovabile raggiungerà il picco nei primi anni del 2020. Nel frattempo, ha trovato che le emissioni di CO2 nella produzione di energia elettrica potrebbero scendere nel 2025 del 25 per cento al di sotto dei livelli del 2005, e potrebbero essere del 32 per cento più basse nel 2030.

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La tassazione sui dividend e Capital Gain UK: Nuove regole

A partire da aprile 2016, sarà riformato il trattamento fiscale della tassazione dei dividendi percepiti dalle persone fisiche.

Ogni soggetto potrà beneficiare di una “Dividend Allowance”, che prevede l’esenzione da tassazione per le prime 5.000 sterline di dividendi.

Per importi superiori a 5.000 sterline si applicherà un’aliquota di imposta pari al 7,5%, se il reddito del contribuente rientra nella fascia di reddito base (fino a £ 31.758); al 32,5% all’interno della fascia di reddito intermedia (fino a £ 150.000); ed al 38,1 % all’interno della fascia di reddito più alta (oltre le £ 150.000).

I soggetti che detengono piccoli portafogli azionari e che ricevono dividendi per importi inferiori alle 5.000 sterline potranno beneficiare di un risparmio fiscale. Le nuove norme saranno particolarmente onerose nei confronti dei soggetti che sono sia soci che Director di una UK Company e che sono soliti attingere dalla società attraverso distribuzione di dividendi, piuttosto che mediante il pagamento di uno stipendio come amministratore, realizzando fino ad ora, un notevole risparmio di imposta.

Dalla tabella sotto riportata si può evincere meglio l’entità del cambiamento in termini di maggiori imposte che si pagheranno con nuovo regime:

Dividendi netti 2015/16 Tax 2016/17 Tax Differenza
£28,606.50 £0 £1,770 £1,770
£30,000 £348 £1,875 £1,527
£40,000 £2,848 £4,625 £1,777
£50,000 £5,348 £7,875 £2,527
£60,000 £7,848 £11,125 £3,277
£70,000 £10,348 £14,375 £4,027
£80,000 £12,848 £17,625 £4,777
£90,000 £16,541 £21,000 £4,459
£100,000 £20,233 £25,500 £5,267
£110,000 £22,733 £30,000 £7,267
£120,000 £25,233 £33,375 £8,142
£130,000 £27,986 £36,625 £8,639
£140,000 £31,041 £39,931 £8,890
£150,000 £34,097 £43,741 £9,644
£200,000 £49,374 £62,791 £13,417

Chiaramente, le modifiche alla tassazione dei dividendi si tradurrà in un aumento delle tasse significativo per la maggior parte degli imprenditori, riducendo i benefici fiscali che si potevano realizzare nel precedente regime fiscale.

In caso di ridistribuzione totale del capitale sociale agli azionisti in sede di liquidazione/ chiusura della società è prevista l’applicazione del “enterpreneurs relief” che prevede la seguente tassazione:

  • 10% (fascia di reddito più bassa)
  • 18% (fascia di reddito intermedia)
  • 28% (fascia di reddito più alta)

Tale normativa si prestava spesso ad abusi al fine di ottenere vantaggi fiscali. Si verificavano situazioni in cui i soci volontariamente liquidavano la loro società per poter ottenere sgravi fiscali sul capitale ed assets rimborsati, per poi costituire una nuova società avente ad oggetto la stessa attività sociale.

Con la nuova normativa tale agevolazione sarà usufruibile, ma solo a condizione che il socio/i, ed i loro familiari, non intraprendano un’attività imprenditoriale simile, prima che siano trascorsi due anni dalla liquidazione della società precedente.

Rimane ancora in vigore la norma che prevede, per le società non quotate, la possibilità di comprare azioni proprie dai soci, senza che su tale distribuzione venga applicata alcuna tassazione in capo agli azionisti. Le condizioni da soddisfare affinché’ tale distribuzione risulti esente da imposizione fiscale sono le seguenti:

  • Le azioni devono essere state tenute per almeno cinque anni;
  • La transazione deve essere vantaggiosa per l’attività commerciale della società;
  • L’azionista deve ridurre la propria partecipazione in modo da tenere non più del 30% della società.

Il governo ritiene che in futuro le norme in materia di acquisto di azioni proprie potrebbero cambiare e portare alla tassazione delle plusvalenze generate.

Marina d’Angerio
Dottore Commercialista
ICAEW Chartered Accountant

 

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Australia: pianificazione ulteriori azioni contro l’elusione dell’imposta sul reddito delle società

australiaIl Commissario fiscale dell’Australia, Chris Jordan, ha emesso un avviso rivolto a multinazionali e grandi aziende annunciando che l’Ufficio delle imposte australiano (ATO) è intenzionato ad aumentare l’attiva’ di lotta contro l’evasione fiscale internazionale nel periodo fino al 2019.

Il 26 Febbraio 2016, nell’aggiornamento sull’iniziativa chiamata “Building Confidence“, l’ATO ha dichiarato che concentrerà i suoi sforzi su:

• Attuazione della Multinational Anti Avoidance Legislation (MAAL) e piano d’azione della Base Erosion and Profit-Shifting (BEPS);
• Accordi di commercio elettronico;
• Manipolazione della capitalizzazione sottile;
• Finanziamento Parti Correlate; e
Offshore hubs.

L’iniziativa “Building Confidence” è stata sviluppata dalla ATO a marzo 2015, per aumentare la trasparenza che circonda le sue attività di compliance e di controllo.

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Indonesia: aumento controllo tassazione sulle sigarette

smoking-1111975__180L’autorità fiscale indonesiana ha affermato di aver aumentato gli sforzi per combattere l’evasione dell’accisa e del commercio di tabacco illegale.

Il 16 febbraio 2016, la Direzione generale delle dogane e delle accise (DJBC) ha dichiarato: “Per proteggere le entrate del governo, il DJBC sta agendo più intensamente sulla circolazione di merci illegali, comprese le sigarette. Ogni otto ore, è riuscita a sventare la distribuzione illegale di sigarette senza [a] valido timbro delle accise “.

La dichiarazione è avvenuta a seguito di un sondaggio condotto dall’Università di Gadjah Mada. Si è riscontrato che nel 2010, 6,19 per cento di sigarette in circolazione sono state vendute illegalmente. Questo era salito all’11,73 per cento alla fine del 2014. Tuttavia, l’agenzia ha detto che c’è stata anche una tendenza in aumento di procedimenti giudiziari. Il numero di procedimenti giudiziari è aumentato da 641 casi nel corso del 2013 a 1.232 casi nel 2015.

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Unione Europea: dibattito sull’IVA

eu-712739_640La Commissione europea ha tenuto un “dibattito orientativo” sulla futura riforma dell’IVA.

Il dibattito, tenutosi il 24 febbraio, ha preparato il terreno per la prossima pubblicazione del piano d’azione della Commissione in materia di IVA.

La Commissione europea ha detto che il sistema IVA dell’UE “ha bisogno di riforme”, necessarie in particolare a colmare il divario dell’IVA – la differenza tra le entrate IVA teoriche e l’IVA effettivamente raccolta dagli Stati membri.

Questo è stato stimato essere pari a 180 miliardi di Euro (198 miliardi di dollari Usa) nel 2013, a causa dall’elusione, evasione, frode, nonche’ a causa della previsione da parte dei singoli Stati membri di aliquote ridotte e agevolazioni IVA.

La Commissione ha inoltre osservato che l’attuale sistema IVA rimane “frammentato e crea oneri amministrativi significativi”, in particolare per le piccole imprese e le imprese on-line. Il sistema IVA, ha detto, “ha bisogno di essere modernizzato in modo da riflettere i modelli di business innovativi e il progresso tecnologico odierno”.

All’inizio di questo mese, la Commissione ha pubblicato una tabella di marcia in vista della pubblicazione, prevista per il mese di marzo 2016, del piano d’azione per un sistema IVA semplice, efficace, e a prova di frode, su misura per il mercato unico.

Secondo questa tabella di marcia, il piano d’azione ha lo scopo di fare il punto sui risultati ottenuti a partire dalla Ccomunicazione del 2011 sul futuro dell’IVA e organizzare i lavori futuri.

Le nuove regole si concentreranno sul principio della destinazione, che prevede che i beni devono essere tassati nel luogo in cui sono effettivamente utilizzati.

Ci si concentrera’ poi sul sistema per ridurre la complessità del sistema IVA, in particolare per le PMI; sui modi per ampliare il campo di applicazione della base imponibile IVA e per incrementare la lotta alla frode IVA, in particolare attraverso la cooperazione tra le varie amministrazioni fiscali.

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Italia: controversie fiscali dinanzi al Tribunale

case-law-677940__180Il 19 febbraio, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’apertura del nuovo anno giudiziario, è stato riferito che la pretesa tributaria nelle cause pendenti dinanzi al giudice tributario italiano è pari ad EUR 34 bn (USD 37.4 bn) alla fine dello scorso anno.

Nel suo discorso di apertura, il presidente del tribunale, Mario Cavallaro, ha confermato che il carico dei procedimenti giudiziari arretrati alla fine del 2015 in realtà è diminuito del sette per cento a 538.000, rispetto alla fine del precedente esercizio. Questo nonostante il fatto che il numero di nuovi casi dinanzi alla Corte è aumentato del cinque per cento a più di 260.000 durante l’anno.

Il 30 per cento dei casi sollevati dai contribuenti nei confronti delle autorità fiscali italiane riguarda tasse locali, con oltre la metà di quelli relativi alla tassazione sulla proprietà. La metà del restante 70 per cento sono state controversie riguardanti il reddito personale, mentre il resto è in gran parte diviso tra IVA e l’imposta regionale sulle attività produttive.

Cavallero ha sottolineato che nel 2015, la Commissione Tributaria ha deciso su più di 302.000 casi. Si è, in media, potuto fornire una risposta definitiva a tutti i casi in poco più di tre anni.

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Chile: avvio dei negoziati con l’Uruguay per un accordo di libero scambio

chile-693056_640Una delegazione della Direzione Generale per le Relazioni Internazionali del Chile (DIRECON) si e’ recata in Uruguay il 22 febbraio 2016 per avviare i negoziati per la conclusione di un accordo bilaterale di libero scambio (Free Trade Agreement – FTA).

I due Paesi fanno già parte dell’Economic Complementation Agreement tra Cile e Mercosur (ACE 35), entrato in vigore il 1 ° ottobre 1996. L’accordo comprende anche Argentina, Brasile e Paraguay.

Fino ad oggi, il Cile ha firmato 26 accordi di libero scambio e accordi commerciali preferenziali.

Nel novembre dello scorso anno ha firmato una lettera di intenti con le Filippine per condurre uno studio di fattibilità congiunto per un accordo di libero scambio.

L’Uruguay è gia’ parte di una serie di accordi di libero scambio grazie alla sua adesione al Mercosur.

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Flussi di cassa e rendiconto finanziario: la comunicazione tra Banca e Impresa (parte 3)

coins-948603__180Le banche oggi decidono di accettare o meno la richiesta di finanziamento sulla base di specifici modelli di valutazione del merito creditizio (c.d. rating), che presentano il (solo) pregio di sintetizzare in un unico valore l’insieme delle informazioni riguardanti l’azienda istante, esaminate sotto tre profili:
1. le caratteristiche dell’impresa (c.d. analisi qualitativa);
2. il comportamento della stessa nei confronti della banca destinataria della domanda di finanziamento, nonché del sistema creditizio in generale (c.d. analisi andamentale);
3. i valori di bilancio (c.d. analisi quantitativa).

1. Analisi qualitativa:
La prima fase dell’attività di studio, da parte dell’istituto di credito, riguarda alcuni aspetti di carattere generale, quali, ad esempio:
– la storia dell’impresa, la forma giuridica, l’assetto proprietario della società, il sistema di amministrazione e controllo adottato;
– la localizzazione geografica, talvolta rilevante nella misurazione del grado di rischio aziendale;
– il settore di appartenenza ed il mercato di riferimento, ed il relativo posizionamento rispetto alla concorrenza;
– la qualità dell’informazione aziendale, nonché l’efficienza degli strumenti di programmazione e controllo (budget, business plan, piani industriali e finanziari);
– i fattori di debolezza e successo.
In altre parole, l’accertamento dei sintomi di difficoltà dell’impresa può essere operato sulla base dei modelli di valutazione del merito creditizio (c.d. rating) e, quindi, di un’adeguata analisi di bilancio, secondo le metodologie raccomandate dalla tecnica professionale, di cui nel prosieguo si illustra una possibile interpretazione applicativa, generalmente valida, anche con riferimento alle imprese che non presentano problemi di liquidità, crisi od insolvenza.

2. Analisi andamentale
La seconda fase del processo di valutazione del grado di rating dell’impresa riguarda lo studio del comportamento dell’impresa, nei confronti della singola banca e dell’intero sistema creditizio, agevolmente desumibile dall’Attestato della Centrale dei Rischi (ACR), richiedibile periodicamente alla Banca d’Italia, con riferimento a ciascun soggetto affidato (persona fisica o società).
L’analisi di tale documento consente di individuare alcune informazioni rilevanti ai fini dell’accertamento della probabilità di insolvenza dell’impresa, quali, ad esempio:
– la storia e il trend del rapporto con la banca e il sistema creditizio in generale, degli importi accordati, nonché la loro natura;
– la qualità del portafoglio e la rotazione dei movimenti di conto corrente;
– la regolarità nei pagamenti e le eventuali sofferenze;
– la rotazione dei crediti, la percentuale degli insoluti sugli effetti presentati al “salvo buon fine” e quella riferibile – se rilevante – ad uno specifico cliente;
– il livello delle somme utilizzate e degli sconfinamenti, rispetto a quanto concesso, sia in termini percentuali che di durata;
– il numero delle banche segnalanti.

Una particolare attenzione è riservata al c.d. autoliquidante, riguardante l’importo accordato per lo smobilizzo di salvo buon fine, effetti e fatture.
Ad esempio, se una società dispone di un accordato di 1.000.000 di euro da parte della banca X a fronte di un importo complessivo di sistema di euro 2.500.000, l’istituto di credito provvede a verificare:
– l’incidenza del proprio affidamento rispetto al totale generale, con l’intento di desumere il grado di credibilità dell’impresa sul mercato finanziario;
– la percentuale di effettivo utilizzo di quanto accordato, a livello di banca e singolo sistema, in quanto ritenuta espressiva, in funzione crescente, del grado di rischiosità aziendale.
In altri termini, più tale rapporto si avvicina al 100% tanto maggiore è il rischio dell’impresa.

Altre verifiche rilevanti riguardano, oltre agli eventuali sconfinamenti, il numero delle banche segnalanti, in quanto se crescente – in presenza di incremento di indebitamento – è valutata negativamente, così come la circostanza di richiedere un medesimo affidamento a più banche contemporaneamente, in quanto l’apertura dell’istruttoria comporta la segnalazione al sistema, per l’aggiornamento della Centrale dei Rischi.
Conseguentemente, il funzionario della specifica banca, responsabile della pratica, potrebbe essere influenzato, respingendo la richiesta dell’impresa, qualora sia venuto a conoscenza di analoghe istruttorie non andate a buon fine presso altri istituti di credito: in altre parole, l’impresa alla ricerca di nuove risorse finanziarie dovrebbe concentrare la propria attenzione sul solo istituto di credito presso il quale vi sono maggiori probabilità di accoglimento di una domanda di affidamento.
L’analisi andamentale si conclude certamente con un giudizio accettabile se l’impresa richiedente presenta un buon grado di ottimizzazione delle fonti di finanziamento, ovvero un adeguato equilibrio tra mezzi propri e debiti, nonché – all’interno di questi ultimi – tra passività correnti, maggiormente rischiose, e consolidate.

3. Analisi quantitativa
Il processo di valutazione del merito creditizio si conclude con la classica analisi di bilancio, fondata sulla sostanziale verifica dell’attendibilità dei dati contenuti nello stesso, sulla riclassificazione dello stato patrimoniale e del conto economico e sulla conseguente determinazione dei principali margini ed indici di analisi, come meglio illustrati nel prosieguo.

Paolo Battaglia
Dottore Commercialista in Ragusa e ACA Chartered Accountant (ICAEW) a Londra

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India: eliminare la complessita’ del sistema fiscale

tee-1028655_640Il Segretario delle Entrate indiano, Hasmukh Adhia, ha comunicato che il prossimo bilancio dell’India, che dovrebbe essere pubblicato il 29 febbraio, cercherà di individuare le misure adatte a sostenere la crescita e l’occupazione e garantire una parità di condizioni per i produttori nazionali indiani.

Rispondendo alla domanda su come il regime fiscale può essere reso più favorevole per gli investitori stranieri, Adhia ha detto che dovrebbe essere prestata attenzione alla razionalizzazione e semplificazione delle leggi fiscali, nonche’ garantire prevedibilità e certezza del regime fiscale.

Adhia ha inoltre sottolineato che la molteplicità di tasse imposte dai governi centrali e statali non sono favorevoli agli investimenti. Egli ha sottolineato che la tassa di beni e servizi (GST) potra’ risolvere questo problema.

Adhia ha detto che il governo è pienamente preparato, sia in termini di accordi amministrativi sia in termini di sistemi informatici, per dare attuazione alla GST.

Adhia ha evidenziato che, anche se gli incentivi fiscali garantiscono supporto a determinate industrie nazionali, queste creano distorsioni nel sistema fiscale. Vi e’ la possibilita’ che alcuni incentivi vengano abrogati, mentre altre esenzioni rimarranno in vigore dopo la pubblicazione del bilancio.

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